domenica 26 agosto 2012

Agosto 2012

5 agosto
Non ci sono mai abbastanza miracoli per convincere la tua anima a fidarsi. Intorno a te mille miracoli avvengono in ogni momento, ma se i tuoi occhi sono chiusi, ma se tu hai già deciso cosa dev'essere miracolo e cosa no, o dove vederlo e dove no, allora nessun miracolo ti apparirà. E nel miracolo della vita tu cerchi i miracoli. Nell'oceano tu cerchi l'acqua. Nel cielo tu cercherai l'aria. Perché ciò che tu cerchi è il Miracolo, l'unico grande miracolo che è la vita. Ciò che tu cerchi davvero è ciò che sempre diviene pur rimanendo sempre lo stesso. Una Domenica benedetta. Pace e bene. 

12 agosto
Perché il frigorifero è pieno di cibo e l'anima muore di fame? Perché il garage è pieno di automezzi e tu non ti sposti dalle tue certezze neanche di un centimetro? Perché siamo pieni di telefonini e non sappiamo relazionarci? Perché abbiamo cosi tanto e siamo infelici? 

15 agosto

Dio vive dove c'è la vita, dove gli uomini provano a vivere, ad amare, ad emozionarsi, ad uscire dalle proprie prigioni di paura o dai condizionamenti. Dio vive dove si cerca la libertà, dove non ci si nasconde nelle rassicurazioni dell'ortodossia o del ciò che fan tutti. Dio vive dove gli uomini ridono, piangono, si emoziano, si commuovono, sono se stessi, sono a contatto con il proprio cuore e per questo sentono il cuore e l'anima degli altri. Dio vive dove gli uomini si sentono bisognosi di aiuto, di guarigione, di vulnerabilità, di abbracci, di contatto e lo ammettono. Buona e benedetta festa dell'Assunta! 


19 agosto
Le persone mi possono amare, ma non mi possono saziare o sfamare. Ho bisogno di amore, ma nessuna persona può riempire la mia fame. Ho bisogno di coccole, ma per quante ne avrò, non basteranno mai. Ho bisogno di successi, ma nessun traguardo mi farà sentire importante per sempre. Ho bisogno di amicizie, ma nessun amico mi può dare ciò che non ho io o si può sostituire a me. Ho bisogno di trovare un senso, una strada alla mia vita ma nessun gruppo o persona lo può fare per me. Ho bisogno di tenerezza e di ricevere, abbracci e di sorrisi, ma ne avrò bisogno ogni giorno.

26 agosto
La felicità è l'arte di comporre un bouquet con i fiori che abbiamo a portata di mano. Quello che sei va benissimo per essere felice oggi. Se non sei felice con quello che sei e che hai oggi, domani non lo sarai mai, qualsiasi cosa tu sarai e avrai. 

mercoledì 15 agosto 2012

Dio è dove c'è la Vita

Dio vive dove c'è la Vita, dove gli uomini provano a vivere, ad amare, ad emozionarsi, ad uscire dalle proprie prigioni di paura o di condizionamenti. Dio vive dove si cerca la libertà non nascondendosi nella rassicurazione dell'ortodossia o del ciò che fan tutti. Dio vive dove gli uomini ridono, piangono, si emozionano, si commuovono, sono se stessi, sono a contatto con il proprio cuore e per que
sto sentono il cuore e l'anima degli altri. Dio vive dove gli uomini si sentono bisognosi di aiuto, di guarigione, di amore, di vulnerabilità, di abbracci, di contatto e lo ammettono.

Lui c'è dove le persone vibrano dentro, dove i cuori si infiammano d'amore e di passione; dove l'anima si sa allargare fino a comprendere a ad abbracciare tutto ciò che esiste; dove si sa stupire del mondo che gli è attorno; dove "beve e mangia" del vento, dell'aria, delle stelle, dell'acqua, della terra e del sole; dove si sente la danza di un meraviglioso Danzatore; dove tutto ha un senso perché lo si vede, perché lo si sente, lo si percepisce; dove le persone sono come le corde di un arpa che risuonano quando si incontrano, che trasmettono emozioni e vita.

Dio non guarda a cosa dici di credere; Dio guarda al tuo cuore, a quanto pulsa, vibra, ama e si emoziona. Dio non guarda alle tue pratiche religiose; Dio guarda allo spirito che tu ci metti nel vivere. Dio non guarda a quanti errori hai fatto; Dio guarda alla tua voglia di vivere. Dio non guarda a quanto sei bravo e giusto; Dio guarda a quanto ami.

Che Donna!

Quando ho paura di fare scelte perché potrei perdere la mia reputazione… guardo a Maria.
"Chi stima la sua immagine più della Mia strada, non è degno di Me".
Quando temo il giudizio della gente, la critica e mi faccio bloccare… guardo a Maria.
"Chi ascolta le voci degli uomini più della Mia Voce, non è degno di me".
Quando tralascio le mie intuizioni profonde, i miei sogni e i miei desideri per conformarmi… guardo a Maria.
"Chi segue gli altri non può seguire Me, perché si può seguire una sola strada".
Quando sono spaventato da ciò che devo affrontare e mi sembra di non averne le forze, di non essere all'altezza, di non potercela fare, di esser davanti a qualcosa di più grande di me… guardo a Maria".
"Chi si fida di sé non si fida di Me".
Quando la paura di fare degli errori o di sbagliare tutto, di essere pazzo o di fallire mi angoscia… guardo a Maria.
"Perché ti attacchi alla tua piccola paura e non ti abbandoni al mio grande amore?
Con il mio vento non si può fallire mai. Non sei pazzo; sei solo uno che vede più in là degli altri".
Quando non credo in me, nelle mie potenzialità, in ciò che ho dentro… guardo a Maria.
"Ma chi mi credi? Pensi che Io possa creare uno sbaglio? Se ti ho creato vuol dire che sei necessario!".

Guardo a Maria e mi inchino di fronte alla forza di questa donna.
Tutti noi sappiamo che molto dell'energia del figlio viene passata dalla madre.
E' chiaro perché Gesù ha scelto Maria. Solo una donna così, con tutta questa intensità, determinazione, coraggio, forza, vita, decisione poteva essere la madre del Salvatore. Maria, madre di Dio: non poteva che essere lei.

*A tutto ciò che mi accade dico: "Sì"*

lunedì 13 agosto 2012

La realtà è più saggia di te

La realtà non si cambia, la realtà si vive.
La realtà è che altre persone sono più sensibili di te, sono più intelligenti di te, sono più attraenti o affascinanti di te. La realtà è che altri sono più di te e tu dici di accettarti ma vorresti essere come loro.
La realtà è che non tutte le vite hanno la stessa fortuna. Ad alcuni la vita ha riservato delle strade preferenziali, delle autostrade, m
entre ad altri è riservata una dura salita di montagna. Confessiamocelo è così, e non nascondiamoci dietro al consolatorio "ognuno ha le sue".
La realtà è che siamo importanti ma che la vita va avanti anche senza di noi. Tu sei una goccia del mare, una foglia dell'albero, una minima parte dell'universo. Non è bello, vero, ma è così.
E noi, invece, vorremmo essere gli unici, vorremmo che ci ricordassero, vorremmo essere ricordati nel cuore delle persone e anche nei libri di storia. Per quanto tu sia stato, quando nella tua azienda te ne vai, dopo un po' vieni dimenticato e altre strategie vengono prese (magari opposte alle tue!). E' normale, è giusto che sia così.
La realtà è che non stiamo vivendo in maniera naturale: c'è la luce a tutte le ore del giorno e della notte; ci sono le auto che ci impediscono di camminare e di muoverci; mangiamo cose conservate e quindi morte; ci allontaniamo sempre più dai nostri bisogni e dal nostro istinto naturale; chiudiamo i nostri figli "dentro scatole di cemento e di solitudine" mentre avrebbero bisogno di muoversi tranquilli all'aria aperta, di gridare, cantare e di stare a contatto con la natura. La realtà è che il progresso è solo economico e non dell'anima e che ci riteniamo più evoluti di molte antiche popolazioni ma la cui saggezza è grandissima solo che ci è sconosciuta.
La realtà è che tutto inizia e che tutto finisce perché tutto evolve. Noi vorremmo che le cose non avessero mai fine: le serate dove ci si diverte non dovrebbero finire mai; i momenti di serenità dovrebbero durare in eterno; la gioia dell'amore dovrebbe durare notti e notti; la vita dovrebbe non finire mai. E, invece, no, tutto finisce e tutto passa.
I tuoi figli crescono e se ne vanno; tu invecchi e non sei più guardato per il tuo fascino; gli amori si concludono e ciò che prima avresti giurato "eterno" adesso non lo è più, quello che prima avresti giurato di non diventare, adesso, invece, lo sei diventato. Ed è necessario che sia così, che tutto passi, che tutto divenga, che tutto fluisca, che tutto abbia il suo corso.
La realtà è che sei condizionato. Pensi di essere tu ad agire, pensi di essere tu a scegliere, a scegliere i cibi che ti piacciono, a scegliere le tue amicizie, a decidere il tuo lavoro, la tua professione, a decidere chi sposarti e quale donna o quale uomo. E, invece, non è così. Scegli tutto questo per motivi che a volte conosci e che a volte nemmeno sai. Pensi di essere tu a guidare il treno e invece è lui che ti porta altrove. Lo so che non ti piace ma è così, è la realtà!
La realtà è che sei bisognoso. Vorresti - e te lo dici, quasi ci credi! - poter vivere senza dipendere dal bisogno di attenzione degli altri, vorresti aver tagliato il cordone ombelicale perché tutti i libri dicono sia necessario; vorresti essere autonomo perché sai che solo così si è maturi, vorresti fare la tua vita senza farti così influenzare dagli altri, dal loro giudizio, da ciò che pensano di te. Vorresti...
E, invece, ti ritrovi ad essere bisognoso, ad accontentare chi sta sopra e a non deludere per paura del rifiuto; ti ritrovi a scaricarti su chi ti sta sotto; ti ritrovi ad aver bisogno assoluto degli altri tanto da non riuscire a stare da solo nemmeno per un mese della tua vita; ti ritrovi ad elemosinare amore in mille e mille modi mascherati. E' la realtà.
Io vorrei che la realtà fosse come la dico e la voglio io, come la desidero, come piace a me. E, invece, la realtà è più grande e diversa da me. La realtà è quella che è.
Anch'io contribuisco a formarla e a crearla, ma lei è molto più grande e molto più saggia di me. Ho la pretesa di cambiare la realtà mentre devo vivere la resa alla realtà.
Quante volte diciamo: "Questa proprio no! Questa cosa non mi doveva succedere! Questa Dio non me la doveva mandare!". Arrenditi alla realtà. La realtà forse è più saggia di te e comunque è realtà.
La realtà forse ci vuole insegnare ciò che dobbiamo imparare e che magari non vorremmo; forse ci vuol far scoprire ciò che dobbiamo scoprire, anche se ci è difficile da accettare; forse ci vuol far vivere ciò che dobbiamo vivere e che non rientra nei nostri piani. La realtà, Dio, la Vita, è più grande di noi e fede, fiducia, significa accettarla, accoglierla, fidarsi di ciò che ci fa incontrare e lasciarsi portare. Forse tutto ha un senso anche se noi non lo capiamo.
Ed è inutile lottare contro perché tanto, in un modo o nell'altro, ciò che dobbiamo vivere, ce lo farà vivere. Forse conviene lottare insieme a lei.


Felicità

La felicità: per molte persone è avere qualcosa.
Felicità per loro è avere una posizione da esibire, un'auto o una casa da mostrare, una dote da manifestare, una capacità con cui avere successo ed essere stimati.
Sono ciechi. Felicità è poter sentire la vita che ti abita dentro, che cresce, che diviene, che si espande. Felicità è poter stare bene nella propria pelle, sentire il proprio valore e gustare la propria vita.

lunedì 6 agosto 2012

Domenica 5 agosto 2012

Non c’è mai abbastanza cibo per smettere di aver fame. Oggi mangerai, domani pure e dopo domani anche. E non ti basterà mai. Non ti sazierà. Non riempirà la tua fame. Perché tu cerchi un altro Cibo. 
Non c’è mai abbastanza tempo per vivere. Cinquanta, settanta, novant’anni: non è mai sufficiente il tempo, non ti basterà mai. Ti sembrerà sempre troppo presto la fine; ti sembrerà sempre un’ingiustizia, una crudele realtà. Perché tu cerchi un tempo eterno, senza fine. Tu cerchi il non tempo, il “Per sempre”. 
Non c’è mai abbastanza ricchezza per sentirti apposto, soddisfatto. Oggi ne hai, ma domani ne cercherai di più e dopodomani i soldi saranno ancora il tuo tarlo. Non basteranno mai. Se avessi tutta la terra, vorresti la luna; e se avessi la luna cercheresti il sistema solare; e se possedessi il sistema solare vorresti avere la galassia. Perché tu cerchi una ricchezza che riempia la tua anima e non i tuoi granai, o le tue tasche o le tue banche. Tu cerchi una ricchezza che non passi. Tu cerchi la Ricchezza che resta. 
Non c’è mai abbastanza successo per essere felice. Puoi essere famoso, onorato, rispettato, emulato e applaudito. Puoi far in modo che tutti dicano bene di te. Puoi essere un Dio o un mito, ma non basterà mai per farti davvero felice. Di successo: ne avrai bisogno sempre di nuovo e sempre di più. Perché tu cerchi un’altra felicità: una Felicità che non si conquista, che non si raggiunge perché la si possiede già. 
Non c’è mai abbastanza dolore per convincerti a cambiare rotta. Puoi sbagliare e ripetere all’infinito lo stesso sbaglio. Uno, due, tre matrimoni. Uno, due, tre fallimenti. Uno, due, tre, quattro… e non finirà mai, se non imparerai a fermarti, a imparare dai tuoi sbagli, a guardarti dentro e a riconoscere le tue ottusità. I sbagli non hanno fine per chi non li riconosce. Le malattie si ripetono e si aggravano per chi non le sa leggere. La vita diventa un inferno per chi si ostina a voler vivere così, senza cambiare e trasformarsi. Perché se tu cerchi solo la stabilità, la certezza e il quieto vivere continuerai a ripetere giorno dopo giorno uno stesso giorno; giorno dopo giorno una stessa idea; giorno dopo giorno una stessa mentalità. E mentre i giorni passeranno, tu sarai sempre lo stesso. Perché ciò che tu cerchi davvero è ciò che sempre diviene pur rimanendo sempre lo stesso. 
Non ci sono mai abbastanza colori per riempire di creatività il tuo animo e di fantasia la tua mente. Non c’è tramonto che basti a saziare la tua fame d’infinito; non c’è alba che basti a saziare la tua sete di speranza, di ricominciare. Perché tu cerchi il Tramonto senza notte e l’Alba senza tramonto. Tu cerchi il Giorno senza fine. 
Non ci sono mai abbastanza sentimenti ed emozioni per sentirti vivo. Oggi li vivi e ti riempiono, ma domani avrai ancora fame. E rischierai di attaccarti a loro, di produrli, di crearli. Perché tu cerchi l’Emozione senza fine; la Pienezza senza vuoto. 
Non ci sono mai abbastanza miracoli per convincere la tua anima a fidarsi di Dio. Intorno a te mille miracoli avvengono in ogni momento, ma se i tuoi occhi sono chiusi, ma se tu hai già deciso cosa dev’essere miracolo e cosa no, o dove vederlo e dove no, allora nessun miracolo ti apparirà. E nel miracolo della vita tu cercherai i miracoli. Nell’oceano cercherai l’acqua. Nel cielo cercherai l’aria. Perché ciò che tu cerchi è il Miracolo, l’unico grande miracolo che è la vita. 
Non ci sono mai abbastanza carezze, né coccole, ne contatti, né abbracci che possono riempire la tua fame d’amore. Ne sei bisognoso; le desideri con tutto il tuo essere, con tutto il tuo corpo e con tutto te stesso. Ne hai paura e ne sei attirato. Vorresti non averne bisogno, vorresti essere superiore a certe cose, non mostrarti vulnerabile e, invece, è ciò che più cerchi. Ma per quante carezze avrai, non basteranno mai perché tu cerchi l’Amore. 
Non ci sono mai abbastanza figli per non morire mai. I figli prolungano la tua vita, ti garantiscono una discendenza, la continuità del tuo nome e della tua vita. Ma anche loro passeranno; anche loro lasceranno questa terra. Ciò che tu cerchi è la Discendenza senza termine, il divenire senz’invecchiare e il generare senza morire. 
Non ci sono mai abbastanza risposte per non avere più domande. Ogni risposta ti sazia e ti crea una nuova ricerca, una nuova fame, un nuovo viaggio e un nuovo cammino. E non puoi non cercare le risposte, ma nello stesso tempo, altre e più profonde domande si abbattono su di te. Perché ciò che tu cerchi è la Verità. 
Non ci sono amuleti o regole o maghi o guru o maestri che possono riempire la tua angoscia e la tua paura della vita. Per quanto ti attacchi o paghi, non ci sarà mai nessun oggetto, nessuna formula magica che dissolverà le tue paure e i tuoi fantasmi interiori se tu non accedi alla fede, alla Fiducia. Perché tu hai bisogno di entrare in contatto con la Fiducia senza sfiducia. 
Non c’è mai abbastanza obbedienza per chi cerca di essere approvato e accolto. Ti puoi inchinare a tutte le imposizioni, a tutte le leggi fino ad annullarti, ma non basta per essere accolti e per essere accettati. Puoi sacrificare la tua vita per una persona o azzerare la tua coscienza e la tua sensibilità pur di essere ammesso nel branco o nell’elite della società, o semplicemente per essere considerato, ma non basta mai per sentirsi accolti. Perché quando tu hai perso te stesso, cosa te ne fai dell’accettazione? Ciò che tu cerchi sono le Grandi Braccia della Vita che ti accolgano incondizionatamente. 
Non c’è mai abbastanza aggressività per chi è arrabbiato. Chi è inferocito col mondo, chi ha il dolore dentro, non smetterà mai di uccidere, di giudicare, di malignare, di infangare chi gli è vicino. Perché il suo dolore, il suo male non è attorno a sè, ma dentro di sé. Non ci sfoga mai abbastanza rompendo, urlando, gridando e ferendo. Ciò che cerchi è l’accettazione di una realtà dura da masticare e da digerire; dura da vedere e da accogliere come propria. E’ più facile, quindi, vedere il male fuori, piuttosto che sentirlo e riconoscerlo dentro la propria vita. Perché ciò che tu cerchi è il Perdono e la Riconciliazione. 
Non ci sono mai abbastanza lacrime per piangere il dolore che hai subito. Non ci sono mai abbastanza lacrime per piangere il dolore innocente, le ingiustizie, gli stermini e le brutalità dell’uomo. Perché ciò che cerchi è la Pace, l’unica pace che può placare i flutti e le onde tempestose del pianto. 
Non ci sono mai abbastanza preghiere per vincere la paura di morire e di lasciar questa terra. Non c’è mai abbastanza fede per non sentire la lacerazione da questa vita, per non aver paura del grande salto, per non piangere chi si lascia, per non aver paura del futuro. Perché ciò che tu cerchi è Dio. Dio, Dio solo; solo Lui. 
Non confondere mai ciò che cerchi con ciò che hai. Ciò che hai non ti basterà mai. Ciò che possiedi non ti basterà mai. Ciò che puoi procurarti non ti sazierà mai. Perché tu cerchi qualcosa che non si può trovare, qualcosa che non si può comprare, qualcosa che non si può ricevere. 
Vivi, assapora e gusta il pane di oggi, quello quotidiano. Ma sappi che domani ne avrai ancora bisogno e che la tua fame e il tuo desiderio sono per un pane che sazia per sempre. Assapora il pane di oggi, ma non ti attaccare. Non basta. Nulla di ciò che è terreno può saziare la tua fame. Non fare mai di ciò che è terreno l’assoluto, perché tutto ciò che è terreno è solo terreno, cioè relativo. Ad ogni cosa dì: “Godo di te, assaporo, ma so che passi”. Ad ogni persona dì: “E’ bello conoscerti, te ne sono grato, c’è amore e profondità tra di noi. Ma so che passi”. A te stesso dì: “Vivo con tutta l’intensità possibile, con tutta la fiducia che posso, con tutta l’apertura d’animo che mi è possibile, coinvolgendomi e amando questa mia vita e questa mia realtà, ma so che passerò. Sono qui solo di passaggio. Non sono eterno. Sono relativo”. Anch’io sono un pane quotidiano, un pane di oggi: passerò anch’io. 

Solo Lui è il Tutto. “Io sono il Pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete”. Lui è ciò che diviene ma non passa. Lui è ciò che sfama e sazia. Lui è ciò che cerco; Lui è ciò che desidero; Lui è la meta di tutti i miei desideri e di tutte le mie strade. Dietro ad ogni amore, c’è l’Amore. Dietro ad ogni strada, c’è la Strada; dietro ad ogni verità, c’è la Verità. Dietro ad ogni illuminazione, c’è al Luce. Dietro ad ogni compagno, c’è il Compagno. Dietro ad ogni padre, c’è il Padre. Dietro ad ogni madre, c’è la Madre. 
Tutto passa, Lui resta. Hitler? Cesare? Carlo Magno? Alessandro? Sono passati! La gloria? La meschinità? La gioia? Il dolore? Tutto passa. Gli amici? I nemici? Il partner? I figli? Tutto passa. Sono passati miliardi di uomini sulla terra. Sono passati migliaia di animali, di piante, di fiori, di molecole, di cellule… Appunto, sono passati! 
C’è qualcosa che resta? C’è qualcosa che rimane? C’è qualcosa che non passa? C’è qualcosa che sfama? C’è qualcosa a cui attaccarsi? C’è qualcosa che vive oltre la vita? Tutto è relativo o c’è qualcosa che è assoluto? “Io sono il Pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete”. Tutto passa; niente riempie per sempre. 
Ciò che passa non basta. Ciò che non è Dio, passa. Dio rimane. 


Pensiero della Settimana 

Non c’è bisogno di essere qualcuno per chi è figlio di Dio. 
Non c’è bisogno di essere famosi per chi è figlio di Dio. 
Non c’è bisogno di essere importanti per chi è figlio di Dio. 
Non c’è bisogno di dimostrare il proprio valore per chi è figlio di Dio. 
Non c’è bisogno di accumulare denaro e trofei per chi è figlio di Dio. 
Non c’è bisogno di farsi onorare per chi è figlio di Dio. 
Perché chi è figlio di Dio conosce già il suo valore. Perché chi è figlio di Dio si sente già amato. 
Perché solo chi si sente “niente” deve dimostrare il contrario. 
Perché chi è figlio di Dio non deve raggiungere ciò che già possiede



(Marco Pedron)