Bisogna avere il coraggio di far vivere ciò che deve vivere, di far nascere ciò che deve nascere, ciò che è nuovo, con tutta la fatica e il travaglio che comporta. E bisogna avere il coraggio di far morire ciò che deve morire, di porre fine a ciò che è finito, di dichiarare concluso ciò che non ha più senso di esistere.
Ci vuole molto coraggio per entrare nella porta del tempo presente!
*
Un racconto: "Ma al sentirti parlare in questo modo si resta senza certezze, senza più niente a cui aggrapparsi", dissero i discepoli al maestro. Rispose il maestro: "Così disse l'uccello quando incominciò a volare".
*
"Tutto invecchia". O ti rinnovi o muori.
La gioventù non è un'età della vita, ma è una dimensione dell'animo.
Ci sono giovani già vecchi e ci sono vecchi sempre giovani.
Chi non si rinnova invecchia.
domenica 11 maggio 2014
domenica 4 maggio 2014
Tu sei unico.
Dieci comandamenti 1. Ascolta le tue voci interne perché ti appartengono.
Cristo dice: "Io sono la tua forza, il tuo coraggio
e con me puoi vedere ogni cosa perché io ti proteggerò".
2. Distaccati dal tuo rigorismo, dai tuoi ideali troppo alti
e dal tuo autolesionismo.
"Lodati, non sottovalutarti,
di ciò che sei e di ciò che di grande possiedi".
3. Prendi coscienza della tua felicità, accettala e sii grato per questo". "Abbandona ciò che hai alle spalle e le tristezze della vita
e protenditi verso ciò che ti sta dinanzi:
tu puoi essere felice".
4. Affidati alla tua voce interiore.
"Trasformati nell'immagine di te che io porto in me".
5. Segui la tua chiamata.
"C'è qualcosa che devi fare e che è solo tuo.
O lo fai tu o non lo fa nessun altro".
6. Conosci ed esprimi la vita che è in te.
"Il bambino che sta in te vuol vivere".
7. Segui i tuoi sogni anche quando non ti senti perfetto.
"Entra nella scena della tua vita con le scarpe slacciate
e non farti paralizzare dalla tue paure".
8. Vivi l'attimo presente.
"Anch'io voglio essere dove sei tu".
9. Dì "sì" a te stesso.
"La mia immagine è riflessa sul tuo volto.
Sono io a darti il volto che hai".
10. Vivi la tua creatività.
"Tu sei unico".
Mi hai riconosciuto?
Ad un povero calzolaio Gesù promette una visita l’indomani.
Con trepidazione fin dal mattino, mentre lavora nella sua botteguccia, egli lancia sguardi verso la finestra.
Gli capita di accorgersi della fatica e del freddo del vecchio spalatore di neve e lo invita a prendere un tè e a scaldarsi un po’ vicino alla sua stufa. E della fame di un’anziana, che ugualmente fa entrare e a cui offre una parte del suo pranzo. E della miseria di una giovane mamma con in braccio la sua piccina, che ugualmente ricevono premurosa assistenza dal ciabattino.
Ma intanto le brevi ore di luce di quella vigilia di Natale passano e cala il buio, senza che Gesù sia venuto. Immalinconito persuaso che quel sogno non era veritiero, il calzolaio si corica.
Ma nel sogno ecco ancora il Signore: “Mio Signore, vi ho atteso con trepidazione tutto il giorno, perché non siete venuto a trovarmi?”, chiede il calzolaio.
“Davvero non mi hai riconosciuto?”. Per tre volte ti ho fatto visita. E per tre volte tu mi hai accolto con grande amore!”.
Con trepidazione fin dal mattino, mentre lavora nella sua botteguccia, egli lancia sguardi verso la finestra.
Gli capita di accorgersi della fatica e del freddo del vecchio spalatore di neve e lo invita a prendere un tè e a scaldarsi un po’ vicino alla sua stufa. E della fame di un’anziana, che ugualmente fa entrare e a cui offre una parte del suo pranzo. E della miseria di una giovane mamma con in braccio la sua piccina, che ugualmente ricevono premurosa assistenza dal ciabattino.
Ma intanto le brevi ore di luce di quella vigilia di Natale passano e cala il buio, senza che Gesù sia venuto. Immalinconito persuaso che quel sogno non era veritiero, il calzolaio si corica.
Ma nel sogno ecco ancora il Signore: “Mio Signore, vi ho atteso con trepidazione tutto il giorno, perché non siete venuto a trovarmi?”, chiede il calzolaio.
“Davvero non mi hai riconosciuto?”. Per tre volte ti ho fatto visita. E per tre volte tu mi hai accolto con grande amore!”.
Vedere Dio in ogni cosa.
Ti succede una cosa? Vivila e poi chiediti: "Qual è il senso per me di ciò che è accaduto? In che modo la Vita mi parla? In che modo Dio è presente in questa situazione?". "Che cosa questo fatto, anche doloroso, ti permette? Che dote di te vuole far uscire? Che cambiamento di te, del tuo carattere o della tua direzione di vita, vuole che accada? Che cosa ti sollecita? Che cosa vuol farti vedere che finora non hai visto? Che scelta ti invita a fare? Che cosa devi lasciare e che cosa devi prendere? Che cosa hai trascurato finora? Non bisognava che accadesse tutto questo perché solo così tu potessi capire che (ci sono cose che se solo la sofferenza ci insegnerà)... Non è che proprio Dio stesso ti ha portato fino a qua?".
Qualunque cosa ti succeda, non arrabbiarti, ma chiediti: "Qual è il senso per me?". "Che cosa mi apporta di nuovo nella mia vita? Che cosa mi fa capire? Che cosa devo imparare?".
Dio c'è sempre. Può darsi che a volte "non lo vediamo", in ogni caso Lui c'è. Se Dio è sempre presente nel nostro cammino, allora in ogni situazione Lui ci comunica qualcosa.
Se trovo la ragione, il motivo per me di questo fatto, allora lo posso accettare. Ogni situazione è accettabile se ha un senso. E niente è accettabile se è senza senso.
Isaac Newton, il grande fisico, era sotto un albero quando una mela gli cadde in testa. Uno avrebbe potuto dire: "Ahi, che botta! Proprio in testa doveva cadermi?". E invece lui da un fatto insignificante ebbe l'intuizione per cui i pianeti girano attorno al sole (la mela cade sempre verso il centro della terra; i pianeti per una medesima forza girano attorno al sole).
La fede è questa: vedere Dio in ogni cosa per cui tutto ci parla di Lui.
Qualunque cosa ti succeda, non arrabbiarti, ma chiediti: "Qual è il senso per me?". "Che cosa mi apporta di nuovo nella mia vita? Che cosa mi fa capire? Che cosa devo imparare?".
Dio c'è sempre. Può darsi che a volte "non lo vediamo", in ogni caso Lui c'è. Se Dio è sempre presente nel nostro cammino, allora in ogni situazione Lui ci comunica qualcosa.
Se trovo la ragione, il motivo per me di questo fatto, allora lo posso accettare. Ogni situazione è accettabile se ha un senso. E niente è accettabile se è senza senso.
Isaac Newton, il grande fisico, era sotto un albero quando una mela gli cadde in testa. Uno avrebbe potuto dire: "Ahi, che botta! Proprio in testa doveva cadermi?". E invece lui da un fatto insignificante ebbe l'intuizione per cui i pianeti girano attorno al sole (la mela cade sempre verso il centro della terra; i pianeti per una medesima forza girano attorno al sole).
La fede è questa: vedere Dio in ogni cosa per cui tutto ci parla di Lui.
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