domenica 30 dicembre 2012

Riconciliati con loro.

Tutto è limitato.
“Hanno fatto quello che hanno potuto; ti hanno dato l’amore che potevano darti e come potevano darlo;
ce l’hanno messa tutta; ti hanno dato ciò che loro avevano, e ciò che non avevano come risorsa non te l’hanno potuta dare.
Riconciliati con loro e fa’ la tua strada”.

martedì 25 dicembre 2012

Tutto parla di Dio (Dio si è fatto come noi).

Dio si è fatto uno come noi! Pensate al nostro corpo: tutto parla di Dio (dabar), se hai occhi per vedere. Niente, se sei cieco (deber). Il nostro corpo, la nostra forma ci parla di Dio, ci rivela dei principi, ci rivela un senso profondo. 
Perché due orecchie e una sola bocca? Perché bisogna ascoltare il doppio del parlare. Ascoltati bene, prima di dire qualcosa su di te. Ascoltalo bene prima di dire qualcosa su di lui. Se uno parla tanto, avete già capito: non si ascolta. Se vuoi conoscere una persona: parla poco e ascoltala molto. Così saprai chi hai davanti. Se vuoi conoscere chi sei tu: parla poco e ascolta molto cos'hai dentro. Così saprai chi sei. Se vuoi conoscere tuo figlio: parlagli ma ascoltalo il doppio (ascolta le sue parole e i suoi silenzi). 
Perché i piedi sono così? Perché i piedi non possono andare indietro? Perché il nostro corpo (il Verbo in noi) ci dice: "In ogni situazione sempre avanti!". Mai fermarsi, mai s-cor-aggiarsi (perdere il cuore), mai di-sperarsi (perdere la speranza). Sei fatto per andare sempre avanti. I nostri piedi sono fatti così perché l'uomo deve sempre progredire: "Non ti girare mai indietro, non tornare mai indietro". Noi uomini siamo pieni di sensi di colpa, di ciò che avremmo potuto fare e che non abbiamo fatto, di ciò che avremmo potuto essere e non siamo stati, di ciò che avremmo dovuto dire e non abbiamo detto: "Non ti girare mai indietro: ciò che è fatto è fatto, è passato. Adesso basta. Adesso vivi l'oggi. Quello di ieri non lo puoi più cambiare, puoi, però, intervenire sull'oggi". Non ritornare mai sul passato, su come avremmo dovuto agire. Non rimangiarti mai le parole. 
E gli occhi? I nostri occhi sono fatti per guardare sempre avanti, per avere uno sguardo lontano. Nella vita guarda sempre avanti e guarda sempre lontano. Sempre avanti vuol dire: "Abbi speranza, abbi fiducia e non rivendicare mai i bei tempi passati. Sono belli solo perché sono passati. E qualunque cosa succeda... riparti". 
Sempre lontano vuol dire: "Abbi uno sguardo generale delle cose, una visione dall'alto. Chi non vede più in là del suo naso inciamperà. Chi è miope, chi ci vede poco non andrà molto lontano. Abbi una visione grande delle cose, una mente aperta e uno sguardo grande. Non fermarti alle piccineria delle persone e abbi sogni grandi, visioni di te e degli uomini grandi". 
E le mani? Perché le mani sono lì e non da un'altra parte? Le mani sono alle estremità perché l'agire è la conseguenza di quello che hai dentro al centro (cioè nel tuo cuore). Tu fai quello che sei. Tu agisci quello hai dentro: l'estremità è governata dal centro. Quello che un uomo agisce (mani) è quello che è. Uno schiaffo o un pugno sono segno di un cuore aggressivo e arrabbiato. Un uomo che ruba è segno di un cuore derubato, che si sente inferiore. Le mani fanno quello che l'interno decide. Così tutto il nostro corpo, la nostra carne parla di Dio, è creata secondo un principio logico.

domenica 23 dicembre 2012

Perché sono solo?

La solitudine non è questione di persone; è questione di apertura. 
Sono solo perché non mi apro con nessuno. 
Sono solo perché non mi mostro mai veramente con qualcuno, perché non mi rendo mai vulnerabile, perché nessuno può entrare nelle stanze più buie e scure della mia anima. 
Sono solo perché mostro sempre una facciata, sono solo perché non mi faccio vedere neppure a me stesso. 
Mi sento non amato, non perché non ci sia l’amore ma perché io non lascio entrare nessuno dentro.

Sii felice*

La vita è difficile e dolorosa. 
Ma la vita è anche tremendamente bella e piena di felicità, bisogna viverla, bisogna lasciarla entrare dentro. 
Per essere felici bisogna avere cuore, bisogna lasciare che il cuore si emozioni, si riempia, vibri, canti, dia sfogo e liberi tutta la gioia che c’è. 
Quando fai un passo, riconoscilo e sii felice. Quando ti senti commosso, libera il pianto. 
Quando percepisci un sentimento dentro, lascialo vivere. 
Quando hai raggiunto un traguardo, sii felice.

venerdì 21 dicembre 2012

domenica 16 dicembre 2012

Che fare?

Che cosa dobbiamo fare?
Dobbiamo fare quello che c'entra con la nostra vita. 
Dobbiamo agire sulla nostra vita non fare delle belle azioni. 
Dobbiamo cambiare la nostra vita, diventare migliori, più profondi, più capaci di fede, di dare fiducia e di esserne degni, più capaci d'amare, d'ascolto e di vita, non fare la bella azione quotidiana.


* * * * * * * * * * * * 

La gente preferisce soffrire che agire.
C’è chi preferisce soffrire nel corpo
piuttosto che perdonare o cambiare modo di pensare.
C’è chi preferisce rimanere in relazioni dolorose
solamente perché ha paura di agire e di cambiare.
C’è chi preferisce credere in cose che umiliano e colpevolizzano
piuttosto che gettar via le false credenze a cui si è ancorato.
C’è chi preferisce tenersi dentro il dolore piuttosto
che esprimerlo, piangerlo, liberarlo e lasciarlo andare.
La gente preferisce soffrire che agire…
… e poi giustifica dicendo che è “Volontà di Dio”!

domenica 9 dicembre 2012

Il Battista: un uomo in cammino. (Sii fedele a te stesso)

Il Battista richiama l’agire. Il Battista è paterno: “Sei grande, prenditi le tue responsabilità, non piangerti addosso. Vuoi crescere, migliorarti, capire di più? Fai qualcosa, non startene con le mani nelle mani. Prendi in mano la tua vita, agisci, convertiti, cambia, non restare fermo, opera qualche scelta”. 
Il Battista è l’uomo che cerca la verità, la libertà, che cammina, che non “te le manda a dire” proprio perché ti vuole bene, perché ti vuole autonomo e protagonista della tua vita.

Devo avere il coraggio di abbassare i miei colli e le mie montagne. A volte divento una montagna: sono invalicabile, duro perché non mi lascio raggiungere dagli altri; sono orgoglioso, altezzoso, perché non accetto che nessuno mi dica niente; mi sento più in su di tutti: “E’ inutile parlare con me perché ti sono superiore”. Sono insensibile, nulla mi scalfisce, nulla mi entra, nulla mi commuove, nulla mi tocca, nulla mi mette in discussione. In qualche giorno tutti ci sentiamo un po’ così; in qualche persona tutti i giorni sono così. 
Essere fedeli a se stessi vuol dire avere il coraggio di smascherarsi. Se si sarà fedeli a se stessi non si sarà mai traditi. Se si è obbedienti a se stessi si sarà liberi.

domenica 2 dicembre 2012

Dicembre 2012 (Un Avvento Benedetto!)

2 dicembre - Prima domenica d'Avvento.
Alzate la testa che la nostra liberazione è ormai vicina. Questa è la nostra vera libertà: diventare ciò che possiamo essere. Non potremo alzare la testa se, messa la nostra fede in un cassetto, vivremo di surrogati, di illusioni, di preoccupazioni in questo mondo. Un Avvento Benedetto! Pace e Bene!

8 dicembre - Festa dell'Immacolata.
Mi inchino di fronte a ciò che ho dentro e con umiltà me ne prendo cura! Una benedetta festa dell'Immacolata!

9 dicembre - Seconda domenica d'Avvento.
Il Battista richiama l'agire. Il Battista è paterno: "Sei grande, prenditi le tue responsabilità, non piangerti addosso.
Vuoi crescere, migliorarti, capire di più? Fai qualcosa, non startene con le mani nelle mani. Prendi in mano la tua vita, agisci, convertiti, cambia, non restare fermo, opera qualche scelta.

16 dicembre - Terza domenica d'Avvento.
Che cosa dobbiamo fare? Guarda dentro alla tua vita. Lì devi trovare ciò che è bene per te, ciò di cui hai bisogno. Ciò dipende da chi sei tu, da cos'hai dentro, da cosa ti vivi dentro. Dobbiamo fare quello che c'entra con la nostra vita. Dobbiamo agire sulla nostra vita, non fare belle azioni.
Dobbiamo cambiare la nostra vita, diventare migliori, più profondi, più capaci di fede, di dare fiducia e di esserne degni, più capaci d'amare, d'ascolto e di vita, non fare la bella azione quotidiana.

23 dicembre - Quarta domenica d'Avvento.
Guardo a Maria non per ammirarla ma perché si realizzi in me l'annuncio che l'Angelo di Dio mi porta.

25 dicembre - Natale di Gesù.
Vieni, entra nei miei occhi per vedere il mondo che tu hai creato. Vieni, entra nelle mie orecchie per sentire le melodie che tu componi. Vieni nelle mie mani per accarezzare i volti che tu ami. Vieni, entra nel mio cuore per amare le persone che tu hai creato.
Tu hai fatto e sei venuto in me. Se non vedi Dio, chiudi gli occhi che guardano fuori e apri quelli che guardano dentro.
Vi auguro un Natale Santo e Benedetto!

30 dicembre - Sacra Famiglia.
Tutto è limitato. “Hanno fatto quello che hanno potuto; ti hanno dato l’amore che potevano darti e come potevano darlo; ce l’hanno messa tutta; ti hanno dato ciò che loro avevano, e ciò che non avevano come risorsa non te l’hanno potuta dare. Riconciliati con loro e fa’ la tua strada”.

sabato 1 dicembre 2012

Pregare vuol dire Vegliare.

Pregare vuol dire vegliare, non permettere cioè che il nostro cuore prenda sonno e non provi più la gioia per la vita, l'entusiasmo per le cose nuove, la passione per ciò che ama, lo stupore di fronte alla bellezza. 
Pregare vuol dire vegliare, non permettere cioè che la nostra anima non si assopisca e non senta più il richiamo di Dio, il richiamo della vita che ci chiama a definirci e a diventare
Figli dell'uomo. 
Pregare vuol dire vegliare, non permettere cioè che la nostra mente si lasci plagiare da filosofie e da idee o gestire dai sensi di colpa o manipolare dalle nostre paure.
Pregare vuol dire vegliare perché ciò che chiamiamo "Dio" sia Dio e ciò che chiamiamo "amore" sia amore e ciò che chiamiamo "male" sia male. Perché se si dorme, si scambiano le cose. 
Pregare vuol dire vegliare, in modo da esserci a questo mondo, da voler lasciare un segno, una traccia, un'impronta, in modo da far sentire a me e al mondo che io ci sono.

Resta sveglio (Resta unito a Lui).

Tu verrai e io lo so. 
Non permettere che le cose da fare ti diano ansia: resta sveglio. 
Non permettere che la facciata, che ciò che sembra e che appare, 
ti nasconda il cuore delle cose e l'anima delle persone: 
resta sveglio. 
Non permettere di avere così tante cose da fare 
da non percepire più cosa provi e cosa senti: resta sveglio. 
Non permettere che ciò che fan tutti diventi ciò che fai anche tu 
solo perché lo fan tutti: resta sveglio. 
Non permettere che l'odio, la rabbia, il cinismo inondino il tuo cuore 
così da non provare più meraviglia e stupore per ciò che vive: resta vivo. 
Non permettere che il "duro quotidiano" cancelli i tuoi sogni, 
le tue aspirazioni e il desiderio d'infinito: resta vivo. 
Non permettere a nessuno di comandarti, di gestirti, di toglierti la tua vita, 
così da perderti o da annullarti: resta vivo. 
Non permettere al dolore di eliminare dalla memoria la gioia, 
né alla sofferenza di non farti credere più nel Padre: resta vivo. 
Non permettere a ciò che succede di lottare per un mondo nuovo, migliore, un mondo meno alienato e ottuso: resta attento. 
Non permettere alle dicerie di convincere il tuo cuore, 
né alle soluzioni facili di ingannarti: resta attento. 
Non permettere che qualcosa zittisca ciò che hai dentro, 
la forza, i sentimenti, la tenacia: resta vivo. 
Non permettere alla disperazione di vincerti, né all'angoscia di smarrirti, 
né alla paura azzerarti: resta fiducioso. 
Non permettere che nulla ti stacchi da Lui, 
ma rimani sempre attaccato alla sorgente della Vita: resta unito a Lui

domenica 25 novembre 2012

Tu sei Re...

Come posso dirmi re, uomo, quando la paura di cosa dirà anche un parente mi determina? 
Come posso dirmi re, uomo, quando non riesco a sostenere le emozioni che provo? 
Come posso dirmi re, uomo, quando scarico la rabbia su chi mi sta sotto o vicino? 
Come posso dirmi re, uomo, quando non riesco a disciplinare i miei comportamenti? 
Come posso dirmi re, uomo, quando agisco in maniera automatica facendo ciò che non voglio? 
Come posso dirmi re, uomo, quando tutti mi fanno fare quello che vogliono? 
Come posso dirmi sovrano della mia vita quando per paura mento a me stesso e mi tengo lontano dalla verità? 
Ma chi comanda nel mio regno? Chi è il re?

Che si fa?

La vita è un ciclo dove si ripetono e si affrontano le stesse cose per cui ci viene da dire: "Siamo sempre qui!". 
Se la vita è solo un ripetersi delle solite cose allora si ha la sensazione di non vivere, di essere in mano ad un fato, ad un destino, che ti ripropone sempre le solite cose; se la vita è così, allora è una noia infinita dove tutto è già deciso. È la noia di milioni di persone che ogni mattina si alzano e si dicono: "Un altro giorno!?". E sentono dentro che sarà come ieri e come l'altro ieri. Vivere così è frustrante.

Senti la bellezza di una strada, ma sai che seguirla vuol dire perdere le tue sicurezze. Che si fa? 
Senti la verità di una cosa, ma sai che aderirvi è diventare impopolari. Che si fa? 
Senti la passione per qualcosa di "tuo", ma seguirlo vorrebbe dire cambiare vita. Che si fa? 
Senti che dovresti aprirti su certe questioni, ma temi di soffrire o vergognarti. Che si fa? 
Senti che dovresti porre dei limiti, porre dei paletti, ma temi le conseguenze. Che si fa?

domenica 18 novembre 2012

Una grande occasione.

Quando cammino lascio, mi separo da una posizione per prenderne un'altra. 
Ogni passo è un lasciare per prendere una nuova posizione. 
Evolvere vuol dire lasciare, separarsi, andare. La vita va, non si può fermare. E ogni nuovo passo è una crisi: lascio quello precedente per incontrarne uno nuovo. 
Nel nostro andare di vita si cambiano i vestiti: se ne tengono alcuni e se ne gettano altri perché noi cambiamo; si cambiano gli amici perché le esigenze cambiano; si cambiano gli hobbies perché cambiano i nostri desideri; si cambia nel modo di amare, di educare, di rapportarsi con sé e con gli altri. E ogni cambio è un po' (o molto) difficile; in ogni cambio c'è qualcosa da lasciare perché qualcosa di nuovo possa vivere. 
Quando si rimette in gioco tutto, anche se tutto sembra cadere e crollare, non aver paura. All'inizio ci sente un po' persi, un po' disorientati e magari si sta pure male, ma è l'occasione per evolvere, per andare, perché emerga qualcosa di nuovo (il figlio dell'uomo) e di più vitale. 
La crisi è il momento in cui la tua anima ti invita ad andare verso un'altra riva. E quando l'anima chiama il corpo la deve seguire, altrimenti ci si ammala nell'anima (che non va) e nel corpo (che con forza resiste). 
L'ideogramma cinese per dire crisi (in greco krino, krisis, vuol dire separare) indica sia pericolo che occasione. Ogni crisi è davvero pericolosa ma è anche una grande occasione.

sabato 17 novembre 2012

Non passare oltre.


Quando vedi il ramo del fico tenero, sai che l'estate è vicina.
Così anche voi…
Non essere stolto e inconsapevole.
Quando vedi che non c'è più rapporto tra te e tua moglie,
sappi che il matrimonio è in pericolo.
Quando le tue giornate sono sempre tristi e senza sussulti,
sappi che non stai vivendo, ti stai lasciando andare.
Quando non ricerchi parole, incontri, momenti di silenzio,
di profondità, di ricarica dell'anima,
sappi che il tuo cuore sta inaridendo.
Quando non riesci mai a fermare il tuo cervello
che è un fiume di pensieri in piena,
sappi che sei pieno di cose che devono uscire.
Quando il tuo corpo si ribella e inizia
a mandarti messaggi di malattia,
sappi che la tua vita interiore sta soffrendo;
quando tuo figlio non ha amici o urla sempre
o non è capace di relazionarsi con altri compagni,
sappi che ti sta dicendo che ha un disagio;
quando vedi un disagio, sappi che c'è qualcosa che vuole la tua attenzione.
Così anche tu
Non passare oltre. Non far finta di niente.
Perché l'estate arriverà di certo e se c'è un segnale sappi che la questione verrà fuori di certo.
Non aspettare di mettere il piede sulla mina, quando sai e vedi dove è nascosta.
In quel caso, troppo tardi!

domenica 4 novembre 2012

Amatevi....


C’è un amore per sé vero e uno falso.
L’amore falso è quello di Narciso (narcisismo): il giovane che era talmente innamorato di sé, che contemplando la sua immagine riflessa in un pozzo, si innamorò di se stesso. È l’autoerotismo (autos se stesso e eros, amore: l’amore per sé): “Io amo il mio io” (amarsi in maniera sana invece è: “Io mi amo”).
Chi non si ama ha bisogno di innalzarsi; poiché non è sicuro del proprio valore, della propria identità, ha sempre bisogno di farla notare. Se si discute, lui deve avere l’ultima parola. Se si dialoga, lui deve sapere più di te. Se ci si confronta, lui ha sempre ragione. Se non pensi come lui, allora non gli vai più bene. Lui crede di amarsi molto, di stimarsi, di valere, ma in realtà ha bisogno di questo perché non lo sente per davvero e si deve convincere. Quando una cosa è nostra, infatti, non ci dobbiamo più convincere perché la sentiamo già chiaramente.
“Puoi dire quello che vuoi, ma tanto ho ragione io”. “Come ho educato i miei figli io, non li ha educati nessun altro”. “Come io amo mio marito, nessuna donna sulla terra lo amerà”. “Nessuno ha la pazienza che ho io!”.
Ma c’è un amore per sé vero.
Amarsi vuol dire che non rinuncerò alla mia vita per far felice te che rinunci alla tua. Amarsi vuol dire che non ti permetterò di distruggere la mia vita: prima che avvenga ti dirò di no. Amarsi vuol dire che se una certa cosa mi fa bene, la sceglierò anche se ti deluderò o se ci starai male. Amarsi vuol dire che accetterò i no degli altri e le loro scelte anche se mi fanno soffrire. Amarsi vuol dire che farò i conti con i miei limiti, con ciò che posso e non posso fare. Amarsi vuol dire che diventerò quello che sono anche se non ti piacerà o non sarà come tu vuoi. Amarsi vuol dire che io percepisco il mio valore: so che sono importante, che posso amare e realizzarmi. Amarsi vuol dire che sarò vero con me, trasparente e non mi racconterò falsità per non vedere la realtà. Amarsi vuol dire che io mi prenderò cura di me e non mi aspetterò che lo facciano gli altri.
Chi non si ama non può amare gli altri.
Quando tu non ti ami chiedi agli altri di fare ciò che dovresti fare tu.
C’è un uomo che non tollera che la moglie esca con le amiche a mangiare la pizza o vada agli incontri in parrocchia. Dice: “Se mi amassi staresti qui con me”. Cioè: “Siccome io non riesco a stare da solo e non riesco ad avere amicizie, voglio che tu stia con me”. Ma è un suo problema che non riesce a stare con sé, è un suo problema che non abbia amici. E assecondalo, la moglie non lo aiuta.
Conosco una donna che quando le dici: “Come sei vestita bene! Che bella che sei!”, lei ti dice: “Non mi prendere in giro”. Alcune volte si è perfino offesa. Siccome lei non si ama, non si apprezza, non può accettare questa cosa dagli altri. Ma è un suo problema e non degli altri.
C’è un’altra donna che se non le dai il giusto tempo, se non le dai le giuste attenzioni, si sente abbandonata e ti dice: “Tu vuoi più bene agli altri che a me”. Siccome lei vorrebbe sentirsi la preferita, la scelta – e ne ha un bisogno terribile – pretende da te, persona che stima molto, questa cosa. Ma è un suo problema.
C’è un uomo che ha un bisogno enorme di essere valorizzato. Se non lo chiami quando c’è un’iniziativa lui ti “fa il muso”. E se gli chiedi: “Qualcosa non va?”, ti dice: “Dovresti sapere bene cosa non va! Hai la coscienza sporca, vero?”. Ma quello di esserci sempre è un suo bisogno.
C’è una donna molto seducente. Molti uomini cadono ai suoi piedi ma a lei non va bene nessuno. Dice: “Non c’è nessun maschio vero in giro”. In realtà ha bisogno di sedurre per sentire il proprio valore. Quando poi ha raggiunto il suo obiettivo (ha sedotto l’uomo) non sa più che farsene. In realtà è lei che non si ama e che ha una paura terribile di essere amata (perché l’amore comporta la paura del rifiuto); l’unico modo sicuro per sentirsi qualcuno è “conquistarlo” e poi lasciarlo.
Questo significa che quello che non accettiamo di noi, lo pretendiamo dagli altri. Quello che non sviluppiamo di noi, vorremmo ci fosse dato dagli altri. Ma è un’operazione indebita; un nostro compito, non degli altri.
Il primo modo per amare gli altri è amarsi: chi si ama non pretende dagli altri ciò che lui non è in grado di fare!

Inferno... Paradiso... Purgatorio


Inferno
Non sono stato amato e quindi non mi amo.
Ho bisogno d’amore ma ho paura d’amore. Vorrei essere amato ma ho paura di essere rifiutato un’altra volta. Non mi apro.
Non mi amo e quindi non riesco ad amare.
Vorrei amare, vorrei aprirmi ma ho paura di farlo, non sono capace di farlo, credo di non esserne in grado e allontano chi prova ad amarmi.
Non riesco ad amare e quindi non mi amano.
Non mi amano e quindi non mi amo… e il circolo continua.
Paradiso
Mi amo perché sono stato amato.
Mi hanno fatto sentire importante e adesso lo sento anch’io.
Mi amo e sono amato.
Gli altri sentono la mia positività e il mio valore che anch’io sento. Così è facile per loro amarmi e aprirsi.
E anche per me è facile aprirmi e farmi amare.
Sono amato e mi amo.
E più intesso relazioni d’amore e più sento che sono capace d’amare, che sono una persona preziosa e importante…
e il circolo continua.
Purgatorio
Non sono stato amato ma provo ad amarmi.
Provo ad amarmi e provo ad aprirmi.
Mi apro e vinco la paura del rifiuto.
Prendo fiducia in me e mi apro un altro po’.
Mi apro e vedo che non è così terrorizzante, che si può fare.
E anche se non sono stato amato provo ad amarmi…
e il circolo progredisce.

giovedì 1 novembre 2012

Novembre 2012

1 novembre
Vuoi essere felice? Se vuoi essere felice, se vuoi essere davvero "beato" vivi adesso, nel presente.
La vita è adesso: se non vivo felice (beato) oggi, perché dovrei esserlo domani?
Vita riuscita, felice, beata: vivo e scelgo oggi, non domani, oggi.
Vivo, gusto e agisco oggi!

2 novembre
L'importanza di una persona la senti quando l'hai persa.
Verrà un giorno in cui tutto apparirà nel suo senso profondo.
Tutto sarà chiaro e illuminato.

4 novembre
Il primo modo per amare gli altri è amarsi. L'amore è l'esperienza decisiva della nostra vita. Solo se ci siamo sentiti veramente amati, senza "se" e senza "ma", senza condizioni, senza pretese, senza aspettative, solo allora potremo amare e amarci. Amatevi!

12 novembre
Se ti amassi e ti accettassi non avresti bisogno di apparire.

"State bene attenti", non fatevi ingannare. Dio non si vede da un vestito o da un talare; da quanto uno è al tempio o da quanto sa di Dio, dalla posizione o dal ruolo che occupa. Dio si vede dalla forza dell'animo, dall'amore del cuore e dalla luce degli occhi.

18 novembre
La vita ti darà modo di sconvolgerti, di dover ricostruire i tuoi riferimenti nel cielo della tua anima. Non si può controllare, prevenire, voler saper prima quando avverranno certi scombussolamenti nella nostra vita. Quando arrivano bisogna viverli, come tutte le altre cose!

25 novembre - Cristo Re.
La nostra vita è tutto il nostro regno. Spesso tentiamo di dirigere o di reggere la vita degli  altri, ma l'unica su cui abbiamo potere è la nostra. Essere re è avere in mano la mia vita, comandarla, indirizzarla, e decidere io in libertà e secondo verità.

Beati voi! (La vita è adesso)

Vuoi essere felice?
Se vuoi essere felice, se vuoi vivere davvero "beato" (che non vuol dire in pace e senza conflitti), vivi così, seguendo queste regole. 
Non sono regole evidenti perché non sono scritte. Sono le regole che stanno sotto a ciò che è scritto, sono al di fuori della nostra coscienza ma viverle o non viverle determina una vita felice o infelice.
La felicità è vivere adesso, nel presente. 
Perché se la felicità non può essere vissuta adesso allora diventa una consolazione per chi non ce l'ha
Spesso siamo in avanti o siamo indietro. Difficilmente nel presente. 
Siamo avanti, e allora siamo presi da quello che sarà ma che non è ancora: "Cosa mi capiterà; e se non funzionerà; e se capiterà questo; quando avrò quella cosa, allora sì che; quando avrò la casa, quando sarò sposato, quando sarò in pensione, quando…". Ma il futuro non esiste e si costruisce solo lavorando nel presente. Io creo il mio futuro oggi, adesso.
De Mello dice: "La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo occupati a fare altri progetti". 
Il futuro, il domani, lo costruisco nell'oggi e vivendo oggi. "Sì, farò anche questa cosa… un giorno o l'altro lo faccio… dovrei fare questa scelta… mi prometto che domani…". Ma la vita è adesso. 
L'adesso da forma a ciò che sei e a ciò che sarai. L'adesso è ciò che puoi vivere. 
Quante cose dovremo fare e le rimandiamo: "Dovrei chiederti: "Scusa"; dovrei dirti: "Ti amo"; dovrei dirti: "Ho sbagliato"; dovrei dirti: "Grazie"; dovrei dirmi: "Basta, oggi smetto"; dovrei dirmi: "Qui si chiude"; dovrei dire: "No"; dovrei dire: "Sì"; dovrei dire: "Lascio"; dovrei dire: "Inizio"…" La vita è adesso: se non vivo oggi perché dovrei viverlo domani? 
Altre volte la gente vive nel passato. "No, ma quella volta tu… i miei genitori dovevano… se tornassi indietro… se avessi saputo…": ciò che è stato è stato, il passato non si può cambiare ma il presente sì. Vivi adesso. 
Un uomo dice: "Non riesco a dimenticarmi la mia ex (una fidanzata che lo ha lasciato da qualche anno)". Dimenticate gli antichi amori, lasciateli andare, sono passati: oggi è nuovo e non guardate mai indietro. Del passato conservo i benefici, i ricordi belli, ciò che ho imparato ma è passato. Io vivo adesso, oggi. Quante persone continuano ad amare o a sognare persone che non ci sono più nella loro vita. 
Vita riuscita, felice, beata: vivo e scelgo oggi, non domani, oggi. Vivo e gusto e agisco oggi, non domani. Vita fallita: rinvio, posticipo, spero nel miracolo o che gli altri facciano.
Non guardare a ciò che non hai, parti da qui. Invece di guardare a quello che non hai, che non hai fatto, che non sei riuscito a fare, a quello che ti manca, guarda a ciò che hai, che hai già fatto e alle tue risorse. Ti sentirai ricco e felice. Perché se guardi a quello che ti manca, ti mancherà sempre qualcosa.
Non evitarti il dolore del crescere e del cambiare, il dolore inevitabile della vita. Perché non c'è nessuna perla senza il dolore dell'ostrica. Non c'è nessuna cima senza la fatica della salita. Non c'è nessuna laurea senza la fatica dello studio.
Riuscire è essere unici e fallire essere come gli altri. Ci fa sentire protetti, ma ci perdiamo. Se si è se stessi si è unici; e se non si se stessi, mi chiedo, chi si è? E come si può realizzarsi se si vive fuori di sé? 
"Vuoi essere felice?". "Vai avanti per questa strada".

domenica 28 ottobre 2012

Se non credi...

Quante volte di fronte ad un "no" o ad un tentativo non riuscito ci tiriamo indietro sconfitti. 
Ci abbiamo provato, ci è andata male e diciamo: "Mai più!". 

Perché se tu non ci credi con tutte le tue forze non avverrà niente. 
Perché, in fin dei conti, ci viene dato quello che crediamo. 
Se non credi di guarire non guarirai. 
Se non credi di poter cambiare, non cambierai. 
Se non credi in te, non realizzerai mai niente. 
Se non credi al tuo sogno, non lo raggiungerai. 
Se non credi nella forza del tuo cuore, non amerai. 
Se non credi nel Dio che abita in te, non sarai mai felice.

Occhio a ciò che pensi.

Una rivista scientifica anni fa ha pubblicato vari fatti tra cui questi due.
Un uomo è rimasto chiuso, per sbaglio, in una cella frigorifera ed è stato ritrovato il mattino dopo morto di freddo. Ovvio! No, la cella frigorifera non era neppure in funzione… solo che lui non lo sapeva.
Ad un giovane della regione francese del Var la diagnosi parlava chiaro: sieropositività. 
Il giovane, infatti, in sei mesi dimagrì dieci chili e iniziò dimostrare tutti i sintomi dell’A.i.d.s. Ovvio! No, perché sei mesi più tardi ricevette una chiamata dall’ospedale che gli comunicava che c’era stato un errore diagnostico e che era sano come un pesce.
E allora? Per il tuo cervello i tuoi pensieri sono la realtà.
Occhio a ciò che pensi perché si trasforma in realtà. Pensaci!

domenica 14 ottobre 2012

L'Amore è questo.

L'amore è questo: l'amore non è volere che l'altro diventi come noi vogliamo, secondo i nostri criteri, come a noi piacerebbe o quello che noi abbiamo in mente.
Amare è scorgere il tesoro dentro le persone:
"Tu hai qualcosa di grande, fidati di ciò che hai dentro".
"Tu hai un respiro più alto, non strisciare per terra"; "Non accontentarti, osa, segui ciò che senti e sii felice";
"Non so ciò che farai ma ciò che so è che tu hai ali d'aquila. Vola conforme al tuo essere".
L'amore è questo: l'amore ti risveglia le forze nascoste, ti fa vedere la tua grandezza, ti mostra che tu sei grande, che hai un valore, che sei importante.
Chi ti ama, se ti ama, ti mostra la tua grandezza.
L'amore ti invita e ti spinge a percorrere la tua strada, a buttarti in prima persona.

"Tu fammi felice"

All'inizio della vita noi eravamo una cosa sola con nostra madre: eravamo attaccati a lei. Era un tempo meraviglioso perché non c'era nulla da fare. Tutto era pronto, tutto era garantito, tutto era a disposizione. Il supermercato del cibo era incorporato con noi; non c'erano problemi di relazione perché l'unica persona che c'era (nostra madre) era in perfetta sintonia con noi; non c'erano pericoli perché eravamo veramente dentro una campana di vetro che ci proteggeva.
Quando siamo nati c'era ancora quella donna lì, eravamo attaccati a lei, alla sua pelle e questo ci dava sicurezza perché sentivamo che lei c'era sempre. Eravamo attaccati al suo seno e così ogni problema di cibo era garantito; eravamo attaccati alle sue "gonne" e così eravamo tranquilli e al sicuro; eravamo attaccati al suo amore e questo riempiva tutta la nostra fame d'amore.
C'era lei e tutto sembrava garantito. Per questo divenne il nostro idolo, la nostra ricchezza: bastava che ci fosse lei e tutto era a posto. Nostra madre è stato il nostro idolo, la fantastica ricchezza della vita: c'era lei e tutto era garantito. Non c'era da far fatica, da soffrire: ci pensava lei. Se avevamo qualche problema bastava piangere; se avevamo fame bastava piangere; se dovevamo essere puliti bastava piangere. Così dentro di noi si è creata l'idea che esiste qualcosa che ci farà felici. Che se troveremo quella cosa lì, quella persona lì, saremo a posto per sempre, come con nostra madre.
E' il peccato dell'origine: credere che ci sia qualcosa, che, una volta ottenuta, ci garantirà da tutto. La maggior parte della gente passa tutta la vita a cercarla; a cercare ciò che non c'è.
Ogni volta che noi ci attacchiamo a qualcosa o a qualcuno e lo assolutizziamo noi perpetuiamo quel legame d'origine. Ci attacchiamo ad una cosa e crediamo che senza di lei non potremo vivere. Ci attacchiamo ad una cosa (o persona) e le diciamo: "Tu fammi felice". Era quello che chiedevamo a nostra madre quando le eravamo attaccati. E' che adesso siamo grandi e nessuno può più, né deve, farci da madre.
Questa ricchezza ha molti nomi ma in definitiva è il tentativo di ritornare al legame materno. Il problema è che cerchiamo qualcosa che doveva esserci ma che oggi non c'è. Quindi la nostra ricerca è destinata tristemente a fallire. Nessuno può saziarci di tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

domenica 7 ottobre 2012

Ottobre 2012

7 ottobre
La fedeltà è un valore e tutti i valori denotano una positività( se no che valori sono!). Il problema dei rapporti non è di stare insieme sempre ma di tenere vivo l'amore. Se si terrà vivo l'amore si starà sempre insieme in un rapporto profondo, intenso. Una Domenica benedetta! Pace e bene!

14 ottobre
L'amore non è volere che l'altro diventi come noi vogliamo, secondo i nostri criteri, come a noi piacerebbe o quello che noi abbiamo in mente. Amare è scorgere il tesoro dentro le persone: "Tu hai qualcosa di grande, fidati di ciò che hai dentro", "Non accontentarti, osa, segui ciò che senti e sii felice. Non so ciò che farai ma ciò che so è che tu hai ali d'aquila. Vola conforme al tuo essere". 


21 ottobre
L'amore chiede ma non pretende. L'amore non modifica l'altro.
Se ho bisogno, se sto male, se c'è qualcosa che mi piacerebbe da te, te lo chiedo.
Puoi dirmi di sì o di no. Ma non devo pretendere niente, perché nessuno ci deve niente. 


28 ottobre
Se tu lotti per la Vita non ti preoccupare, perché la Vita lotterà per te.
Non chiederti se desideri una cosa, ma quanto la desideri.
Quanto sei disposto ad osare? La fiducia piega il destino. Se una cosa buona la vuoi con tutto te stesso, anche il destino ti viene in soccorso. 

La Fedeltà

La fedeltà è un valore e tutti i valori denotano una positività (se no che valori sono!). Il problema dei rapporti non è di stare insieme sempre (indissolubilità giuridica) ma di tenere vivo l’amore. Se si terrà vivo l’amore si starà sempre insieme (indissolubilità dell’anima) in un rapporto profondo, intenso. 
Essere fedeli nell’amore è molto di più che essere fedeli nel corpo. A volte mi è difficile raccontarti quello che ho dentro, perché mi vergogno, ma voglio esserti fedele. A volte mi è difficile non dare per scontato il mio amore: non te lo dico, non dimostro, me ne dimentico. A volte mi è difficile fermarmi e guardarti negli occhi e guardare il tuo animo e ciò che sei dentro. A volte mi è difficile ascoltarti, soprattutto quando ce l’hai con me, o quando sono stanco. A volte mi è difficile parlare di certe cose: la nostra sessualità, i miei e i nostri problemi, le incomprensioni; preferirei tralasciare. A volte mi è difficile vincere la pigrizia e portarti fuori ad una pizza, al cinema, a fare una passeggiata. A volte mi è difficile dire di “no” a me per dire di “sì” a noi. A volte mi è difficile non pretendere l’impossibile da te o quello che tu non mi puoi dare. A volte mi è difficile accettare che tu mi dica di “no”. A volte mi è difficile rendermi conto che non sono mi ancora staccato da mia madre e che ti confronto a lei. A volte mi è difficile parlare di questioni spinose, sapendo che se sto zitto mai tu le saprai. A volte mi è difficile sentire che ti amo e commuovermi per te, perché mi dico “che non ho più l’età per certe cose”. A volte è difficile non scaricare su di te le tensioni che accumulo altrove. A volte è difficile arrivare ad un compromesso tra i miei bisogno e i tuoi. A volte è difficile vedere che tu hai ragione e che io sbaglio. A volte è difficile accettare che si ha bisogno di aiuto altrimenti la fiamma dell’amore lentamente ma inesorabilmente muore. 
Eppure tutto questo è fedeltà; tutto questo è amore. Tutto questo è creare rapporti, veri, solidi, sinceri, trasparenti, dove ci si da e ci si riceve. Non è l’unione che genera l’amore, ma è l’amore che genera l’unione. 
Alcune coppie non si sono mai tradite fisicamente ma ogni giorno si tradiscono con il loro silenzio, con le loro dispute e le loro lotte di potere, con l’allearsi con i figli contro il partner, con strategie manipolatorie molto fini, implicitamente accordandosi che i problemi è meglio non toccarli.

domenica 30 settembre 2012

Cosa ho imparato in questi ultimi cinque anni?

“Ho imparato che la vita è tutto quello che ho. Non c’è altro. Non ci sarà una seconda possibilità o una vita di riserva. Passata è passata. Ho imparato che quando si fa il bene prima o poi ti ritorna indietro. Ho imparato che ciascuno ha il suo viaggio e bisogna seguirlo anche se a volte non si sa proprio dove porti. Ho imparato che è inutile intestardirsi sulle cose se non vengono. Se devono venire verranno da sole a loro modo e a loro tempo. Ho imparato che è importante scegliere e non temere l’impopolarità. Ho imparato che per essere felice devo togliere e non aggiungere cose. Ho imparato che è meglio chiedersi: “Cosa devo imparare da questa situazione” che lamentarsi o fare la vittima per ciò che succede. Ho imparato che la vita è un bel viaggio e non so dove andrò, ma vale la pena di compierlo. E più che la meta conta il viaggio. Ho imparato che bisogna avere un senso e una direzione, altrimenti si cammina a casaccio e i giorni sfilano solo perché passano. Ho imparato che i miracoli esistono. Vederli è stato entusiasmante. Nessuna gioia si può comparare al vedere la vita nascere: chi ha ritrovato dal buio la luce, chi ha ritrovato la vita dalla morte, chi ha ritrovato la voce dal silenzio. Se non avessi visto con i miei occhi tutto questo dubiterei anch’io dell’esistenza. Ho imparato che ho molto da imparare… e che sono all’inizio”. 

E a te cos’ha insegnato la vita in questi ultimi cinque anni?
Se non ho imparato niente allora sono stati cinque anni inutili.
Vivere la vita per entrare nel mistero della Vita.

domenica 23 settembre 2012

Settembre 2012

2 settembre 
Prenditi cura del tuo cuore perché da lì, da dentro, viene ciò che distrugge te e chi ti è vicino. Prenditi cura del tuo cuore perché da esso sgorga la vita o la morte. Prenditi cura del tuo cuore perché è la sorgente di ogni felicità e di ogni infelicità. Prenditi cura del tuo cuore perché la bocca parla dalla pienezza del cuore. Prenditi cura del tuo cuore e il mondo non potrà che inchinarsi ai tuoi piedi. Se il cuore è libero vive d'amore. Ma se è pieno d'altro, di questo vive. 
!

9 settembre
Il dramma: essere immersi nella vita ma non essere vivi. Se non si sente non può che non essere cosi. Sentire è meraviglioso, è l'essenza della vita. Il contrario di sentire è pensare: ma se si sente non si pensa e se si pensa non si sente. O funziona l'uno o funziona l'altro.  

16 settembre
La Buona Novella di Gesù fu rifiutata non perché era buona ma perché era nuova. Non temere di cambiare, è la vita. É la legge della vita: se tu vuoi salvare, fermare, immobilizzare la vita, la perdi. Se tu non vuoi cambiare la tua vita, muori. Perché la vita va. 

23 settembre
Dio ci ha fatto un unico dono: la vita. Non ci ha chiesto di preservarla, né di salvarcela. Ci ha chiesto solo di viverla, di non sottrarci alle sfide e alle avventure che incontreremo: Abbandonati e abbi fiducia. Sei un essere vivente, vivi! 

30 settembre
Ho imparato che la vita è tutto quello che ho. Non c'è altro. Non ci sarà una seconda possibilità o una vita di riserva. Passata è passata. Ho imparato che quando fai il bene prima o poi ti ritorna indietro. Ho imparato che la vita è un bel viaggio e non so dove andrò ma vale la pena di compierlo.

Il vero potere è non avere potere.

Qual è allora il vero potere? Il vero potere è non avere potere, come il bambino. 
Il vero potere è l'amore perché l'amore non ha potere. Se ha potere è dominazione. 
Potere è gestire gli altri; tenerli in pugno, farli girare attorno a sé. 
Potere è far sentire in colpa perché così si tiene legato l'altro a sé e lo si manipola. 
Quando dico "no" a qualcuno che vuole (pretende) il mio ascolto e il mio aiuto, a volte le persone mi dicono: "Per gli altri sì che hai tempo… sarebbe la tua missione questa… e che sei prete!". Stanno tentando di estorcermi, con il senso di colpa, ciò che loro vogliono. 
Potere è fare silenzio. Allora l'altro non sa cosa io voglio, penso, decido, vivo e io lo tengo in pugno. 
Ci sono tanti modi per utilizzare il proprio potere e far fare agli altri quello che si vuole: fare il broncio, alzare la voce, avere una crisi di nervi, manipolare, sedurre, cercare di avere sempre ragione, minacciare l'altro.
Lo si può fare con il pianto. 
Potere è fare la vittima. 
Potere è pretendere senza chiedere. 
Potere è sminuire l'altro: sottolineo la tua incapacità e mi metto sopra un piedistallo. T 
Il potere ha tante forme e tanti volti e spesso non li riconosciamo. 
Uso il mio potere non verso di te, non per farti fare quello che voglio io. Perché so che il potere usato verso di te è solo dominazione e manipolazione. 
Uso il mio potere per me, per fare della mia vita ciò che desidero. Perché il potere non usato verso di me è solo giustificazione e delega. 

L'amore vero, quello che dà pace e pienezza, l'amore di Gesù, è amare senza potere. 
Un giorno il discepolo chiese al maestro la differenza fra il potere e l'amore. Il maestro rispose: "Il potere vuole che tutto ciò che esista, esista per sé. L'amore vuole che tutto ciò che esista, esista in sé" Qual è allora il vero potere? Il vero potere è non avere potere, come il bambino. 
Il vero potere è l'amore perché l'amore non ha potere. Se ha potere è dominazione. 
Potere è gestire gli altri; tenerli in pugno, farli girare attorno a sé. 
Potere è far sentire in colpa perché così si tiene legato l'altro a sé e lo si manipola. 
Quando dico "no" a qualcuno che vuole (pretende) il mio ascolto e il mio aiuto, a volte le persone mi dicono: "Per gli altri sì che hai tempo… sarebbe la tua missione questa… e che sei prete!". Stanno tentando di estorcermi, con il senso di colpa, ciò che loro vogliono. 
Potere è fare silenzio. Allora l'altro non sa cosa io voglio, penso, decido, vivo e io lo tengo in pugno. 
Ci sono tanti modi per utilizzare il proprio potere e far fare agli altri quello che si vuole: fare il broncio, alzare la voce, avere una crisi di nervi, manipolare, sedurre, cercare di avere sempre ragione, minacciare l'altro.
Lo si può fare con il pianto. 
Potere è fare la vittima. 
Potere è pretendere senza chiedere. 
Potere è sminuire l'altro: sottolineo la tua incapacità e mi metto sopra un piedistallo. T 
Il potere ha tante forme e tanti volti e spesso non li riconosciamo. 
Uso il mio potere non verso di te, non per farti fare quello che voglio io. Perché so che il potere usato verso di te è solo dominazione e manipolazione. 
Uso il mio potere per me, per fare della mia vita ciò che desidero. Perché il potere non usato verso di me è solo giustificazione e delega. 

L'amore vero, quello che dà pace e pienezza, l'amore di Gesù, è amare senza potere. 
Un giorno il discepolo chiese al maestro la differenza fra il potere e l'amore. Il maestro rispose: "Il potere vuole che tutto ciò che esista, esista per sé. L'amore vuole che tutto ciò che esista, esista in sé" Qual è allora il vero potere? Il vero potere è non avere potere, come il bambino. 
Il vero potere è l'amore perché l'amore non ha potere. Se ha potere è dominazione. 
Potere è gestire gli altri; tenerli in pugno, farli girare attorno a sé. 
Potere è far sentire in colpa perché così si tiene legato l'altro a sé e lo si manipola. 
Quando dico "no" a qualcuno che vuole (pretende) il mio ascolto e il mio aiuto, a volte le persone mi dicono: "Per gli altri sì che hai tempo… sarebbe la tua missione questa… e che sei prete!". Stanno tentando di estorcermi, con il senso di colpa, ciò che loro vogliono. 
Potere è fare silenzio. Allora l'altro non sa cosa io voglio, penso, decido, vivo e io lo tengo in pugno. 
Ci sono tanti modi per utilizzare il proprio potere e far fare agli altri quello che si vuole: fare il broncio, alzare la voce, avere una crisi di nervi, manipolare, sedurre, cercare di avere sempre ragione, minacciare l'altro.
Lo si può fare con il pianto. 
Potere è fare la vittima. 
Potere è pretendere senza chiedere. 
Potere è sminuire l'altro: sottolineo la tua incapacità e mi metto sopra un piedistallo. T 
Il potere ha tante forme e tanti volti e spesso non li riconosciamo. 
Uso il mio potere non verso di te, non per farti fare quello che voglio io. Perché so che il potere usato verso di te è solo dominazione e manipolazione. 
Uso il mio potere per me, per fare della mia vita ciò che desidero. Perché il potere non usato verso di me è solo giustificazione e delega. 

L'amore vero, quello che dà pace e pienezza, l'amore di Gesù, è amare senza potere. 
Un giorno il discepolo chiese al maestro la differenza fra il potere e l'amore. Il maestro rispose: "Il potere vuole che tutto ciò che esista, esista per sé. L'amore vuole che tutto ciò che esista, esista in sé"