mercoledì 23 gennaio 2013

Conosci te stesso.

Conoscersi fa male, fa soffrire, ci toglie le certezze e ci mostra diversi da quello che vorremmo essere, da quello che vorremmo apparire, da quello che pensiamo di essere. 
Ma quando sappiamo chi siamo allora è chiaro, naturale anche dove dobbiamo andare e cosa siamo chiamati a fare e a vivere.

Da domani*

“Da domani sarò triste, da domani.
Ma oggi sarò contento: a che serve essere tristi, a che serve? 
Perché soffia un vento cattivo? 
Perché dovrei dolermi, oggi, del domani?
Forse il domani è buono, forse il domani è chiaro. 
Forse domani splenderà ancora il sole.
E non vi sarà ragione di tristezza.
Da domani sarò triste, da domani. 
Ma oggi sarò contento; e ad ogni amaro giorno dirò: 
“Da domani, sarò triste. Oggi no”.

giovedì 17 gennaio 2013

Chiudi... per aprire...

Ogni pagina letta va girata per leggerne una nuova..
Ogni giorno si chiude così se ne riapre un altro.
Ogni sole tramonta così una nuova alba si alzerà.
Chiudi ciò che dev’essere chiuso…
per poter aprire ciò che dev’essere aperto.

Facciamo spazio al nuovo!

Quando una cosa non dà più niente bisogna dichiararla finita. 
Il problema è che è difficile per almeno 3 motivi, per questo resistiamo. 
Per questo piuttosto di cambiare, piuttosto di dire: “Quello è finito, adesso ne troviamo un altro” ci attacchiamo a tutto. 
Difficile perché:
1. Bisogna dichiarare finito e fallito un modo di vivere (il che non vuol dire che sia stato inutile, anzi!). Se una cosa finisce vuol dire che adesso non serve più, ma forse prima è stata necessaria. 
2. Ci costringe a cambiare e, si sa che, ciò si conosce è rassicurante mentre il nuovo c’incute sempre paura. Per questo l’uomo preferisce puntellare il muro cadente piuttosto che buttarlo giù e rifarlo nuovo. 
3. Dobbiamo rimetterci in gioco. Dobbiamo ripensare a noi e alla nostra vita in maniera diversa. Ma lasciare il vecchio è l’unica possibilità di accogliere il nuovo. 
Maestro e discepolo stavano prendendo un the. Le tazze erano piene di un buon the caldo e conversano. Il discepolo chiese al maestro: “Perché non succede mai niente di nuovo nella mia vita?”. Il maestro prese la teiera e versò dell’altro the. “Ma è già pieno!”, disse il discepolo. “Per questo non ce ne sta altro!”, rispose il maestro. Se sei pieno del vecchio non c’è spazio per il nuovo.

mercoledì 16 gennaio 2013

Ciò che devo divenire.

La malattia (del corpo e dell'anima) è il rifiuto di trasformarsi. 
Ciò che non si tras-forma si de-forma. 
Cioè che non cresce, diminuisce. 
Ciò che non cambia, muore. 
Ciò che non muta, finisce. 
Tutto ciò che vive, evolve. 
La vita non si può fermare, arrestare, bloccare. 
Farlo vuol dire ucciderla. 
La vita si può solo seguire e finché la seguo divengo ciò che sono, ciò per cui sono stato creato, ciò che devo divenire.

domenica 13 gennaio 2013

L'amore*

L'amore è gratuito. 

La gratuità è amore.



L'amore è essere accolti non perché se lo si è meritato ma gratuitamente.
Sappiamo cosa è l'amore perché l'altro ci accoglie oltre il nostro sbaglio e non per i nostri meriti.
L'amore è gratuito. La gratuità è amore!

Decora la tua anima*

"Dio non ha ancora finito di scrivere la migliore storia d'amore per te".
Dopo un po' impari la sottile differenza tra 
tenere la mano e incatenare un'anima. 
E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno 
e che la compagnia non è sicurezza. 
E inizi ad imparare che i baci non sono contratti 
e i doni non sono promesse. 
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta con gli occhi aperti; con la grazia di un adulto e non con il dolore di un bambino. 
E impari a costruire le tue strade oggi perché il terreno di domani è troppo incerto per fare piani. 
Dopo un po' impari che il sole scotta se ne prendi troppo. 
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima, 
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori. 
E impari che puoi aver pazienza con te, molta pazienza. 
E impari che puoi trasformarti 
e che puoi essere domani ciò che oggi non sei. 
E impari che sei davvero forte e che vali. Davvero. Tanto. Molto.

domenica 6 gennaio 2013

La vita è un dono.

Quali sono i doni che io ho in dote? Quali sono le risorse della mia vita? Su che cosa posso contare? Quali sono le mie ricchezze? 
Invece di invidiare gli altri, sviluppa i tuoi doni e offrili alla Vita. La grande povertà è quella di credere di non avere nulla: ma tutti abbiamo qualcosa che nessuno può dare per noi. Tutti abbiamo qualcosa che è solo nostro. Tutti abbiamo dei doni che possiamo far vivere.
La vita è un dono: cioè, ciò che ci rende utili, significativi, importanti, è vedere, scoprire, che qualcosa di noi (i nostri doni) servono agli altri e al mondo. Allora ha senso il nostro esserci. Scopri i tuoi doni e offrili.
Esercizio: "Do un nome ai miei doni... alle mie doti... alle mie ricchezze (almeno dieci, perché la Vita è abbondante)".

Abbandona la paura.

La paura di essere deriso ti impedisce di fare ciò che desideri. 
La paura di essere solo ti impedisce di affrontare la strada che il cuore brama. 
La paura del giudizio ti impedisce di mostrarti per ciò che sei. 
La paura di essere rifiutato 
ti impedisce di tirare fuori le tue doti e la tua originalità. 
La paura di morire ti fa vivere al risparmio e col freno a mano tirato. 
La paura di essere ferito ti impedisce di darti del tutto a qualcuno. 
La paura di essere tradito ti impedisce di amare. 
Così ogni giorno non fai ciò che sei chiamato a fare. 
Così ogni giorno muori. 
Così ogni giorno ti allontani da te e dalla Luce in te. 
Scegli la vita... e abbandona la paura.

Il mondo che vedi.


Nulla di ciò che è reale può essere minacciato.
Nulla di irreale esiste. In questo si trova la pace di Dio.
La proiezione fa la percezione.
Il mondo che vedi è ciò che tu gli hai dato, niente di più.
Ma nonostante non sia niente di più, non è niente di meno. Quindi, è importante per te.
E’ il testimone del tuo stato mentale,
l’immagine esterna di una condizione interna.
Come un uomo pensa, così percepisce.
Quindi non cercare di cambiare il mondo,
ma scegli di cambiare la tua mente riguardo il mondo.
Tutto ciò che vien guardato con amore e senza giudizio è guarito e santo. Tutto ciò che viene guardato senza amore e con giudizio è condannato.
La dannazione è il giudizio su di te, ed è questo che proietterai nel mondo. Vedilo dannato
e tutto ciò che vedrai è ciò che hai fatto per fare del male al Figlio di Dio.
Se vedi il disastro e la catastrofe, hai cercato di crocifiggerlo.
Se vedi santità e speranza, ti sei unito alla Volontà di Dio per renderlo libero. Non c’è scelta che stia tra queste due decisioni.
Il mondo che vedi mostra solo quanta gioia ti sei permesso di vedere in te e di accettare come tua.
E, se questo è il suo significato, allora il potere di dargli gioia deve essere dentro di te.

martedì 1 gennaio 2013

Tutto ciò che accade ha un senso.

C'è una storia orientale eloquente: "Un giorno Akbar e Birbal andarono a caccia nella selva. Sparando col suo fucile, Akbar si ferì il pollice e gridò di dolore. Birbal gli fasciò il dito e lo consolò con le sue riflessioni filosofiche: "Maestà, non sappiamo mai ciò che è bene o è male per noi". L'imperatore si infuriò e scaraventò il ministro nel fondo di un pozzo abbandonato. Poi continuò a camminare solo per il bosco. Frattanto un gruppo di selvaggi gli venne incontro in piena selva, lo attorniò, lo fece prigioniero e lo trascinò davanti al suo capo. La tribù stava preparandosi ad offrire un sacrificio umano e Akbar fu accolto come la vittima che Dio aveva loro inviato. Lo stregone della tribù lo esaminò attentamente e notando che aveva un pollice rotto, lo respinse perché la vittima prescelta non doveva avere nessun difetto. Allora Akbar si rese conto che Birbal aveva avuto ragione, provò rimorso per il suo gesto inconsulto, tornò correndo al pozzo nel quale lo aveva gettato, lo trasse fuori e gli chiese perdono per il male che, tanto ingiustamente, gli aveva causato. Birbal rispose. "Maestà, non deve chiedermi perdono, perché non mi ha fatto alcun male. Al contrario, mi ha fatto un grande favore: mi ha salvato la vita. Infatti, se non mi avesse scaraventato in questo pozzo, io avrei continuato a camminare al suo fianco e questi selvaggi avrebbero preso me per il loro sacrificio. Come vede, Maestà, non sappiamo mai se una cosa sia bene o male per noi ". 
Allora: ti succede una cosa? Non dire: "Ma che sfortuna! Ma non ha senso! Ma che sfigato! Ma proprio a me! Ma che centra!". Dì solamente: "Non capisco". 
Un giorno Maria capirà tutto. Adesso no, ma un giorno sì. E così anche tu. Perché tutto ciò che ci accade ha un senso.

Donati il tempo per il nuovo (Dio è nel nuovo).

La vita è novità, evoluzione, cambiamento, divenire. 
Allora, di fronte ad una persona mi do il permesso di dire: "Mi sono fatto un'idea sbagliata su di te, scusa". Le persone dicono: "La prima impressione è quella che vale": la prima impressione è solo la prima impressione! "Cambia prima di esserlo costretto a farlo" Jack Welck. 
Di fronte a qualcosa che ritenevo assoluto mi do il permesso di dire: "Pensavo, ma non lo è!". "Coloro che non cambiano mai le proprie opinioni si amano più di quanto amano la verità", Joseph Joubert. 
Di fronte a Dio mi dico: "Tu non sei come pensavo" e non rimango accozzato alle mie vecchie idee solo per paure di perderle o di cambiarle. 
Di fronte a qualcosa che credevo di me, mi dico: "Io non sono solo così".
Di fronte ad un opinione sbagliata mi legittimo a dire: "Scusa, mi sono sbagliato". "Niente è più pericoloso di un'idea, quando questa idea è l'unica che si ha", Emile Chartier.
Di fronte ad una scelta mi do il permesso di dire: "Ci ho ripensato". "Le persone preferiscono un problema familiare che una soluzione nuova", Neil Postman.
Di fronte a ciò che si è sempre fatto così mi permetto di dire: "E adesso si cambia!". ""Si fa così da anni" è la confessione che il sistema non funziona", Deming William Edwards.
Un ubriaco camminava per la strada con entrambe le orecchie deturpate da vesciche. Un amico gli chiese che cosa gliel'avesse provocate. "Mia moglie ha lasciato il ferro da stiro acceso, così quando è suonato il telefono, per sbaglio, ho preso in mano il ferro da stiro". "Ho capito, ma l'altra orecchia?". "Quel maledetto idiota ha ritelefonato!". Meglio cambiare idea!
Allora: Dio è nel nuovo. Per questo celebriamo ogni anno Natale. Perché ogni Natale è diverso.
Un anno sono 8.760 ore, cioè, 525.600 minuti. Allora donati il tempo per il nuovo. Fai qualcosa di nuovo quest'anno... qualcosa che non hai mai fatto... qualcosa che neppure hai pensato di fare... Leggi un libro totalmente nuovo, diverso dai soliti. Fai un corso di qualcosa di nuovo. Conosci qualcuno di nuovo. Fai un viaggio che non ha mai fatto. Datti il permesso di provare il nuovo. Il vecchio lo conosci già. E' solo il nuovo che ti può arricchire.

Gennaio 2013

1 gennaio 2013
Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi le responsabilità di cambiarle.
Un anno nuovo felice e benedetto!

6 gennaio 2013
I Magi perdono la stella. "Bisogna perdere gli amici di un tempo per trovare gli amici del cuore. Bisogna perdere la propria immagine di sé per trovare il proprio vero Sé. Bisogna perdere il controllo sulla propria vita per sperimentare che solo Lui è il Maestro. Chi non si perde non si può trovare. Prima di ritrovarsi bisogna perdersi.

13 gennaio 2013
Vivere è pericoloso. Non si è garantiti della riuscita, non si è certi di dove si andrà, non si può controllare la direzione; nessuno garantisce che non si sbaglia o che non si soffrirà; vivere dal dentro vuol dire far morire tante nostre illusioni e abbattere tante nostre certezze incrollabili.