domenica 28 luglio 2013

Il perdono.

Mi devo ogni giorno ricoprire di perdono per poter vivere; 
il perdono è la mia veste di tutti i giorni con cui devi andare nel mondo; 
il perdono è la mia unica possibilità di fecondità, di essere felice. 
La felicità è nelle mie mani solo se saprò perdonare.

L'infinitamente grande.

L'Infinitamente grande (Dio) nell'infinitamente piccolo (uomo);
l'infinitamente piccolo (io) nell'Infinitamente grande (Lui).

Una storia orientale... (Io so che Dio è buono e questo mi basta)

C'è una storia orientale eloquente a questo proposito: "Un giorno Akbar e Birbal andarono a caccia nella selva. Sparando col suo fucile, Akbar si ferì il pollice e gridò di dolore. Birbal gli fasciò il dito e lo consolò con le sue riflessioni filosofiche: "Maestà, non sappiamo mai ciò che è bene o è male per noi...". L'imperatore si infuriò e scaraventò il ministro nel fondo di un pozzo abbandonato. Poi continuò a camminare solo per il bosco. Frattanto un gruppo di selvaggi gli venne incontro in pena selva, lo attorniò, lo fece prigioniero e lo trascinò davanti al suo capo. La tribù stava preparandosi ad offrire un sacrificio umano e Akbar fu accolto come la vittima che Dio aveva loro inviato. Lo stregone della tribù lo esaminò attentamente e notando che aveva un pollice rotto, lo respinse perché la vittima prescelta non doveva avere nessun difetto. Allora Akbar si rese conto che Birbal aveva avuto ragione, provò rimorso del suo gesto inconsulto, tornò correndo al pozzo nel quale lo aveva gettato, lo trasse fuori e gli chiese perdono per il male che, tanto ingiustamente, gli aveva causato. Birbal rispose. "Maestà, non deve chiedermi perdono, perché non mi ha fatto alcun male. Al contrario, mi ha fatto un grande favore: mi ha salvato la vita. Infatti, se non mi avesse scaraventato in questo pozzo, io avrei continuato a camminare al suo fianco e questi selvaggi avrebbero preso me per il loro sacrificio. Come vede, Maestà, non sappiamo mai se una cosa sia bene o male per noi".
Buona fortuna? Cattiva fortuna? Chi lo sa? Lasciamo fare a Dio". Una persona diceva: "Io so che Lui è buono... e questo mi basta".

domenica 21 luglio 2013

Costruiamo campi d'amore!

Se vuoi non pensare, senti!

Spesso noi proiettiamo sugli altri i nostri bisogni e siccome poi gli altri non li esaudiscono, ci arrabbiamo con loro. Ci sembrano cattivi, ci sentiamo offesi perché non hanno fatto secondo le nostre aspettative. Appunto hanno fatto secondo le loro esigenze! Devo imparare a riconoscere i miei bisogni ed esprimerli. Devo imparare a riconoscere le mie aspettative e a non proiettarle sugli altri arrabbiandomi perché poi non vengono esaudite.

Invece di costruire case e palazzi costruiamo "campi d'amore", "case d'accoglienza" e tutto il mondo sarà migliore. 
Di questo noi abbiamo bisogno.

domenica 14 luglio 2013

Ti amo di più o di meno?

Se ti amo più di me stesso in realtà ti amo meno. Se amo me stesso meno di te in realtà ti renderò difficile amarmi. Il tuo amore per me è indipendente dall’amore che ho per me. Se non mi amo, amato da te potrei rimanere senza amore. Di amore si vive; di mancanza d’amore si muore. Perché siamo tutti diversi ma cerchiamo tutti la stessa cosa.

Abbi cura di te.

Prendersi cura di sé e dell’uomo bastonato in sé, essere per se stessi dei buoni samaritani, senza giudicarsi o tirar dritto o far finta di niente come il levita e il sacerdote, alleviare le proprie piaghe e curare le proprie ferite, è alta preghiera e amore. Non si può fare agli altri ciò che non si sa fare a sé stessi.

domenica 7 luglio 2013

Se parli, ti ascolto...

Sii libero e leggero: solo così potrai viaggiare per la tua strada. 
Mentre l’economia è l’arte di avere più che si può, 
la spiritualità è l’arte dell’avere meno che si può.

* * *

Quando parli (se ti rispetto) ti ascolto. Quando parli (se ti rispetto) non ti interrompo. Quando parli (se ti rispetto) ti lascio dire tutto ciò che stai per dire e non ti prendo in giro. Quando parli (se ti rispetto) non penso che sei un deficiente che non capisce niente. Quando parli (se ti rispetto) non penso che non mi capisci o che non sei neppure capace di spiegarti. Quando parli (se ti rispetto) non voglio avere ragione a tutti i costi. Quando parli (se ti rispetto) non “te la giro” perché “io la so più lunga di te”. Quando parli (se ti rispetto) non mi metto a ridere se sbagli una parola, se arrossisci o se sei balbuziente. Quando parli (se ti rispetto) non ti giudico come un cattivo cristiano o un depravato ma cerco di sentire il tuo cuore.

* *  *

Un fiore non ha bisogno di portare profumo: ci inonda di fragranza perché lui è così. Così sei tu. Se hai pace nel tuo cuore dovunque andrai ne lascerai il profumo. E se hai guerra lascerai macerie.

Dio è il miglior medico...

La gente è piena di malattie e non trova dottori per guarire. La gente continua a credere nell’onnipotenza del medico dell’ospedale e non si rende conto che la Vera Forza è dentro di sé. Allora noi abbiamo bisogno di “medici” dell’anima che facciano riprendere consapevolezza che Dio, la Forza, è dentro la gente. “Medici” che ci facciano pregare, che tirino fuori il nostro spirito, che ci alimentino di pane dal cielo, di acqua che disseta, di pace profonda. Da dove viene la malattia viene sempre la guarigione. Ci ammaliamo fisicamente perché il nostro spirito, la nostra psiche è ammalata. Quando ci ammaliamo il problema non è trovare la pastiglia giusta, ma guarire il nostro spirito contaminato, cambiare, ritrovare ciò che abbiamo perso, scoprire la sorgente vera.