domenica 26 gennaio 2014

Pensiero della Settimana.

Alcune persone vicine... sono molto lontane. 
Alcune persone lontane... sono molto vicine.

La Fede è andare.

La fede non è una produzione di preghiere, di salmi, di concetti religiosi. La fede è andare.
 Dio mi chiama (chiamata) e io sono chiamato a rispondere (respondeo: la responsabilità!). C'è una chiamata (vocatus, vocazione), qualcosa che mi tocca, che mi interpella, che mi dice al mio cuore: "Tu; vieni!" e c'è una risposta (responsabilità) che è sempre una pazzia per le logiche comuni, ma è la Vita per chi segue il Signore.
La fede è andare. C'è qualcosa che mi "tocca" e che mi sollecita, e fede è coinvolgersi, mettersi in gioco e scendere: "Ci sono io! Vado io! Eccomi! Non posso far finta di niente! Non posso tirarmi indietro! Non posso vivere e sottrarmi alle mie responsabilità! Devo andare!". Dire di "no", è già una risposta, tanto quanto dire di "sì".
Le persone a volte dicono: "Ma qual è la mia chiamata? Ma cosa devo fare io nella vita?". E' una domanda da porsi certo, ma a volte è un modo per sfuggire dal coinvolgersi. Si aspetta la grande chiamata e si fugge dalle piccole chiamate di ogni giorno. Coinvolgiti nella scuola, nel lavoro, nell'ingiustizia, nel territorio: "Puoi stare zitto di fronte a ciò che vedi? Puoi dire: "Non mi riguarda?"; puoi tirarti indietro? Puoi far finta di non sapere, di non aver visto?".
M. Buber: "Si diceva che alle porte di una città c'era un mendicante che sapeva chi era il Messia. Così un rabbino, appena sentita la notizia, si mise subito in viaggio, desideroso di sapere chi fosse. Quando arrivò alla città, effettivamente trovò alle porte della città un uomo che mendicava. "Mi hanno detto che tu sai chi è il Messia. E' vero?". "Sì, è vero?". "Ti prego, allora, dimmelo. Chi è il Messia?". "Tu!".

Vieni e Seguimi.

Per essere vivo e libero 
devi scacciare la paura di camminare senza compagnia. (La libertà) 
Non arrivo da nessuna parte 
perché ho paura di camminare da solo. (Il pellegrino) 
Evita di guardare a te stesso 
ed eviterai con successo la realtà. (il deserto) 
Affronta la realtà: quando è bella vivila perché passerà; 
quando è brutta vivila lo stesso perché passerà. (La vita) 
Attaccati ad ogni cosa e soffrirai per ogni cosa;
non attaccarti a niente e non soffrirai per niente. (La sofferenza)
Se il tuo Dio viene in tuo soccorso e ti tira fuori dai guai
è ora che cominci a cercare il vero Dio. (Dio)
Avendo chiuso gli occhi diciamo che è invisibile. (La Bibbia)
Limitati a guardare... e un giorno vedrai. (la luce)
Nulla è cambiato tranne il mio atteggiamento;
così tutto è cambiato. (L'illuminazione)
Per ritrovare subito la pace del tuo cuore
pensa a cosa rimarrà di te fra mille anni. (La pace)
Ogni volta che muori ricordati che stai nascendo. (Convertiti)
Smetti di pensare dove ti chiama quando ti dice:"Seguimi". (Il dono)
Ricordo con emozione i giorno in cui combattevo il Suo amore:
invano perché l'amore è irresistibile. (La chiamata)
La felicità si trova solo nel dirgli:
"Sì, dovunque tu vuoi vengo". (Vieni e seguimi)




domenica 12 gennaio 2014

Non lasciarti scappare la vita.

Cinque uomini in un locale videro una donna bellissima che mangiava da sola. A tutti batteva il cuore. 
Il primo: "Cosa non farei per averla, per conoscerla. Ma se mi faccio avanti, chissà cosa potrebbe pensare! Manco la conosco. Penserà che sono un poco di buono e che ci provo con tutte". E lasciò stare anche se gli rimase sempre il rammarico di cosa sarebbe potuto succedere. 
Il secondo: "Se solo fossi bello! Se avessi qualche carta da giocarmi! Se vado lì cosa le dico? E se magari ha già un altro? E poi, io posso ambire ad una donna così? E se poi mi dice di no?". Così per non rischiare se "la mise via" perché, si giustificò, "non erano donne per lui quelle". 
Il terzo non vide l'ora di tornare a casa. Prese la sua chitarra e compose canzoni stupende piene di emozione, di amore e di desiderio che lei però non sentì mai. 
Il quarto andò a casa, telefonò agli amici e raccontò a tutti di aver visto la donna più bella del mondo e che nessuno di loro mai avrebbe potuto capire quanto
bella fosse. 
E il quinto? Il quinto si alzò dal tavolo, le si avvicinò e chiese di sedersi vicino. La donna gli disse di sì e quella sera rimasero insieme, ma anche quella successiva e anche quella successiva ancora e per tutte le sere della vita. 

Pensiero della Settimana 
Non lasciarti scappare chi ti fa stare bene. 
Non sono tante le persone ad esserne in grado!

lunedì 6 gennaio 2014

il viaggio dentro di sé.

Il Bambino c’è per tutti. Tutti hanno qualcosa di sacro e di divino da far nascere. Il Bambino Divino è ciò che io posso essere nella mia massima espressione, è il diventare l’essere regale che sono, è il vivere la Vita, la Luce che c’è in me, è diventare l’albero a partire dal seme che sono. Il Bambino è lì: c’è in te, c’è in me, c’è in ogni uomo. Lui ti aspetta. 
Le persone dicono: “Che ci sto a fare a questo mondo?”. Non lo so, ma so che c’è un motivo. Le persone dicono: “Tu sì che sei stato fortunato! Io non ho avuto certe fortune!”. Non è vero: certo le situazioni di vita a volte sono diverse e a volte molto diverse, ma tutti abbiamo il Bambino dentro di noi. Da questo punto di vista siamo tutti fortunati e tutti alla pari. Dio è in tutti; Dio è dentro di te quanto lo è dentro di me, senza nessuna differenza. 

Il contro? Ci sono varie controindicazioni (che sono anche però delle indicazioni).
1. Guardarsi dentro. I magi erano maghi, erano coloro che consultavano le stelle. Erano astrologi. Gli astrologi guardavano le stelle del cielo. Era la psicologia del tempo. Guardare fuori era a quel tempo il modo per guardarsi dentro. 
Per arrivare al Bambino bisogna guardarsi dentro e scrutare i propri cieli e le proprie stelle. Non c’è altra possibilità! Ma che succede quando un uomo fa questo? Cosa succede quando si inizia la ricerca dentro di sé? 
Perché molte persone farebbero di tutto pur di non guardarsi dentro? Perché quando ti guardi dentro scopri che non sei come pensavi di essere, che ciò che chiamavi amore non è affatto amore, anzi; scopri dolori, pianti e grida che non vorresti né sentire né affrontare; scopri che la realtà non è quella che tu vedi perché c’è tutto un mondo che tu non vuoi vedere e che ti nascondi e che tieni in qualche armadio ben chiuso a chiave, c’è tutto un mondo nascosto, lunare, sotterraneo. E che si fa? E’ più facile dire parole religiose, preghiere, rosari, fare pellegrinaggi, ma mettersi a nudo e guardarsi per ciò che si è… questo è difficile. Ma non si può fare il viaggio verso Dio se non si fa il viaggio verso di sé. 
Tu dici: “Io la amo”, ma non è vero. Tu la vuoi per te, tu la possiedi. Tu sei geloso e hai paura di perderla.
Tu dici: “Io non faccio niente di male”, ma non è vero. E’ che tu neppure scavi dentro di te. Non vedi niente perché non hai il coraggio di tirare su la coperta e di vedere cosa c’è sotto.
Tu dici: “Io voglio bene alle persone”, ma non è vero. E’ che hai paura di rimanere da solo; vuoi bene solo se gli altri pensano e fanno come te; il tuo “bene” è “paura di stare da solo”. 
Tu dici: “Io mi conosco”. Ah sì, e perché allora sei così nervoso? Perché sei così aggressivo? Perché non sei mai soddisfatto? Perché mi chiedi sempre l’approvazione? Perché non sai fare silenzio?


Scegli la vita.

La paura di essere deriso ti impedisce di fare ciò che desideri.
La paura di essere solo 
ti impedisce di affrontare la strada che il cuore brama.
La paura del giudizio ti impedisce di mostrarti per ciò che sei.
La paura di essere rifiutato 
ti impedisce di tirare fuori le tue doti e la tua originalità.
La paura di morire ti fa vivere al risparmio e col freno a mano tirato. La paura di essere ferito ti impedisce di darti del tutto a qualcuno. La paura di essere tradito ti impedisce di amare. 
Così ogni giorno non fai ciò che sei chiamato a fare. 
Così ogni giorno muori.
Così ogni giorno ti allontani da te e dalla Luce in te.
Scegli la vita… e abbandona la paura.

domenica 5 gennaio 2014

Perché?

Tutto in me cambia. E allora perché io sono sempre io? C’è qualcosa in me che va oltre a me. Non è materia, non è visibile, eppure è molto reale altrimenti io non ci sarei. Dio è già “nascosto” in me.
Facciamo un altro esempio: il 73% di ciò che esiste nell’universo è energia oscura (sappiamo cioè della sua presenza grazie agli effetti gravitazionali ma non genera luce). Del resto il 23% è fatto di materia oscura (anche questa non la vediamo ma capiamo che c’è). Solo il 4% è la materia ordinaria. Vuol dire che l’invisibile è il 96% dell’universo. E’ ciò che sta dietro, lo spirito, che sostiene tutto ciò che esiste. D’altronde di cosa è fatto l’atomo: di vuoto. E’ lo Spirito (il Vuoto) che sostiene la materia.

Perché due orecchie e una sola bocca? Perché bisogna ascoltare il doppio del parlare. Ascoltati bene, prima di dire qualcosa su di te. Ascoltalo bene prima di dire qualcosa su di lui. Se uno parla tanto, avete già capito: non si ascolta. Se vuoi conoscere una persona: parla poco e ascoltala molto. Così saprai chi hai davanti. Se vuoi conoscere chi sei tu: parla poco e ascolta molto cos’hai dentro. Così saprai chi sei. Se vuoi conoscere tuo figlio: parlagli ma ascoltalo il doppio (ascolta le sue parole e i suoi silenzi).

Perché i piedi sono così? Perché i piedi non possono andare indietro? Perché il nostro corpo (il Verbo in noi) ci dice: “In ogni situazione sempre avanti!”. Mai fermarsi, mai s-cor-aggiarsi (perdere il cuore), mai di-sperarsi (perdere la speranza). Sei fatto per andare sempre avanti. I nostri piedi sono fatti così perché l’uomo deve sempre progredire: “Non ti girare mai indietro, non tornare mai indietro”. Noi uomini siamo pieni di sensi di colpa, di ciò che avremmo potuto fare e che non abbiamo fatto, di ciò che avremmo potuto essere e non siamo stati, di ciò che avremmo dovuto dire e non abbiamo detto: “Non ti girare mai indietro: ciò che è fatto è fatto, è passato. Adesso basta. Adesso vivi l’oggi. Quello di ieri non lo puoi più cambiare, puoi, però, intervenire sull’oggi”. Non ritornare mai sul passato, su come avremmo dovuto agire. Non rimangiarti mai le parole.

E gli occhi? I nostri occhi sono fatti per guardare sempre avanti, per avere uno sguardo lontano. Nella vita guarda sempre avanti e guarda sempre lontano. Sempre avanti vuol dire: “Abbi speranza, abbi fiducia e non rivendicare mai i bei tempi passati. Sono belli solo perché sono passati. E qualunque cosa succeda... riparti”. 
Sempre lontano vuol dire: “Abbi uno sguardo generale delle cose, una visione dall’alto. Chi non vede più in là del suo naso inciamperà. Chi è miope, chi ci vede poco non andrà molto lontano. Abbi una visione grande delle cose, una mente aperta e uno sguardo grande. Non fermarti alle piccineria delle persone e abbi sogni grandi, visioni di te e degli uomini grandi”. 
E le mani? Perché le mani sono lì e non da un’altra parte? Le mani sono alle estremità perché l’agire è la conseguenza di quello che hai dentro al centro (cioè nel tuo cuore). Tu fai quello che sei. Tu agisci quello hai dentro: l’estremità è governata dal centro. Quello che un uomo agisce (mani) è quello che è. Uno schiaffo o un pugno sono segno di un cuore aggressivo e arrabbiato. Un uomo che ruba è segno di un cuore derubato, che si sente inferiore. Le mani fanno quello che l’interno decide. Così tutto il nostro corpo, la nostra carne parla di Dio, è creata secondo un principio logico. 

Spesso le persone dicono: “Non va!”. “Ok, inizia a far qualcosa”. “E da dove devo iniziare?”. “Ogni parte è buona, purché inizi!”. Per iniziare un cammino spirituale, basta anche poco, ma bisogna volerlo.

mercoledì 1 gennaio 2014

Buon Anno Nuovo!

Il nuovo ci fa sempre paura e ci mette un po' di ansia. Se avete cambiato lavoro o città o compagnia o fidanzato, il primo incontro genera un po' d'ansia. E' così perché non sai come andrà e non puoi neppure prevederlo. Il nuovo è così: ci costringe a rimetterci in gioco e la cosa non ci piace tanto! Il nuovo ci costringe a ridefinire gli equilibri preesistenti e a trovarne degli altri.

Il nuovo supera sempre la nostre previsioni. Se non le superasse non sarebbe nuovo. Allora: è inutile stare qui a pianificare come sarà quest'anno o la mia vita. Perché per quanto io pianifichi tutto ci sarà sempre una parte di im-previsto. Per noi la parola im-previsto è segno di "sfiga" ed è meglio "toccarsi" quando senti questa parola. Ma in realtà vuol solo dire che c'è una parte di realtà che non vedi e che non puoi vedere. Quindi: "Tranquillo!". Organizza la vita ma sii consapevole che una parte di essa sarà un regalo e una sorpresa.