domenica 28 ottobre 2012

Se non credi...

Quante volte di fronte ad un "no" o ad un tentativo non riuscito ci tiriamo indietro sconfitti. 
Ci abbiamo provato, ci è andata male e diciamo: "Mai più!". 

Perché se tu non ci credi con tutte le tue forze non avverrà niente. 
Perché, in fin dei conti, ci viene dato quello che crediamo. 
Se non credi di guarire non guarirai. 
Se non credi di poter cambiare, non cambierai. 
Se non credi in te, non realizzerai mai niente. 
Se non credi al tuo sogno, non lo raggiungerai. 
Se non credi nella forza del tuo cuore, non amerai. 
Se non credi nel Dio che abita in te, non sarai mai felice.

Occhio a ciò che pensi.

Una rivista scientifica anni fa ha pubblicato vari fatti tra cui questi due.
Un uomo è rimasto chiuso, per sbaglio, in una cella frigorifera ed è stato ritrovato il mattino dopo morto di freddo. Ovvio! No, la cella frigorifera non era neppure in funzione… solo che lui non lo sapeva.
Ad un giovane della regione francese del Var la diagnosi parlava chiaro: sieropositività. 
Il giovane, infatti, in sei mesi dimagrì dieci chili e iniziò dimostrare tutti i sintomi dell’A.i.d.s. Ovvio! No, perché sei mesi più tardi ricevette una chiamata dall’ospedale che gli comunicava che c’era stato un errore diagnostico e che era sano come un pesce.
E allora? Per il tuo cervello i tuoi pensieri sono la realtà.
Occhio a ciò che pensi perché si trasforma in realtà. Pensaci!

domenica 14 ottobre 2012

L'Amore è questo.

L'amore è questo: l'amore non è volere che l'altro diventi come noi vogliamo, secondo i nostri criteri, come a noi piacerebbe o quello che noi abbiamo in mente.
Amare è scorgere il tesoro dentro le persone:
"Tu hai qualcosa di grande, fidati di ciò che hai dentro".
"Tu hai un respiro più alto, non strisciare per terra"; "Non accontentarti, osa, segui ciò che senti e sii felice";
"Non so ciò che farai ma ciò che so è che tu hai ali d'aquila. Vola conforme al tuo essere".
L'amore è questo: l'amore ti risveglia le forze nascoste, ti fa vedere la tua grandezza, ti mostra che tu sei grande, che hai un valore, che sei importante.
Chi ti ama, se ti ama, ti mostra la tua grandezza.
L'amore ti invita e ti spinge a percorrere la tua strada, a buttarti in prima persona.

"Tu fammi felice"

All'inizio della vita noi eravamo una cosa sola con nostra madre: eravamo attaccati a lei. Era un tempo meraviglioso perché non c'era nulla da fare. Tutto era pronto, tutto era garantito, tutto era a disposizione. Il supermercato del cibo era incorporato con noi; non c'erano problemi di relazione perché l'unica persona che c'era (nostra madre) era in perfetta sintonia con noi; non c'erano pericoli perché eravamo veramente dentro una campana di vetro che ci proteggeva.
Quando siamo nati c'era ancora quella donna lì, eravamo attaccati a lei, alla sua pelle e questo ci dava sicurezza perché sentivamo che lei c'era sempre. Eravamo attaccati al suo seno e così ogni problema di cibo era garantito; eravamo attaccati alle sue "gonne" e così eravamo tranquilli e al sicuro; eravamo attaccati al suo amore e questo riempiva tutta la nostra fame d'amore.
C'era lei e tutto sembrava garantito. Per questo divenne il nostro idolo, la nostra ricchezza: bastava che ci fosse lei e tutto era a posto. Nostra madre è stato il nostro idolo, la fantastica ricchezza della vita: c'era lei e tutto era garantito. Non c'era da far fatica, da soffrire: ci pensava lei. Se avevamo qualche problema bastava piangere; se avevamo fame bastava piangere; se dovevamo essere puliti bastava piangere. Così dentro di noi si è creata l'idea che esiste qualcosa che ci farà felici. Che se troveremo quella cosa lì, quella persona lì, saremo a posto per sempre, come con nostra madre.
E' il peccato dell'origine: credere che ci sia qualcosa, che, una volta ottenuta, ci garantirà da tutto. La maggior parte della gente passa tutta la vita a cercarla; a cercare ciò che non c'è.
Ogni volta che noi ci attacchiamo a qualcosa o a qualcuno e lo assolutizziamo noi perpetuiamo quel legame d'origine. Ci attacchiamo ad una cosa e crediamo che senza di lei non potremo vivere. Ci attacchiamo ad una cosa (o persona) e le diciamo: "Tu fammi felice". Era quello che chiedevamo a nostra madre quando le eravamo attaccati. E' che adesso siamo grandi e nessuno può più, né deve, farci da madre.
Questa ricchezza ha molti nomi ma in definitiva è il tentativo di ritornare al legame materno. Il problema è che cerchiamo qualcosa che doveva esserci ma che oggi non c'è. Quindi la nostra ricerca è destinata tristemente a fallire. Nessuno può saziarci di tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

domenica 7 ottobre 2012

Ottobre 2012

7 ottobre
La fedeltà è un valore e tutti i valori denotano una positività( se no che valori sono!). Il problema dei rapporti non è di stare insieme sempre ma di tenere vivo l'amore. Se si terrà vivo l'amore si starà sempre insieme in un rapporto profondo, intenso. Una Domenica benedetta! Pace e bene!

14 ottobre
L'amore non è volere che l'altro diventi come noi vogliamo, secondo i nostri criteri, come a noi piacerebbe o quello che noi abbiamo in mente. Amare è scorgere il tesoro dentro le persone: "Tu hai qualcosa di grande, fidati di ciò che hai dentro", "Non accontentarti, osa, segui ciò che senti e sii felice. Non so ciò che farai ma ciò che so è che tu hai ali d'aquila. Vola conforme al tuo essere". 


21 ottobre
L'amore chiede ma non pretende. L'amore non modifica l'altro.
Se ho bisogno, se sto male, se c'è qualcosa che mi piacerebbe da te, te lo chiedo.
Puoi dirmi di sì o di no. Ma non devo pretendere niente, perché nessuno ci deve niente. 


28 ottobre
Se tu lotti per la Vita non ti preoccupare, perché la Vita lotterà per te.
Non chiederti se desideri una cosa, ma quanto la desideri.
Quanto sei disposto ad osare? La fiducia piega il destino. Se una cosa buona la vuoi con tutto te stesso, anche il destino ti viene in soccorso. 

La Fedeltà

La fedeltà è un valore e tutti i valori denotano una positività (se no che valori sono!). Il problema dei rapporti non è di stare insieme sempre (indissolubilità giuridica) ma di tenere vivo l’amore. Se si terrà vivo l’amore si starà sempre insieme (indissolubilità dell’anima) in un rapporto profondo, intenso. 
Essere fedeli nell’amore è molto di più che essere fedeli nel corpo. A volte mi è difficile raccontarti quello che ho dentro, perché mi vergogno, ma voglio esserti fedele. A volte mi è difficile non dare per scontato il mio amore: non te lo dico, non dimostro, me ne dimentico. A volte mi è difficile fermarmi e guardarti negli occhi e guardare il tuo animo e ciò che sei dentro. A volte mi è difficile ascoltarti, soprattutto quando ce l’hai con me, o quando sono stanco. A volte mi è difficile parlare di certe cose: la nostra sessualità, i miei e i nostri problemi, le incomprensioni; preferirei tralasciare. A volte mi è difficile vincere la pigrizia e portarti fuori ad una pizza, al cinema, a fare una passeggiata. A volte mi è difficile dire di “no” a me per dire di “sì” a noi. A volte mi è difficile non pretendere l’impossibile da te o quello che tu non mi puoi dare. A volte mi è difficile accettare che tu mi dica di “no”. A volte mi è difficile rendermi conto che non sono mi ancora staccato da mia madre e che ti confronto a lei. A volte mi è difficile parlare di questioni spinose, sapendo che se sto zitto mai tu le saprai. A volte mi è difficile sentire che ti amo e commuovermi per te, perché mi dico “che non ho più l’età per certe cose”. A volte è difficile non scaricare su di te le tensioni che accumulo altrove. A volte è difficile arrivare ad un compromesso tra i miei bisogno e i tuoi. A volte è difficile vedere che tu hai ragione e che io sbaglio. A volte è difficile accettare che si ha bisogno di aiuto altrimenti la fiamma dell’amore lentamente ma inesorabilmente muore. 
Eppure tutto questo è fedeltà; tutto questo è amore. Tutto questo è creare rapporti, veri, solidi, sinceri, trasparenti, dove ci si da e ci si riceve. Non è l’unione che genera l’amore, ma è l’amore che genera l’unione. 
Alcune coppie non si sono mai tradite fisicamente ma ogni giorno si tradiscono con il loro silenzio, con le loro dispute e le loro lotte di potere, con l’allearsi con i figli contro il partner, con strategie manipolatorie molto fini, implicitamente accordandosi che i problemi è meglio non toccarli.