domenica 30 dicembre 2012

Riconciliati con loro.

Tutto è limitato.
“Hanno fatto quello che hanno potuto; ti hanno dato l’amore che potevano darti e come potevano darlo;
ce l’hanno messa tutta; ti hanno dato ciò che loro avevano, e ciò che non avevano come risorsa non te l’hanno potuta dare.
Riconciliati con loro e fa’ la tua strada”.

martedì 25 dicembre 2012

Tutto parla di Dio (Dio si è fatto come noi).

Dio si è fatto uno come noi! Pensate al nostro corpo: tutto parla di Dio (dabar), se hai occhi per vedere. Niente, se sei cieco (deber). Il nostro corpo, la nostra forma ci parla di Dio, ci rivela dei principi, ci rivela un senso profondo. 
Perché due orecchie e una sola bocca? Perché bisogna ascoltare il doppio del parlare. Ascoltati bene, prima di dire qualcosa su di te. Ascoltalo bene prima di dire qualcosa su di lui. Se uno parla tanto, avete già capito: non si ascolta. Se vuoi conoscere una persona: parla poco e ascoltala molto. Così saprai chi hai davanti. Se vuoi conoscere chi sei tu: parla poco e ascolta molto cos'hai dentro. Così saprai chi sei. Se vuoi conoscere tuo figlio: parlagli ma ascoltalo il doppio (ascolta le sue parole e i suoi silenzi). 
Perché i piedi sono così? Perché i piedi non possono andare indietro? Perché il nostro corpo (il Verbo in noi) ci dice: "In ogni situazione sempre avanti!". Mai fermarsi, mai s-cor-aggiarsi (perdere il cuore), mai di-sperarsi (perdere la speranza). Sei fatto per andare sempre avanti. I nostri piedi sono fatti così perché l'uomo deve sempre progredire: "Non ti girare mai indietro, non tornare mai indietro". Noi uomini siamo pieni di sensi di colpa, di ciò che avremmo potuto fare e che non abbiamo fatto, di ciò che avremmo potuto essere e non siamo stati, di ciò che avremmo dovuto dire e non abbiamo detto: "Non ti girare mai indietro: ciò che è fatto è fatto, è passato. Adesso basta. Adesso vivi l'oggi. Quello di ieri non lo puoi più cambiare, puoi, però, intervenire sull'oggi". Non ritornare mai sul passato, su come avremmo dovuto agire. Non rimangiarti mai le parole. 
E gli occhi? I nostri occhi sono fatti per guardare sempre avanti, per avere uno sguardo lontano. Nella vita guarda sempre avanti e guarda sempre lontano. Sempre avanti vuol dire: "Abbi speranza, abbi fiducia e non rivendicare mai i bei tempi passati. Sono belli solo perché sono passati. E qualunque cosa succeda... riparti". 
Sempre lontano vuol dire: "Abbi uno sguardo generale delle cose, una visione dall'alto. Chi non vede più in là del suo naso inciamperà. Chi è miope, chi ci vede poco non andrà molto lontano. Abbi una visione grande delle cose, una mente aperta e uno sguardo grande. Non fermarti alle piccineria delle persone e abbi sogni grandi, visioni di te e degli uomini grandi". 
E le mani? Perché le mani sono lì e non da un'altra parte? Le mani sono alle estremità perché l'agire è la conseguenza di quello che hai dentro al centro (cioè nel tuo cuore). Tu fai quello che sei. Tu agisci quello hai dentro: l'estremità è governata dal centro. Quello che un uomo agisce (mani) è quello che è. Uno schiaffo o un pugno sono segno di un cuore aggressivo e arrabbiato. Un uomo che ruba è segno di un cuore derubato, che si sente inferiore. Le mani fanno quello che l'interno decide. Così tutto il nostro corpo, la nostra carne parla di Dio, è creata secondo un principio logico.

domenica 23 dicembre 2012

Perché sono solo?

La solitudine non è questione di persone; è questione di apertura. 
Sono solo perché non mi apro con nessuno. 
Sono solo perché non mi mostro mai veramente con qualcuno, perché non mi rendo mai vulnerabile, perché nessuno può entrare nelle stanze più buie e scure della mia anima. 
Sono solo perché mostro sempre una facciata, sono solo perché non mi faccio vedere neppure a me stesso. 
Mi sento non amato, non perché non ci sia l’amore ma perché io non lascio entrare nessuno dentro.

Sii felice*

La vita è difficile e dolorosa. 
Ma la vita è anche tremendamente bella e piena di felicità, bisogna viverla, bisogna lasciarla entrare dentro. 
Per essere felici bisogna avere cuore, bisogna lasciare che il cuore si emozioni, si riempia, vibri, canti, dia sfogo e liberi tutta la gioia che c’è. 
Quando fai un passo, riconoscilo e sii felice. Quando ti senti commosso, libera il pianto. 
Quando percepisci un sentimento dentro, lascialo vivere. 
Quando hai raggiunto un traguardo, sii felice.

venerdì 21 dicembre 2012

domenica 16 dicembre 2012

Che fare?

Che cosa dobbiamo fare?
Dobbiamo fare quello che c'entra con la nostra vita. 
Dobbiamo agire sulla nostra vita non fare delle belle azioni. 
Dobbiamo cambiare la nostra vita, diventare migliori, più profondi, più capaci di fede, di dare fiducia e di esserne degni, più capaci d'amare, d'ascolto e di vita, non fare la bella azione quotidiana.


* * * * * * * * * * * * 

La gente preferisce soffrire che agire.
C’è chi preferisce soffrire nel corpo
piuttosto che perdonare o cambiare modo di pensare.
C’è chi preferisce rimanere in relazioni dolorose
solamente perché ha paura di agire e di cambiare.
C’è chi preferisce credere in cose che umiliano e colpevolizzano
piuttosto che gettar via le false credenze a cui si è ancorato.
C’è chi preferisce tenersi dentro il dolore piuttosto
che esprimerlo, piangerlo, liberarlo e lasciarlo andare.
La gente preferisce soffrire che agire…
… e poi giustifica dicendo che è “Volontà di Dio”!

domenica 9 dicembre 2012

Il Battista: un uomo in cammino. (Sii fedele a te stesso)

Il Battista richiama l’agire. Il Battista è paterno: “Sei grande, prenditi le tue responsabilità, non piangerti addosso. Vuoi crescere, migliorarti, capire di più? Fai qualcosa, non startene con le mani nelle mani. Prendi in mano la tua vita, agisci, convertiti, cambia, non restare fermo, opera qualche scelta”. 
Il Battista è l’uomo che cerca la verità, la libertà, che cammina, che non “te le manda a dire” proprio perché ti vuole bene, perché ti vuole autonomo e protagonista della tua vita.

Devo avere il coraggio di abbassare i miei colli e le mie montagne. A volte divento una montagna: sono invalicabile, duro perché non mi lascio raggiungere dagli altri; sono orgoglioso, altezzoso, perché non accetto che nessuno mi dica niente; mi sento più in su di tutti: “E’ inutile parlare con me perché ti sono superiore”. Sono insensibile, nulla mi scalfisce, nulla mi entra, nulla mi commuove, nulla mi tocca, nulla mi mette in discussione. In qualche giorno tutti ci sentiamo un po’ così; in qualche persona tutti i giorni sono così. 
Essere fedeli a se stessi vuol dire avere il coraggio di smascherarsi. Se si sarà fedeli a se stessi non si sarà mai traditi. Se si è obbedienti a se stessi si sarà liberi.

domenica 2 dicembre 2012

Dicembre 2012 (Un Avvento Benedetto!)

2 dicembre - Prima domenica d'Avvento.
Alzate la testa che la nostra liberazione è ormai vicina. Questa è la nostra vera libertà: diventare ciò che possiamo essere. Non potremo alzare la testa se, messa la nostra fede in un cassetto, vivremo di surrogati, di illusioni, di preoccupazioni in questo mondo. Un Avvento Benedetto! Pace e Bene!

8 dicembre - Festa dell'Immacolata.
Mi inchino di fronte a ciò che ho dentro e con umiltà me ne prendo cura! Una benedetta festa dell'Immacolata!

9 dicembre - Seconda domenica d'Avvento.
Il Battista richiama l'agire. Il Battista è paterno: "Sei grande, prenditi le tue responsabilità, non piangerti addosso.
Vuoi crescere, migliorarti, capire di più? Fai qualcosa, non startene con le mani nelle mani. Prendi in mano la tua vita, agisci, convertiti, cambia, non restare fermo, opera qualche scelta.

16 dicembre - Terza domenica d'Avvento.
Che cosa dobbiamo fare? Guarda dentro alla tua vita. Lì devi trovare ciò che è bene per te, ciò di cui hai bisogno. Ciò dipende da chi sei tu, da cos'hai dentro, da cosa ti vivi dentro. Dobbiamo fare quello che c'entra con la nostra vita. Dobbiamo agire sulla nostra vita, non fare belle azioni.
Dobbiamo cambiare la nostra vita, diventare migliori, più profondi, più capaci di fede, di dare fiducia e di esserne degni, più capaci d'amare, d'ascolto e di vita, non fare la bella azione quotidiana.

23 dicembre - Quarta domenica d'Avvento.
Guardo a Maria non per ammirarla ma perché si realizzi in me l'annuncio che l'Angelo di Dio mi porta.

25 dicembre - Natale di Gesù.
Vieni, entra nei miei occhi per vedere il mondo che tu hai creato. Vieni, entra nelle mie orecchie per sentire le melodie che tu componi. Vieni nelle mie mani per accarezzare i volti che tu ami. Vieni, entra nel mio cuore per amare le persone che tu hai creato.
Tu hai fatto e sei venuto in me. Se non vedi Dio, chiudi gli occhi che guardano fuori e apri quelli che guardano dentro.
Vi auguro un Natale Santo e Benedetto!

30 dicembre - Sacra Famiglia.
Tutto è limitato. “Hanno fatto quello che hanno potuto; ti hanno dato l’amore che potevano darti e come potevano darlo; ce l’hanno messa tutta; ti hanno dato ciò che loro avevano, e ciò che non avevano come risorsa non te l’hanno potuta dare. Riconciliati con loro e fa’ la tua strada”.

sabato 1 dicembre 2012

Pregare vuol dire Vegliare.

Pregare vuol dire vegliare, non permettere cioè che il nostro cuore prenda sonno e non provi più la gioia per la vita, l'entusiasmo per le cose nuove, la passione per ciò che ama, lo stupore di fronte alla bellezza. 
Pregare vuol dire vegliare, non permettere cioè che la nostra anima non si assopisca e non senta più il richiamo di Dio, il richiamo della vita che ci chiama a definirci e a diventare
Figli dell'uomo. 
Pregare vuol dire vegliare, non permettere cioè che la nostra mente si lasci plagiare da filosofie e da idee o gestire dai sensi di colpa o manipolare dalle nostre paure.
Pregare vuol dire vegliare perché ciò che chiamiamo "Dio" sia Dio e ciò che chiamiamo "amore" sia amore e ciò che chiamiamo "male" sia male. Perché se si dorme, si scambiano le cose. 
Pregare vuol dire vegliare, in modo da esserci a questo mondo, da voler lasciare un segno, una traccia, un'impronta, in modo da far sentire a me e al mondo che io ci sono.

Resta sveglio (Resta unito a Lui).

Tu verrai e io lo so. 
Non permettere che le cose da fare ti diano ansia: resta sveglio. 
Non permettere che la facciata, che ciò che sembra e che appare, 
ti nasconda il cuore delle cose e l'anima delle persone: 
resta sveglio. 
Non permettere di avere così tante cose da fare 
da non percepire più cosa provi e cosa senti: resta sveglio. 
Non permettere che ciò che fan tutti diventi ciò che fai anche tu 
solo perché lo fan tutti: resta sveglio. 
Non permettere che l'odio, la rabbia, il cinismo inondino il tuo cuore 
così da non provare più meraviglia e stupore per ciò che vive: resta vivo. 
Non permettere che il "duro quotidiano" cancelli i tuoi sogni, 
le tue aspirazioni e il desiderio d'infinito: resta vivo. 
Non permettere a nessuno di comandarti, di gestirti, di toglierti la tua vita, 
così da perderti o da annullarti: resta vivo. 
Non permettere al dolore di eliminare dalla memoria la gioia, 
né alla sofferenza di non farti credere più nel Padre: resta vivo. 
Non permettere a ciò che succede di lottare per un mondo nuovo, migliore, un mondo meno alienato e ottuso: resta attento. 
Non permettere alle dicerie di convincere il tuo cuore, 
né alle soluzioni facili di ingannarti: resta attento. 
Non permettere che qualcosa zittisca ciò che hai dentro, 
la forza, i sentimenti, la tenacia: resta vivo. 
Non permettere alla disperazione di vincerti, né all'angoscia di smarrirti, 
né alla paura azzerarti: resta fiducioso. 
Non permettere che nulla ti stacchi da Lui, 
ma rimani sempre attaccato alla sorgente della Vita: resta unito a Lui