E’ cattiva se la subisci; è buona se impari ciò che devi imparare.
domenica 24 novembre 2013
Dipende da te.
E’ cattiva se la subisci; è buona se impari ciò che devi imparare.
Il poteRe dell'AmoRE.
Il potere dell'amore è l'amore senza potere.
L'amore del potere conduce ad avere potere ma non amore.
E' il dominio.
Il potere dell'amore conduce ad avere amore ma non potere.
E' la libertà.
L'amore del potere conduce ad avere potere ma non amore.
E' il dominio.
Il potere dell'amore conduce ad avere amore ma non potere.
E' la libertà.
Tu sei Re*
Essere re e regine, uomini e donne vere, è affrontare ciò che c’è d’affrontare.
La dignità mi viene dal non sottrarmi alle sfide della vita: c’è una novità, c’è un cambiamento, c’è un problema, c’è una scelta, c’è una qualunque cosa: non faccio finta di niente, non do la colpa agli altri, non cerco vie di fuga o scappatoie, l’affronto.
Così facendo siamo gli artefici, gli autori, i protagonisti della nostra vita e la forgiamo come desideriamo noi. Così facendo ci sentiamo fieri di noi perché diventiamo i responsabili di noi stessi.
Essere re vuol dire essere umani e, come tutti gli uomini, nella scala dell’apprendimento facciamo delle scelte che non corrispondono a quello che desideriamo. Ma non ne faccio un dramma: mi perdono. Solo chi è onnipotente, chi si crede Dio, non si perdona e non si accetta nella sua umanità. Quando avete imparato a camminare, quante volte siete caduti? Tante! Ma non avete smesso di provarci… e provandoci, anche se cadevate giù, avete imparare a camminare.
Allora: imparo da ogni errore, così l’errore diventa un apprendimento.
Mi perdono che vuol dire, non mi dico: “Faccio schifo!”, ma: “Ok, così no, adesso l’hai capito. Ieri ho sbagliato. Bene, ho imparato che oggi farò diversamente.”. Il perdono dà la pace del cuore, subito, e la possibilità di creare un oggi diverso da ieri. Come disse Rossella O’Hara nel film Via col Vento: “Dopotutto, domani è un altro giorno”. Col perdono, domani sarà diverso da ieri e “oggi sarai con me in paradiso”, in pace (23,43).
La dignità mi viene dal non sottrarmi alle sfide della vita: c’è una novità, c’è un cambiamento, c’è un problema, c’è una scelta, c’è una qualunque cosa: non faccio finta di niente, non do la colpa agli altri, non cerco vie di fuga o scappatoie, l’affronto.
Così facendo siamo gli artefici, gli autori, i protagonisti della nostra vita e la forgiamo come desideriamo noi. Così facendo ci sentiamo fieri di noi perché diventiamo i responsabili di noi stessi.
Essere re vuol dire essere umani e, come tutti gli uomini, nella scala dell’apprendimento facciamo delle scelte che non corrispondono a quello che desideriamo. Ma non ne faccio un dramma: mi perdono. Solo chi è onnipotente, chi si crede Dio, non si perdona e non si accetta nella sua umanità. Quando avete imparato a camminare, quante volte siete caduti? Tante! Ma non avete smesso di provarci… e provandoci, anche se cadevate giù, avete imparare a camminare.
Allora: imparo da ogni errore, così l’errore diventa un apprendimento.
Mi perdono che vuol dire, non mi dico: “Faccio schifo!”, ma: “Ok, così no, adesso l’hai capito. Ieri ho sbagliato. Bene, ho imparato che oggi farò diversamente.”. Il perdono dà la pace del cuore, subito, e la possibilità di creare un oggi diverso da ieri. Come disse Rossella O’Hara nel film Via col Vento: “Dopotutto, domani è un altro giorno”. Col perdono, domani sarà diverso da ieri e “oggi sarai con me in paradiso”, in pace (23,43).
La strada del buio sarà la strada della luce.
Al termine della strada non c'è la strada, ma il traguardo.
Al termine della scalata non c'è la scalata, ma la sommità.
Al termine della notte non c'è la notte, ma l'aurora.
Al termine dell'inverno non c'è l'inverno, ma la primavera.
Al termine della morte non c'è la morte, ma la vita.
Quando tutte le certezze sono crollate allora emerge la unica e vera certezza: Lui. Quando rimane solo il buio allora emerge la luce. Quando tu non hai più nessuna pila o candela o lanterna per illuminare il buio ma sprofondi nel buio totale allora emerge il Sole.
Ad un certo punto mi arrendo e mi devo (o mi toccherà) lasciarmi portare lì dove non voglio andare.
Ad un certo punto mi devo arrendere e fidarmi.
Ma la strada del buio sarà la strada della luce.
La via della morte sarà la via della Vita.
Al termine della scalata non c'è la scalata, ma la sommità.
Al termine della notte non c'è la notte, ma l'aurora.
Al termine dell'inverno non c'è l'inverno, ma la primavera.
Al termine della morte non c'è la morte, ma la vita.
Quando tutte le certezze sono crollate allora emerge la unica e vera certezza: Lui. Quando rimane solo il buio allora emerge la luce. Quando tu non hai più nessuna pila o candela o lanterna per illuminare il buio ma sprofondi nel buio totale allora emerge il Sole.
Ad un certo punto mi arrendo e mi devo (o mi toccherà) lasciarmi portare lì dove non voglio andare.
Ad un certo punto mi devo arrendere e fidarmi.
Ma la strada del buio sarà la strada della luce.
La via della morte sarà la via della Vita.
domenica 17 novembre 2013
domenica 10 novembre 2013
Inferno e demoni.
Inferno è essere pieni d'amore e non riuscire ad amare.
Inferno è essere in balia dei propri demoni interiori.
Inferno è essere in balia dei propri demoni interiori.
domenica 3 novembre 2013
Pensaci bene.
L'amore ti cambia la vita.
Quindi pensaci bene prima
perché non si può vivere l'amore
ed essere sempre gli stessi.
venerdì 1 novembre 2013
Il coraggio di sognare
Il mondo è nelle mani di coloro
che hanno il coraggio di sognare
e di correre il rischio di vivere i propri sogni.
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