Come posso dirmi re, uomo, quando la paura di cosa dirà anche un parente mi determina?
Come posso dirmi re, uomo, quando non riesco a sostenere le emozioni che provo?
Come posso dirmi re, uomo, quando scarico la rabbia su chi mi sta sotto o vicino?
Come posso dirmi re, uomo, quando non riesco a disciplinare i miei comportamenti?
Come posso dirmi re, uomo, quando agisco in maniera automatica facendo ciò che non voglio?
Come posso dirmi re, uomo, quando tutti mi fanno fare quello che vogliono?
Come posso dirmi sovrano della mia vita quando per paura mento a me stesso e mi tengo lontano dalla verità?
Ma chi comanda nel mio regno? Chi è il re?
domenica 25 novembre 2012
Che si fa?
La vita è un ciclo dove si ripetono e si affrontano le stesse cose per cui ci viene da dire: "Siamo sempre qui!".
Se la vita è solo un ripetersi delle solite cose allora si ha la sensazione di non vivere, di essere in mano ad un fato, ad un destino, che ti ripropone sempre le solite cose; se la vita è così, allora è una noia infinita dove tutto è già deciso. È la noia di milioni di persone che ogni mattina si alzano e si dicono: "Un altro giorno!?". E sentono dentro che sarà come ieri e come l'altro ieri. Vivere così è frustrante.
Senti la bellezza di una strada, ma sai che seguirla vuol dire perdere le tue sicurezze. Che si fa?
Senti la verità di una cosa, ma sai che aderirvi è diventare impopolari. Che si fa?
Senti la passione per qualcosa di "tuo", ma seguirlo vorrebbe dire cambiare vita. Che si fa?
Senti che dovresti aprirti su certe questioni, ma temi di soffrire o vergognarti. Che si fa?
Senti che dovresti porre dei limiti, porre dei paletti, ma temi le conseguenze. Che si fa?
Se la vita è solo un ripetersi delle solite cose allora si ha la sensazione di non vivere, di essere in mano ad un fato, ad un destino, che ti ripropone sempre le solite cose; se la vita è così, allora è una noia infinita dove tutto è già deciso. È la noia di milioni di persone che ogni mattina si alzano e si dicono: "Un altro giorno!?". E sentono dentro che sarà come ieri e come l'altro ieri. Vivere così è frustrante.
Senti la bellezza di una strada, ma sai che seguirla vuol dire perdere le tue sicurezze. Che si fa?
Senti la verità di una cosa, ma sai che aderirvi è diventare impopolari. Che si fa?
Senti la passione per qualcosa di "tuo", ma seguirlo vorrebbe dire cambiare vita. Che si fa?
Senti che dovresti aprirti su certe questioni, ma temi di soffrire o vergognarti. Che si fa?
Senti che dovresti porre dei limiti, porre dei paletti, ma temi le conseguenze. Che si fa?
domenica 18 novembre 2012
Una grande occasione.
Quando cammino lascio, mi separo da una posizione per prenderne un'altra.
Ogni passo è un lasciare per prendere una nuova posizione.
Evolvere vuol dire lasciare, separarsi, andare. La vita va, non si può fermare. E ogni nuovo passo è una crisi: lascio quello precedente per incontrarne uno nuovo.
Nel nostro andare di vita si cambiano i vestiti: se ne tengono alcuni e se ne gettano altri perché noi cambiamo; si cambiano gli amici perché le esigenze cambiano; si cambiano gli hobbies perché cambiano i nostri desideri; si cambia nel modo di amare, di educare, di rapportarsi con sé e con gli altri. E ogni cambio è un po' (o molto) difficile; in ogni cambio c'è qualcosa da lasciare perché qualcosa di nuovo possa vivere.
Quando si rimette in gioco tutto, anche se tutto sembra cadere e crollare, non aver paura. All'inizio ci sente un po' persi, un po' disorientati e magari si sta pure male, ma è l'occasione per evolvere, per andare, perché emerga qualcosa di nuovo (il figlio dell'uomo) e di più vitale.
La crisi è il momento in cui la tua anima ti invita ad andare verso un'altra riva. E quando l'anima chiama il corpo la deve seguire, altrimenti ci si ammala nell'anima (che non va) e nel corpo (che con forza resiste).
L'ideogramma cinese per dire crisi (in greco krino, krisis, vuol dire separare) indica sia pericolo che occasione. Ogni crisi è davvero pericolosa ma è anche una grande occasione.
Ogni passo è un lasciare per prendere una nuova posizione.
Evolvere vuol dire lasciare, separarsi, andare. La vita va, non si può fermare. E ogni nuovo passo è una crisi: lascio quello precedente per incontrarne uno nuovo.
Nel nostro andare di vita si cambiano i vestiti: se ne tengono alcuni e se ne gettano altri perché noi cambiamo; si cambiano gli amici perché le esigenze cambiano; si cambiano gli hobbies perché cambiano i nostri desideri; si cambia nel modo di amare, di educare, di rapportarsi con sé e con gli altri. E ogni cambio è un po' (o molto) difficile; in ogni cambio c'è qualcosa da lasciare perché qualcosa di nuovo possa vivere.
Quando si rimette in gioco tutto, anche se tutto sembra cadere e crollare, non aver paura. All'inizio ci sente un po' persi, un po' disorientati e magari si sta pure male, ma è l'occasione per evolvere, per andare, perché emerga qualcosa di nuovo (il figlio dell'uomo) e di più vitale.
La crisi è il momento in cui la tua anima ti invita ad andare verso un'altra riva. E quando l'anima chiama il corpo la deve seguire, altrimenti ci si ammala nell'anima (che non va) e nel corpo (che con forza resiste).
L'ideogramma cinese per dire crisi (in greco krino, krisis, vuol dire separare) indica sia pericolo che occasione. Ogni crisi è davvero pericolosa ma è anche una grande occasione.
sabato 17 novembre 2012
Non passare oltre.
Quando vedi il ramo del fico tenero, sai che l'estate è vicina.
Così anche voi…
Non essere stolto e inconsapevole.
Quando vedi che non c'è più rapporto tra te e tua moglie,
sappi che il matrimonio è in pericolo.
Quando le tue giornate sono sempre tristi e senza sussulti,
sappi che non stai vivendo, ti stai lasciando andare.
Quando non ricerchi parole, incontri, momenti di silenzio,
di profondità, di ricarica dell'anima,
sappi che il tuo cuore sta inaridendo.
Quando non riesci mai a fermare il tuo cervello
che è un fiume di pensieri in piena,
sappi che sei pieno di cose che devono uscire.
Quando il tuo corpo si ribella e inizia
a mandarti messaggi di malattia,
sappi che la tua vita interiore sta soffrendo;
quando tuo figlio non ha amici o urla sempre
o non è capace di relazionarsi con altri compagni,
sappi che ti sta dicendo che ha un disagio;
quando vedi un disagio, sappi che c'è qualcosa che vuole la tua attenzione.
Così anche voi…
Non essere stolto e inconsapevole.
Quando vedi che non c'è più rapporto tra te e tua moglie,
sappi che il matrimonio è in pericolo.
Quando le tue giornate sono sempre tristi e senza sussulti,
sappi che non stai vivendo, ti stai lasciando andare.
Quando non ricerchi parole, incontri, momenti di silenzio,
di profondità, di ricarica dell'anima,
sappi che il tuo cuore sta inaridendo.
Quando non riesci mai a fermare il tuo cervello
che è un fiume di pensieri in piena,
sappi che sei pieno di cose che devono uscire.
Quando il tuo corpo si ribella e inizia
a mandarti messaggi di malattia,
sappi che la tua vita interiore sta soffrendo;
quando tuo figlio non ha amici o urla sempre
o non è capace di relazionarsi con altri compagni,
sappi che ti sta dicendo che ha un disagio;
quando vedi un disagio, sappi che c'è qualcosa che vuole la tua attenzione.
Così anche tu
Non passare oltre. Non far finta di niente.
Perché l'estate arriverà di certo e se c'è un segnale sappi che la questione verrà fuori di certo.
Non aspettare di mettere il piede sulla mina, quando sai e vedi dove è nascosta.
In quel caso, troppo tardi!
Non passare oltre. Non far finta di niente.
Perché l'estate arriverà di certo e se c'è un segnale sappi che la questione verrà fuori di certo.
Non aspettare di mettere il piede sulla mina, quando sai e vedi dove è nascosta.
In quel caso, troppo tardi!
domenica 4 novembre 2012
Amatevi....
C’è un amore per sé vero e uno falso.
L’amore falso è quello di Narciso (narcisismo): il giovane che era talmente innamorato di sé, che contemplando la sua immagine riflessa in un pozzo, si innamorò di se stesso. È l’autoerotismo (autos se stesso e eros, amore: l’amore per sé): “Io amo il mio io” (amarsi in maniera sana invece è: “Io mi amo”).
Chi non si ama ha bisogno di innalzarsi; poiché non è sicuro del proprio valore, della propria identità, ha sempre bisogno di farla notare. Se si discute, lui deve avere l’ultima parola. Se si dialoga, lui deve sapere più di te. Se ci si confronta, lui ha sempre ragione. Se non pensi come lui, allora non gli vai più bene. Lui crede di amarsi molto, di stimarsi, di valere, ma in realtà ha bisogno di questo perché non lo sente per davvero e si deve convincere. Quando una cosa è nostra, infatti, non ci dobbiamo più convincere perché la sentiamo già chiaramente.
“Puoi dire quello che vuoi, ma tanto ho ragione io”. “Come ho educato i miei figli io, non li ha educati nessun altro”. “Come io amo mio marito, nessuna donna sulla terra lo amerà”. “Nessuno ha la pazienza che ho io!”.
L’amore falso è quello di Narciso (narcisismo): il giovane che era talmente innamorato di sé, che contemplando la sua immagine riflessa in un pozzo, si innamorò di se stesso. È l’autoerotismo (autos se stesso e eros, amore: l’amore per sé): “Io amo il mio io” (amarsi in maniera sana invece è: “Io mi amo”).
Chi non si ama ha bisogno di innalzarsi; poiché non è sicuro del proprio valore, della propria identità, ha sempre bisogno di farla notare. Se si discute, lui deve avere l’ultima parola. Se si dialoga, lui deve sapere più di te. Se ci si confronta, lui ha sempre ragione. Se non pensi come lui, allora non gli vai più bene. Lui crede di amarsi molto, di stimarsi, di valere, ma in realtà ha bisogno di questo perché non lo sente per davvero e si deve convincere. Quando una cosa è nostra, infatti, non ci dobbiamo più convincere perché la sentiamo già chiaramente.
“Puoi dire quello che vuoi, ma tanto ho ragione io”. “Come ho educato i miei figli io, non li ha educati nessun altro”. “Come io amo mio marito, nessuna donna sulla terra lo amerà”. “Nessuno ha la pazienza che ho io!”.
Ma c’è un amore per sé vero.
Amarsi vuol dire che non rinuncerò alla mia vita per far felice te che rinunci alla tua. Amarsi vuol dire che non ti permetterò di distruggere la mia vita: prima che avvenga ti dirò di no. Amarsi vuol dire che se una certa cosa mi fa bene, la sceglierò anche se ti deluderò o se ci starai male. Amarsi vuol dire che accetterò i no degli altri e le loro scelte anche se mi fanno soffrire. Amarsi vuol dire che farò i conti con i miei limiti, con ciò che posso e non posso fare. Amarsi vuol dire che diventerò quello che sono anche se non ti piacerà o non sarà come tu vuoi. Amarsi vuol dire che io percepisco il mio valore: so che sono importante, che posso amare e realizzarmi. Amarsi vuol dire che sarò vero con me, trasparente e non mi racconterò falsità per non vedere la realtà. Amarsi vuol dire che io mi prenderò cura di me e non mi aspetterò che lo facciano gli altri.
Amarsi vuol dire che non rinuncerò alla mia vita per far felice te che rinunci alla tua. Amarsi vuol dire che non ti permetterò di distruggere la mia vita: prima che avvenga ti dirò di no. Amarsi vuol dire che se una certa cosa mi fa bene, la sceglierò anche se ti deluderò o se ci starai male. Amarsi vuol dire che accetterò i no degli altri e le loro scelte anche se mi fanno soffrire. Amarsi vuol dire che farò i conti con i miei limiti, con ciò che posso e non posso fare. Amarsi vuol dire che diventerò quello che sono anche se non ti piacerà o non sarà come tu vuoi. Amarsi vuol dire che io percepisco il mio valore: so che sono importante, che posso amare e realizzarmi. Amarsi vuol dire che sarò vero con me, trasparente e non mi racconterò falsità per non vedere la realtà. Amarsi vuol dire che io mi prenderò cura di me e non mi aspetterò che lo facciano gli altri.
Chi non si ama non può amare gli altri.
Quando tu non ti ami chiedi agli altri di fare ciò che dovresti fare tu.
C’è un uomo che non tollera che la moglie esca con le amiche a mangiare la pizza o vada agli incontri in parrocchia. Dice: “Se mi amassi staresti qui con me”. Cioè: “Siccome io non riesco a stare da solo e non riesco ad avere amicizie, voglio che tu stia con me”. Ma è un suo problema che non riesce a stare con sé, è un suo problema che non abbia amici. E assecondalo, la moglie non lo aiuta.
Conosco una donna che quando le dici: “Come sei vestita bene! Che bella che sei!”, lei ti dice: “Non mi prendere in giro”. Alcune volte si è perfino offesa. Siccome lei non si ama, non si apprezza, non può accettare questa cosa dagli altri. Ma è un suo problema e non degli altri.
C’è un’altra donna che se non le dai il giusto tempo, se non le dai le giuste attenzioni, si sente abbandonata e ti dice: “Tu vuoi più bene agli altri che a me”. Siccome lei vorrebbe sentirsi la preferita, la scelta – e ne ha un bisogno terribile – pretende da te, persona che stima molto, questa cosa. Ma è un suo problema.
C’è un uomo che ha un bisogno enorme di essere valorizzato. Se non lo chiami quando c’è un’iniziativa lui ti “fa il muso”. E se gli chiedi: “Qualcosa non va?”, ti dice: “Dovresti sapere bene cosa non va! Hai la coscienza sporca, vero?”. Ma quello di esserci sempre è un suo bisogno.
C’è una donna molto seducente. Molti uomini cadono ai suoi piedi ma a lei non va bene nessuno. Dice: “Non c’è nessun maschio vero in giro”. In realtà ha bisogno di sedurre per sentire il proprio valore. Quando poi ha raggiunto il suo obiettivo (ha sedotto l’uomo) non sa più che farsene. In realtà è lei che non si ama e che ha una paura terribile di essere amata (perché l’amore comporta la paura del rifiuto); l’unico modo sicuro per sentirsi qualcuno è “conquistarlo” e poi lasciarlo.
Questo significa che quello che non accettiamo di noi, lo pretendiamo dagli altri. Quello che non sviluppiamo di noi, vorremmo ci fosse dato dagli altri. Ma è un’operazione indebita; un nostro compito, non degli altri.
Il primo modo per amare gli altri è amarsi: chi si ama non pretende dagli altri ciò che lui non è in grado di fare!
Quando tu non ti ami chiedi agli altri di fare ciò che dovresti fare tu.
C’è un uomo che non tollera che la moglie esca con le amiche a mangiare la pizza o vada agli incontri in parrocchia. Dice: “Se mi amassi staresti qui con me”. Cioè: “Siccome io non riesco a stare da solo e non riesco ad avere amicizie, voglio che tu stia con me”. Ma è un suo problema che non riesce a stare con sé, è un suo problema che non abbia amici. E assecondalo, la moglie non lo aiuta.
Conosco una donna che quando le dici: “Come sei vestita bene! Che bella che sei!”, lei ti dice: “Non mi prendere in giro”. Alcune volte si è perfino offesa. Siccome lei non si ama, non si apprezza, non può accettare questa cosa dagli altri. Ma è un suo problema e non degli altri.
C’è un’altra donna che se non le dai il giusto tempo, se non le dai le giuste attenzioni, si sente abbandonata e ti dice: “Tu vuoi più bene agli altri che a me”. Siccome lei vorrebbe sentirsi la preferita, la scelta – e ne ha un bisogno terribile – pretende da te, persona che stima molto, questa cosa. Ma è un suo problema.
C’è un uomo che ha un bisogno enorme di essere valorizzato. Se non lo chiami quando c’è un’iniziativa lui ti “fa il muso”. E se gli chiedi: “Qualcosa non va?”, ti dice: “Dovresti sapere bene cosa non va! Hai la coscienza sporca, vero?”. Ma quello di esserci sempre è un suo bisogno.
C’è una donna molto seducente. Molti uomini cadono ai suoi piedi ma a lei non va bene nessuno. Dice: “Non c’è nessun maschio vero in giro”. In realtà ha bisogno di sedurre per sentire il proprio valore. Quando poi ha raggiunto il suo obiettivo (ha sedotto l’uomo) non sa più che farsene. In realtà è lei che non si ama e che ha una paura terribile di essere amata (perché l’amore comporta la paura del rifiuto); l’unico modo sicuro per sentirsi qualcuno è “conquistarlo” e poi lasciarlo.
Questo significa che quello che non accettiamo di noi, lo pretendiamo dagli altri. Quello che non sviluppiamo di noi, vorremmo ci fosse dato dagli altri. Ma è un’operazione indebita; un nostro compito, non degli altri.
Il primo modo per amare gli altri è amarsi: chi si ama non pretende dagli altri ciò che lui non è in grado di fare!
Inferno... Paradiso... Purgatorio
Inferno
Non sono stato amato e quindi non mi amo.
Ho bisogno d’amore ma ho paura d’amore. Vorrei essere amato ma ho paura di essere rifiutato un’altra volta. Non mi apro.
Non mi amo e quindi non riesco ad amare.
Vorrei amare, vorrei aprirmi ma ho paura di farlo, non sono capace di farlo, credo di non esserne in grado e allontano chi prova ad amarmi.
Non riesco ad amare e quindi non mi amano.
Non mi amano e quindi non mi amo… e il circolo continua.
Non sono stato amato e quindi non mi amo.
Ho bisogno d’amore ma ho paura d’amore. Vorrei essere amato ma ho paura di essere rifiutato un’altra volta. Non mi apro.
Non mi amo e quindi non riesco ad amare.
Vorrei amare, vorrei aprirmi ma ho paura di farlo, non sono capace di farlo, credo di non esserne in grado e allontano chi prova ad amarmi.
Non riesco ad amare e quindi non mi amano.
Non mi amano e quindi non mi amo… e il circolo continua.
Paradiso
Mi amo perché sono stato amato.
Mi hanno fatto sentire importante e adesso lo sento anch’io.
Mi amo e sono amato.
Gli altri sentono la mia positività e il mio valore che anch’io sento. Così è facile per loro amarmi e aprirsi.
E anche per me è facile aprirmi e farmi amare.
Sono amato e mi amo.
E più intesso relazioni d’amore e più sento che sono capace d’amare, che sono una persona preziosa e importante…
e il circolo continua.
Mi amo perché sono stato amato.
Mi hanno fatto sentire importante e adesso lo sento anch’io.
Mi amo e sono amato.
Gli altri sentono la mia positività e il mio valore che anch’io sento. Così è facile per loro amarmi e aprirsi.
E anche per me è facile aprirmi e farmi amare.
Sono amato e mi amo.
E più intesso relazioni d’amore e più sento che sono capace d’amare, che sono una persona preziosa e importante…
e il circolo continua.
Purgatorio
Non sono stato amato ma provo ad amarmi.
Provo ad amarmi e provo ad aprirmi.
Mi apro e vinco la paura del rifiuto.
Prendo fiducia in me e mi apro un altro po’.
Mi apro e vedo che non è così terrorizzante, che si può fare.
E anche se non sono stato amato provo ad amarmi…
e il circolo progredisce.
Non sono stato amato ma provo ad amarmi.
Provo ad amarmi e provo ad aprirmi.
Mi apro e vinco la paura del rifiuto.
Prendo fiducia in me e mi apro un altro po’.
Mi apro e vedo che non è così terrorizzante, che si può fare.
E anche se non sono stato amato provo ad amarmi…
e il circolo progredisce.
giovedì 1 novembre 2012
Novembre 2012
1 novembre
Vuoi essere felice? Se vuoi essere felice, se vuoi essere davvero "beato" vivi adesso, nel presente.
La vita è adesso: se non vivo felice (beato) oggi, perché dovrei esserlo domani?
Vita riuscita, felice, beata: vivo e scelgo oggi, non domani, oggi.
Vivo, gusto e agisco oggi!
2 novembre
L'importanza di una persona la senti quando l'hai persa.
Verrà un giorno in cui tutto apparirà nel suo senso profondo.
Tutto sarà chiaro e illuminato.
4 novembre
Il primo modo per amare gli altri è amarsi. L'amore è l'esperienza decisiva della nostra vita. Solo se ci siamo sentiti veramente amati, senza "se" e senza "ma", senza condizioni, senza pretese, senza aspettative, solo allora potremo amare e amarci. Amatevi!
12 novembre
Se ti amassi e ti accettassi non avresti bisogno di apparire.
"State bene attenti", non fatevi ingannare. Dio non si vede da un vestito o da un talare; da quanto uno è al tempio o da quanto sa di Dio, dalla posizione o dal ruolo che occupa. Dio si vede dalla forza dell'animo, dall'amore del cuore e dalla luce degli occhi.
18 novembre
La vita ti darà modo di sconvolgerti, di dover ricostruire i tuoi riferimenti nel cielo della tua anima. Non si può controllare, prevenire, voler saper prima quando avverranno certi scombussolamenti nella nostra vita. Quando arrivano bisogna viverli, come tutte le altre cose!
25 novembre - Cristo Re.
La nostra vita è tutto il nostro regno. Spesso tentiamo di dirigere o di reggere la vita degli altri, ma l'unica su cui abbiamo potere è la nostra. Essere re è avere in mano la mia vita, comandarla, indirizzarla, e decidere io in libertà e secondo verità.
Vuoi essere felice? Se vuoi essere felice, se vuoi essere davvero "beato" vivi adesso, nel presente.
La vita è adesso: se non vivo felice (beato) oggi, perché dovrei esserlo domani?
Vita riuscita, felice, beata: vivo e scelgo oggi, non domani, oggi.
Vivo, gusto e agisco oggi!
2 novembre
L'importanza di una persona la senti quando l'hai persa.
Verrà un giorno in cui tutto apparirà nel suo senso profondo.
Tutto sarà chiaro e illuminato.
4 novembre
Il primo modo per amare gli altri è amarsi. L'amore è l'esperienza decisiva della nostra vita. Solo se ci siamo sentiti veramente amati, senza "se" e senza "ma", senza condizioni, senza pretese, senza aspettative, solo allora potremo amare e amarci. Amatevi!
12 novembre
Se ti amassi e ti accettassi non avresti bisogno di apparire.
"State bene attenti", non fatevi ingannare. Dio non si vede da un vestito o da un talare; da quanto uno è al tempio o da quanto sa di Dio, dalla posizione o dal ruolo che occupa. Dio si vede dalla forza dell'animo, dall'amore del cuore e dalla luce degli occhi.
18 novembre
La vita ti darà modo di sconvolgerti, di dover ricostruire i tuoi riferimenti nel cielo della tua anima. Non si può controllare, prevenire, voler saper prima quando avverranno certi scombussolamenti nella nostra vita. Quando arrivano bisogna viverli, come tutte le altre cose!
25 novembre - Cristo Re.
La nostra vita è tutto il nostro regno. Spesso tentiamo di dirigere o di reggere la vita degli altri, ma l'unica su cui abbiamo potere è la nostra. Essere re è avere in mano la mia vita, comandarla, indirizzarla, e decidere io in libertà e secondo verità.
Beati voi! (La vita è adesso)
Vuoi essere felice?
Se vuoi essere felice, se vuoi vivere davvero "beato" (che non vuol dire in pace e senza conflitti), vivi così, seguendo queste regole.
Non sono regole evidenti perché non sono scritte. Sono le regole che stanno sotto a ciò che è scritto, sono al di fuori della nostra coscienza ma viverle o non viverle determina una vita felice o infelice.
La felicità è vivere adesso, nel presente.
Perché se la felicità non può essere vissuta adesso allora diventa una consolazione per chi non ce l'ha
Spesso siamo in avanti o siamo indietro. Difficilmente nel presente.
Siamo avanti, e allora siamo presi da quello che sarà ma che non è ancora: "Cosa mi capiterà; e se non funzionerà; e se capiterà questo; quando avrò quella cosa, allora sì che; quando avrò la casa, quando sarò sposato, quando sarò in pensione, quando…". Ma il futuro non esiste e si costruisce solo lavorando nel presente. Io creo il mio futuro oggi, adesso.
De Mello dice: "La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo occupati a fare altri progetti".
Il futuro, il domani, lo costruisco nell'oggi e vivendo oggi. "Sì, farò anche questa cosa… un giorno o l'altro lo faccio… dovrei fare questa scelta… mi prometto che domani…". Ma la vita è adesso.
L'adesso da forma a ciò che sei e a ciò che sarai. L'adesso è ciò che puoi vivere.
Quante cose dovremo fare e le rimandiamo: "Dovrei chiederti: "Scusa"; dovrei dirti: "Ti amo"; dovrei dirti: "Ho sbagliato"; dovrei dirti: "Grazie"; dovrei dirmi: "Basta, oggi smetto"; dovrei dirmi: "Qui si chiude"; dovrei dire: "No"; dovrei dire: "Sì"; dovrei dire: "Lascio"; dovrei dire: "Inizio"…" La vita è adesso: se non vivo oggi perché dovrei viverlo domani?
Altre volte la gente vive nel passato. "No, ma quella volta tu… i miei genitori dovevano… se tornassi indietro… se avessi saputo…": ciò che è stato è stato, il passato non si può cambiare ma il presente sì. Vivi adesso.
Un uomo dice: "Non riesco a dimenticarmi la mia ex (una fidanzata che lo ha lasciato da qualche anno)". Dimenticate gli antichi amori, lasciateli andare, sono passati: oggi è nuovo e non guardate mai indietro. Del passato conservo i benefici, i ricordi belli, ciò che ho imparato ma è passato. Io vivo adesso, oggi. Quante persone continuano ad amare o a sognare persone che non ci sono più nella loro vita.
Vita riuscita, felice, beata: vivo e scelgo oggi, non domani, oggi. Vivo e gusto e agisco oggi, non domani. Vita fallita: rinvio, posticipo, spero nel miracolo o che gli altri facciano.
Non guardare a ciò che non hai, parti da qui. Invece di guardare a quello che non hai, che non hai fatto, che non sei riuscito a fare, a quello che ti manca, guarda a ciò che hai, che hai già fatto e alle tue risorse. Ti sentirai ricco e felice. Perché se guardi a quello che ti manca, ti mancherà sempre qualcosa.
Non evitarti il dolore del crescere e del cambiare, il dolore inevitabile della vita. Perché non c'è nessuna perla senza il dolore dell'ostrica. Non c'è nessuna cima senza la fatica della salita. Non c'è nessuna laurea senza la fatica dello studio.
Riuscire è essere unici e fallire essere come gli altri. Ci fa sentire protetti, ma ci perdiamo. Se si è se stessi si è unici; e se non si se stessi, mi chiedo, chi si è? E come si può realizzarsi se si vive fuori di sé?
"Vuoi essere felice?". "Vai avanti per questa strada".
Se vuoi essere felice, se vuoi vivere davvero "beato" (che non vuol dire in pace e senza conflitti), vivi così, seguendo queste regole.
Non sono regole evidenti perché non sono scritte. Sono le regole che stanno sotto a ciò che è scritto, sono al di fuori della nostra coscienza ma viverle o non viverle determina una vita felice o infelice.
La felicità è vivere adesso, nel presente.
Perché se la felicità non può essere vissuta adesso allora diventa una consolazione per chi non ce l'ha
Spesso siamo in avanti o siamo indietro. Difficilmente nel presente.
Siamo avanti, e allora siamo presi da quello che sarà ma che non è ancora: "Cosa mi capiterà; e se non funzionerà; e se capiterà questo; quando avrò quella cosa, allora sì che; quando avrò la casa, quando sarò sposato, quando sarò in pensione, quando…". Ma il futuro non esiste e si costruisce solo lavorando nel presente. Io creo il mio futuro oggi, adesso.
De Mello dice: "La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo occupati a fare altri progetti".
Il futuro, il domani, lo costruisco nell'oggi e vivendo oggi. "Sì, farò anche questa cosa… un giorno o l'altro lo faccio… dovrei fare questa scelta… mi prometto che domani…". Ma la vita è adesso.
L'adesso da forma a ciò che sei e a ciò che sarai. L'adesso è ciò che puoi vivere.
Quante cose dovremo fare e le rimandiamo: "Dovrei chiederti: "Scusa"; dovrei dirti: "Ti amo"; dovrei dirti: "Ho sbagliato"; dovrei dirti: "Grazie"; dovrei dirmi: "Basta, oggi smetto"; dovrei dirmi: "Qui si chiude"; dovrei dire: "No"; dovrei dire: "Sì"; dovrei dire: "Lascio"; dovrei dire: "Inizio"…" La vita è adesso: se non vivo oggi perché dovrei viverlo domani?
Altre volte la gente vive nel passato. "No, ma quella volta tu… i miei genitori dovevano… se tornassi indietro… se avessi saputo…": ciò che è stato è stato, il passato non si può cambiare ma il presente sì. Vivi adesso.
Un uomo dice: "Non riesco a dimenticarmi la mia ex (una fidanzata che lo ha lasciato da qualche anno)". Dimenticate gli antichi amori, lasciateli andare, sono passati: oggi è nuovo e non guardate mai indietro. Del passato conservo i benefici, i ricordi belli, ciò che ho imparato ma è passato. Io vivo adesso, oggi. Quante persone continuano ad amare o a sognare persone che non ci sono più nella loro vita.
Vita riuscita, felice, beata: vivo e scelgo oggi, non domani, oggi. Vivo e gusto e agisco oggi, non domani. Vita fallita: rinvio, posticipo, spero nel miracolo o che gli altri facciano.
Non guardare a ciò che non hai, parti da qui. Invece di guardare a quello che non hai, che non hai fatto, che non sei riuscito a fare, a quello che ti manca, guarda a ciò che hai, che hai già fatto e alle tue risorse. Ti sentirai ricco e felice. Perché se guardi a quello che ti manca, ti mancherà sempre qualcosa.
Non evitarti il dolore del crescere e del cambiare, il dolore inevitabile della vita. Perché non c'è nessuna perla senza il dolore dell'ostrica. Non c'è nessuna cima senza la fatica della salita. Non c'è nessuna laurea senza la fatica dello studio.
Riuscire è essere unici e fallire essere come gli altri. Ci fa sentire protetti, ma ci perdiamo. Se si è se stessi si è unici; e se non si se stessi, mi chiedo, chi si è? E come si può realizzarsi se si vive fuori di sé?
"Vuoi essere felice?". "Vai avanti per questa strada".
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