C’è un amore per sé vero e uno falso.
L’amore falso è quello di Narciso (narcisismo): il giovane che era talmente innamorato di sé, che contemplando la sua immagine riflessa in un pozzo, si innamorò di se stesso. È l’autoerotismo (autos se stesso e eros, amore: l’amore per sé): “Io amo il mio io” (amarsi in maniera sana invece è: “Io mi amo”).
Chi non si ama ha bisogno di innalzarsi; poiché non è sicuro del proprio valore, della propria identità, ha sempre bisogno di farla notare. Se si discute, lui deve avere l’ultima parola. Se si dialoga, lui deve sapere più di te. Se ci si confronta, lui ha sempre ragione. Se non pensi come lui, allora non gli vai più bene. Lui crede di amarsi molto, di stimarsi, di valere, ma in realtà ha bisogno di questo perché non lo sente per davvero e si deve convincere. Quando una cosa è nostra, infatti, non ci dobbiamo più convincere perché la sentiamo già chiaramente.
“Puoi dire quello che vuoi, ma tanto ho ragione io”. “Come ho educato i miei figli io, non li ha educati nessun altro”. “Come io amo mio marito, nessuna donna sulla terra lo amerà”. “Nessuno ha la pazienza che ho io!”.
L’amore falso è quello di Narciso (narcisismo): il giovane che era talmente innamorato di sé, che contemplando la sua immagine riflessa in un pozzo, si innamorò di se stesso. È l’autoerotismo (autos se stesso e eros, amore: l’amore per sé): “Io amo il mio io” (amarsi in maniera sana invece è: “Io mi amo”).
Chi non si ama ha bisogno di innalzarsi; poiché non è sicuro del proprio valore, della propria identità, ha sempre bisogno di farla notare. Se si discute, lui deve avere l’ultima parola. Se si dialoga, lui deve sapere più di te. Se ci si confronta, lui ha sempre ragione. Se non pensi come lui, allora non gli vai più bene. Lui crede di amarsi molto, di stimarsi, di valere, ma in realtà ha bisogno di questo perché non lo sente per davvero e si deve convincere. Quando una cosa è nostra, infatti, non ci dobbiamo più convincere perché la sentiamo già chiaramente.
“Puoi dire quello che vuoi, ma tanto ho ragione io”. “Come ho educato i miei figli io, non li ha educati nessun altro”. “Come io amo mio marito, nessuna donna sulla terra lo amerà”. “Nessuno ha la pazienza che ho io!”.
Ma c’è un amore per sé vero.
Amarsi vuol dire che non rinuncerò alla mia vita per far felice te che rinunci alla tua. Amarsi vuol dire che non ti permetterò di distruggere la mia vita: prima che avvenga ti dirò di no. Amarsi vuol dire che se una certa cosa mi fa bene, la sceglierò anche se ti deluderò o se ci starai male. Amarsi vuol dire che accetterò i no degli altri e le loro scelte anche se mi fanno soffrire. Amarsi vuol dire che farò i conti con i miei limiti, con ciò che posso e non posso fare. Amarsi vuol dire che diventerò quello che sono anche se non ti piacerà o non sarà come tu vuoi. Amarsi vuol dire che io percepisco il mio valore: so che sono importante, che posso amare e realizzarmi. Amarsi vuol dire che sarò vero con me, trasparente e non mi racconterò falsità per non vedere la realtà. Amarsi vuol dire che io mi prenderò cura di me e non mi aspetterò che lo facciano gli altri.
Amarsi vuol dire che non rinuncerò alla mia vita per far felice te che rinunci alla tua. Amarsi vuol dire che non ti permetterò di distruggere la mia vita: prima che avvenga ti dirò di no. Amarsi vuol dire che se una certa cosa mi fa bene, la sceglierò anche se ti deluderò o se ci starai male. Amarsi vuol dire che accetterò i no degli altri e le loro scelte anche se mi fanno soffrire. Amarsi vuol dire che farò i conti con i miei limiti, con ciò che posso e non posso fare. Amarsi vuol dire che diventerò quello che sono anche se non ti piacerà o non sarà come tu vuoi. Amarsi vuol dire che io percepisco il mio valore: so che sono importante, che posso amare e realizzarmi. Amarsi vuol dire che sarò vero con me, trasparente e non mi racconterò falsità per non vedere la realtà. Amarsi vuol dire che io mi prenderò cura di me e non mi aspetterò che lo facciano gli altri.
Chi non si ama non può amare gli altri.
Quando tu non ti ami chiedi agli altri di fare ciò che dovresti fare tu.
C’è un uomo che non tollera che la moglie esca con le amiche a mangiare la pizza o vada agli incontri in parrocchia. Dice: “Se mi amassi staresti qui con me”. Cioè: “Siccome io non riesco a stare da solo e non riesco ad avere amicizie, voglio che tu stia con me”. Ma è un suo problema che non riesce a stare con sé, è un suo problema che non abbia amici. E assecondalo, la moglie non lo aiuta.
Conosco una donna che quando le dici: “Come sei vestita bene! Che bella che sei!”, lei ti dice: “Non mi prendere in giro”. Alcune volte si è perfino offesa. Siccome lei non si ama, non si apprezza, non può accettare questa cosa dagli altri. Ma è un suo problema e non degli altri.
C’è un’altra donna che se non le dai il giusto tempo, se non le dai le giuste attenzioni, si sente abbandonata e ti dice: “Tu vuoi più bene agli altri che a me”. Siccome lei vorrebbe sentirsi la preferita, la scelta – e ne ha un bisogno terribile – pretende da te, persona che stima molto, questa cosa. Ma è un suo problema.
C’è un uomo che ha un bisogno enorme di essere valorizzato. Se non lo chiami quando c’è un’iniziativa lui ti “fa il muso”. E se gli chiedi: “Qualcosa non va?”, ti dice: “Dovresti sapere bene cosa non va! Hai la coscienza sporca, vero?”. Ma quello di esserci sempre è un suo bisogno.
C’è una donna molto seducente. Molti uomini cadono ai suoi piedi ma a lei non va bene nessuno. Dice: “Non c’è nessun maschio vero in giro”. In realtà ha bisogno di sedurre per sentire il proprio valore. Quando poi ha raggiunto il suo obiettivo (ha sedotto l’uomo) non sa più che farsene. In realtà è lei che non si ama e che ha una paura terribile di essere amata (perché l’amore comporta la paura del rifiuto); l’unico modo sicuro per sentirsi qualcuno è “conquistarlo” e poi lasciarlo.
Questo significa che quello che non accettiamo di noi, lo pretendiamo dagli altri. Quello che non sviluppiamo di noi, vorremmo ci fosse dato dagli altri. Ma è un’operazione indebita; un nostro compito, non degli altri.
Il primo modo per amare gli altri è amarsi: chi si ama non pretende dagli altri ciò che lui non è in grado di fare!
Quando tu non ti ami chiedi agli altri di fare ciò che dovresti fare tu.
C’è un uomo che non tollera che la moglie esca con le amiche a mangiare la pizza o vada agli incontri in parrocchia. Dice: “Se mi amassi staresti qui con me”. Cioè: “Siccome io non riesco a stare da solo e non riesco ad avere amicizie, voglio che tu stia con me”. Ma è un suo problema che non riesce a stare con sé, è un suo problema che non abbia amici. E assecondalo, la moglie non lo aiuta.
Conosco una donna che quando le dici: “Come sei vestita bene! Che bella che sei!”, lei ti dice: “Non mi prendere in giro”. Alcune volte si è perfino offesa. Siccome lei non si ama, non si apprezza, non può accettare questa cosa dagli altri. Ma è un suo problema e non degli altri.
C’è un’altra donna che se non le dai il giusto tempo, se non le dai le giuste attenzioni, si sente abbandonata e ti dice: “Tu vuoi più bene agli altri che a me”. Siccome lei vorrebbe sentirsi la preferita, la scelta – e ne ha un bisogno terribile – pretende da te, persona che stima molto, questa cosa. Ma è un suo problema.
C’è un uomo che ha un bisogno enorme di essere valorizzato. Se non lo chiami quando c’è un’iniziativa lui ti “fa il muso”. E se gli chiedi: “Qualcosa non va?”, ti dice: “Dovresti sapere bene cosa non va! Hai la coscienza sporca, vero?”. Ma quello di esserci sempre è un suo bisogno.
C’è una donna molto seducente. Molti uomini cadono ai suoi piedi ma a lei non va bene nessuno. Dice: “Non c’è nessun maschio vero in giro”. In realtà ha bisogno di sedurre per sentire il proprio valore. Quando poi ha raggiunto il suo obiettivo (ha sedotto l’uomo) non sa più che farsene. In realtà è lei che non si ama e che ha una paura terribile di essere amata (perché l’amore comporta la paura del rifiuto); l’unico modo sicuro per sentirsi qualcuno è “conquistarlo” e poi lasciarlo.
Questo significa che quello che non accettiamo di noi, lo pretendiamo dagli altri. Quello che non sviluppiamo di noi, vorremmo ci fosse dato dagli altri. Ma è un’operazione indebita; un nostro compito, non degli altri.
Il primo modo per amare gli altri è amarsi: chi si ama non pretende dagli altri ciò che lui non è in grado di fare!

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