mercoledì 25 luglio 2012

Luglio 2012

8 luglio
Per certe persone tu rimani sempre lo stesso qualunque cosa tu faccia; hanno bisogno di etichettarti, di definirti in maniera rigida. La gente tende a classificarti e vederti non per quello che sei, per quello che sei diventato, ma per quello che eri.

15 luglio
Sei disposto a diventare libero?
Apriti, guarisci, vieni fuori, torna a vivere, vivi la vita tua, torna ad amare perché tu non sei morto.
Questo vuol dire liberarsi dai pregiudizi, credenze, false idee religiose: è l'ebbrezza della verità ma anche il dolore di perdere le proprie convinzioni e di cambiare.
Questo è contrario al nostro tentativo di non cercare, di accontentarci, di farci andare bene quello che si è, quello che si sa, quello che ci viene detto. Gandhi diceva: "Dobbiamo infischiarcene della libertà della patria, perché che conta è la libertà dell'uomo".

22 luglio
Il vero pastore è colui che vuole il tuo bene e la tua libertà. Metti paletti e confini per non essere invaso dagli altri. Non dire mai: "gli altri vogliono troppo, mi succhiano le energie!! Basta dire di no, fermarsi prima o scegliere. La vita è tua: decidi tu come viverla.

29 luglio
"Le montagne sono nate da piccoli sassi. Il mare è nato da piccole gocce. L'uomo è nato dall'incontro di molecole quasi invisibili. Tutto all'inizio era piccolo. Tutto all'inizio era niente. Se ti fidi di quel poco che hai, se lo usi, se lo metti a disposizione, se non te ne vergogni, se lo mostri, un giorno diventerà grande, crescerà e si svilupperà. Fidati di quel poco che sei e il miracolo si farà."


‎"Benedire vuol dire fidarsi di quel che c'è, di quel che si è. Il vero successo è solo fare ciò per cui si è nati"

E' importante...

E’ importante amare, donarsi, darsi e ricevere ma ogni tanto mi devo chiedere: “Ma ciò che io chiamo “amore” è proprio amore o è altro?”. Non basta dire (anzi è una buona giustificazione): “Io amo” e sentirsi poi a posto. E’ amore o mi attacco all’altro? Amo perché ho paura di rimanere da solo? Amo perché non riesco a star solo? Sto insieme ad una persona perché altrimenti la mia vita non avrebbe senso? 

E’ importante vivere, ma ogni tanto bisogna fermarsi e chiedersi: “Ma io sono davvero felice? La vitalità scorre in me? O sono morto? O vivo per compiacere gli altri? O vivo una vita che non è mia?”. Certo scoprire di essere insoddisfatti non è bello, anzi fa proprio male, ma non si può fare niente se ci si mente e ci si fa andare bene quello che non ci va bene. Accontentarsi, in questo caso, vuol dire accettare la tristezza di una vita che non ci piace ma che preferiamo tenerci per paura di cambiare, di metterci in gioco, di rischiare.

E’ importante pregare ma ogni tanto bisogna chiedersi: “Ma la mia preghiera cos’è? E’ un automatismo di parole? E’ la lista della spesa, il pozzo dei desideri irrealizzati? E’ la richiesta di ciò che io non riesco a fare? E ancora: da dove nasce la mia preghiera? Dal cuore? Dalla mia paura? Dalla paura di Dio (che mi punisca, che non mi voglia, che mi mandi all’inferno) o dall’amore per Dio (come gli innamorati che si devono vedere, sentire, baciare e toccare)?

domenica 8 luglio 2012

Pensiero della domenica

Nessuno ci può rifiutare se non noi stessi. 

Perché per certe persone tu rimarrai sempre lo stesso qualunque cosa tu faccia: hanno bisogno di etichettarti, di definirti in maniera rigida. 
La gente ti conosce tende a classificarti e vederti non più per quello che sei, per quello che sei diventato, ma per quello che eri. 
La realtà, le persone, la vita sono più grandi dei nostri pensieri e delle nostre etichette. 
Giudicare è il tentativo di controllare, di possedere la realtà perché ci fa paura. 
Quando una persona giudica molto vuol dire che ha molto paura. Tenta cioè di fissare delle etichette, dei ragionamenti, che semplificano e classificano la realtà.