domenica 23 giugno 2013

Perdere per Trovare.

Quante cose dobbiamo perdere per salvarci!
Nella prima parte della vita si crede che salvarsi sia ottenere. 
Allora si rincorre la posizione sociale; si accumulano soldi, denaro, posizioni, onorabilità; si cerca di avere cose, case e quant’altro. Si cerca di salire nella scala sociale dell’apprezzamento altrui. Ottenere, avere, raggiungere, arrivare, sembrano la nostra salvezza. 
Ma nella seconda parte si impara (si potrebbe!) che tutto questo non ci fa felici e che la salvezza è proprio il contrario: non ottenere ma perdere. 
Bisogna perdere tutte le maschere e le facciate che ci siamo costruiti; bisogna perdere tante illusioni (“Ce la faremo; avremo delle relazioni meravigliose; si vive per sempre; siamo perfetti; certe cose non capiteranno a noi...”); bisogna perdere tanti rivestimenti e vestiti per ritornare alla nudità essenziale e all’essenziale nudità della vita; bisogna svestirsi di tutto e ritrovarsi. 
La vita più che un processo di acquisizione, di apprendimento (necessario) è un grande processo di spogliazione e di perdita. 
La vita vive della paradossale verità che per trovare bisogna perdere.

Giugno 2013

2 giugno
Dobbiamo insegnare alle persone che la loro vita è nelle loro mani, e non nella mani del caso, della fortuna, del Superenalotto, degli altri, della conoscenze 
giuste, o di chissà chi. Dobbiamo insegnare alle persone ad aver fede, fiducia, che si può costruire ed essere protagonisti della propria vita.

9 giugno
Agire: ciò che si è sentito produce dei movimenti, delle azioni, dei comportamenti.  
Ciò che un uomo fa è conseguenza di quello che egli prova. Allora dobbiamo imparare a "sentire" le nostre emozioni, a sentirle con tutta la loro intensità, ad imparare a gestirle, a non aver paura se un po' ci scombussolano, a indirizzarle. 
Perché le tue azioni sono il frutto del tuo cuore (Lc 6,43: "La bocca parla dalla pienezza del cuore"). 

23 giugno
E’ assurdo dice la ragione. E’ una disgrazia dice l’astuzia. Non è che dolore dice la paura. E’ senza speranza dice il senno.
E’ ridicolo dice l’orgoglio. E’ sconsiderato dice la prudenza.
E’ impossibile dice l’esperienza. 
E’ come è dice l’amore. Domenica benedetta!

E' come è.

E’ assurdo dice la ragione. 
E’ una disgrazia dice l’astuzia.
Non è che dolore dice la paura. 
E’ senza speranza dice il senno.
E’ ridicolo dice l’orgoglio.
E’ sconsiderato dice la prudenza.
E’ impossibile dice l’esperienza.
E’ come è dice l’amore.


L’amore vero rende liberi. L’amore di un genitore per il proprio figlio è renderlo adulto, è renderlo a sua volta un genitore alla pari; se lo tiene dipendente da sé, se lo ricatta facendogli sentire la sua superiorità o rendendolo un proprio satellite, lo rovina. L’amore rende adulti. La fede ci deve rendere adulti.

domenica 9 giugno 2013

Decora la tua anima*

Dopo un po' impari la sottile differenza
tra tenere la mano e incatenare un'anima.
E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno
e che la compagnia non è sicurezza.
E inizi ad imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta con gli occhi aperti; con la grazia di un adulto e non con il dolore di un bambino.
E impari a costruire le tue strade oggi perché il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.
Dopo un po' impari che il sole scotta se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi aver pazienza con te, molta pazienza.
E impari che puoi trasformarti
e che puoi essere domani ciò che oggi non sei.
E impari che sei davvero forte e che vali. Davvero. Tanto. Molto.

domenica 2 giugno 2013

Dipingete il Paradiso*

Dobbiamo insegnare alla persone a credere in se stesse e nel loro potenziale che hanno dentro, inespresso, sepolto o rinchiuso. Perché se si accetta quello che si è, senza giudicarlo ("Tutto qui!"), senza condannarlo ("Faccio schifo!"), senza confrontarlo ("Ho meno degli altri"), possiamo costruire qualcosa di meraviglioso per la nostra vita. Dobbiamo insegnare alle persone che la loro vita è nelle loro mani, e non nella mani del caso, della fortuna, del supernalotto, degli altri, della conoscenze giuste, o di chissà chi. Dobbiamo insegnare alle persone ad aver fede, fiducia, che si può costruire ed essere protagonisti della propria vita.
Nikos Kazantzakis scrive: "Avete il pennello, avete i colori, dipingete il paradiso e poi entrateci".