Quante cose dobbiamo perdere per salvarci!
Nella prima parte della vita si crede che salvarsi sia ottenere.
Allora si rincorre la posizione sociale; si accumulano soldi, denaro, posizioni, onorabilità; si cerca di avere cose, case e quant’altro. Si cerca di salire nella scala sociale dell’apprezzamento altrui. Ottenere, avere, raggiungere, arrivare, sembrano la nostra salvezza.
Ma nella seconda parte si impara (si potrebbe!) che tutto questo non ci fa felici e che la salvezza è proprio il contrario: non ottenere ma perdere.
Bisogna perdere tutte le maschere e le facciate che ci siamo costruiti; bisogna perdere tante illusioni (“Ce la faremo; avremo delle relazioni meravigliose; si vive per sempre; siamo perfetti; certe cose non capiteranno a noi...”); bisogna perdere tanti rivestimenti e vestiti per ritornare alla nudità essenziale e all’essenziale nudità della vita; bisogna svestirsi di tutto e ritrovarsi.
La vita più che un processo di acquisizione, di apprendimento (necessario) è un grande processo di spogliazione e di perdita.
La vita vive della paradossale verità che per trovare bisogna perdere.

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