Che tu sia coraggioso come la sabbia del mare che non teme le onde che avanzano per ricoprirla;
Che tu abbia la FEDE di coloro che lottano per vincere,
la SPERANZA di coloro che assumono il presente per costruire il futuro,
l'AMORE di coloro che non temono la morte, perché di amore non si muore ma si rinasce.
Una domenica di Pasqua Benedetta! Pace e Bene! Che Dio vi benedica con la sua resurrezione!
domenica 31 marzo 2013
sabato 30 marzo 2013
Scegli la Vita*
Vieni su…
alzati…
risorgi…
riparti…
ricomincia… di nuovo….
Ancora…
nasci…
cresci…
divieni…
passa…
cambia…
Butta via…
liberati…
vola…
prendi il largo…
vai…
perdona…
Scegli la vita…
su…
avanti…
osa…
in piedi…
cammina…
vivi…
alzati…
risorgi…
riparti…
ricomincia… di nuovo….
Ancora…
nasci…
cresci…
divieni…
passa…
cambia…
Butta via…
liberati…
vola…
prendi il largo…
vai…
perdona…
Scegli la vita…
su…
avanti…
osa…
in piedi…
cammina…
vivi…
venerdì 29 marzo 2013
Marzo 2013
3 marzo
Responsabilità (respondeo, rispondere, risposta) vuol dire che noi rispondiamo in prima persona della nostra vita, che non deleghiamo, che non scarichiamo le colpe della nostra vita alla società, agli altri, al passato, al mondo che è cattivo e che ce l'ha con noi. Responsabilità vuol dire che accettiamo che noi siamo al comando dell'auto della nostra vita e che questa va nella direzione che noi le diamo.
10 marzo
Le relazioni non finiscono perché manca l'amore. Le relazioni finiscono perché non vogliamo cambiare. Conosciamo qualcuno, stiamo con qualcuno e gli attacchiamo un'etichetta: "Tu sei questo". E' un bisogno dell'uomo definire le cose. L'altro è "questo" ma anche molto di più. Così quando l'altro cambia o la relazione chiede di cambiare diciamo: "No, tu non sei questo; non ti riconosco più". E' proprio questo il punto(!): si tratta di vedere cose che prima non si vedevano. Le relazioni cambiano perché noi cambiamo.
I rapporti cambiano; se non cambiano muoiono o finiscono!
17 marzo
Perché dici che il mondo fa schifo? Forse solo perché non vedi quanto amore c’è in giro e ti soffermi solo sull’odio che c’è. Perché dici che non vali nulla? Forse solo perché non credi in te e neanche in
Dio, visto che Lui ti ha creato per un compito ben preciso.
Perché giudichi gli altri?
Forse solo perché non conosci le loro sofferenze e i loro travagli.
Forse perché hai una trave nel tuo occhio e ti permetti di togliere la pagliuzza dagli occhi degli altri.
Neppure Dio è venuto per giudicare (Gv 3,17) perché lo fai tu?
L’amore salva. Il giudizio condanna.
L’amore ti salva. Il giudizio ti condanna.
Una Domenica benedetta!
24 marzo - Domenica delle Palme.
Passione è intensità, esserci dentro e non sottrarsi.
Vivo intensamente il giovedì santo: l'amore, il dono, la condivisione.
Vivo intensamente il venerdì santo: il dolore, l'abbandono, la ferita.
Vivo intensamente il sabato santo: il rialzarsi, la luce, la forza.
In ogni cosa ci sarò dentro e tutte le cose saranno dentro di me.
Una Settimana Santa e benedetta!
28 marzo - Giovedì Santo.
“Io ho visto ciò che puoi essere; io voglio che tu sia ciò che puoi essere e che tu non credi neppure di poter essere. Ma io so che tu lo sei. Anzi io so che tu lo sarai. Io voglio che tu possa vivere davvero”.
L’amore è questo: “Credo in te, aldilà dei tuoi sbagli, aldilà di ciò che fai, aldilà di ciò che si vede. Credo nella luce che c’è in te anche se vivi nella notte; credo nella vita che so che hai anche se vivi nella morte. E farò di tutto per mostrarti chi sei e cosa puoi essere. Perché io voglio che tu viva”.
Amare non è dare. Amare è essere aperti. Se si è aperti si riceverà amore e lo si darà. Perché non si può amare se non si ci lascia amare. Non si può dare quello che non si ha.
La vita, è vero, ferisce. Ma che si fa? Ci si può chiudere per non sentire il dolore. Si può diventare insensibili, si può costruire una corazza e un muro così da non sentire il dolore ma che ci terrà lontano da tutti.
Le persone a volte dicono: “Nessuno mi ama! Nessuno mi capisce! Nessuno mi vuole!”. No, amico, sei tu che ti sei chiuso. Oppure: “La vita è dura, difficile. Non ci si può fidare di nessuno. Non c’è nulla di bello”. No, amico, sei tu che sei morto dentro perché non vuoi lasciarti amare.
Cosa rimane da fare? Un’unica cosa: apriti.
Amavamo. Poi qualcosa ci ha ferito terribilmente. Così abbiamo detto: “Mai più!”. Chiudiamo il nostro cuore e buttiamo via la chiave. Poi anche ci convinciamo: “E’ meglio così, così non soffrirò più così tanto”. E così per non soffrire ci priviamo dell’intensità della vita e ci diciamo: “Bisogna accontentarsi”. No, amico, è che tu hai paura di farti amare. E quando l’amore si avvicinerà noi lo respingeremo perché sarà troppo pericoloso per noi. Così affamati d’amore, pieni d’amore, moriremo senza amore.
La testa, le esperienze del passato e le ferite dicono: “Non aprirti”. Ma Gesù ci dice: “Lasciati amare, fammi entrare”.
29 marzo - Venerdì Santo.
Fede: trovare il Tesoro della propria vita e non lasciarlo per nessun motivo. Puntare tutto su di lui. Credere in lui e non temere quando tutto sembra dice il contrario. Illusione: sbagliare tesoro. Superficialità: dire che il tesoro non c'è. Paura: dire che è troppo difficile. Menzogna: dirsi bugie e scambiare per tesoro un non tesoro. Sofferenza: non trovare il tesoro. Morte: perderlo. Resurrezione: trovare il tesoro della propria vita. Pace e bene!
Responsabilità (respondeo, rispondere, risposta) vuol dire che noi rispondiamo in prima persona della nostra vita, che non deleghiamo, che non scarichiamo le colpe della nostra vita alla società, agli altri, al passato, al mondo che è cattivo e che ce l'ha con noi. Responsabilità vuol dire che accettiamo che noi siamo al comando dell'auto della nostra vita e che questa va nella direzione che noi le diamo.
10 marzo
Le relazioni non finiscono perché manca l'amore. Le relazioni finiscono perché non vogliamo cambiare. Conosciamo qualcuno, stiamo con qualcuno e gli attacchiamo un'etichetta: "Tu sei questo". E' un bisogno dell'uomo definire le cose. L'altro è "questo" ma anche molto di più. Così quando l'altro cambia o la relazione chiede di cambiare diciamo: "No, tu non sei questo; non ti riconosco più". E' proprio questo il punto(!): si tratta di vedere cose che prima non si vedevano. Le relazioni cambiano perché noi cambiamo.
I rapporti cambiano; se non cambiano muoiono o finiscono!
17 marzo
Perché dici che il mondo fa schifo? Forse solo perché non vedi quanto amore c’è in giro e ti soffermi solo sull’odio che c’è. Perché dici che non vali nulla? Forse solo perché non credi in te e neanche in
Dio, visto che Lui ti ha creato per un compito ben preciso.
Perché giudichi gli altri?
Forse solo perché non conosci le loro sofferenze e i loro travagli.
Forse perché hai una trave nel tuo occhio e ti permetti di togliere la pagliuzza dagli occhi degli altri.
Neppure Dio è venuto per giudicare (Gv 3,17) perché lo fai tu?
L’amore salva. Il giudizio condanna.
L’amore ti salva. Il giudizio ti condanna.
Una Domenica benedetta!
24 marzo - Domenica delle Palme.
Passione è intensità, esserci dentro e non sottrarsi.
Vivo intensamente il giovedì santo: l'amore, il dono, la condivisione.
Vivo intensamente il venerdì santo: il dolore, l'abbandono, la ferita.
Vivo intensamente il sabato santo: il rialzarsi, la luce, la forza.
In ogni cosa ci sarò dentro e tutte le cose saranno dentro di me.
Una Settimana Santa e benedetta!
28 marzo - Giovedì Santo.
“Io ho visto ciò che puoi essere; io voglio che tu sia ciò che puoi essere e che tu non credi neppure di poter essere. Ma io so che tu lo sei. Anzi io so che tu lo sarai. Io voglio che tu possa vivere davvero”.
L’amore è questo: “Credo in te, aldilà dei tuoi sbagli, aldilà di ciò che fai, aldilà di ciò che si vede. Credo nella luce che c’è in te anche se vivi nella notte; credo nella vita che so che hai anche se vivi nella morte. E farò di tutto per mostrarti chi sei e cosa puoi essere. Perché io voglio che tu viva”.
Amare non è dare. Amare è essere aperti. Se si è aperti si riceverà amore e lo si darà. Perché non si può amare se non si ci lascia amare. Non si può dare quello che non si ha.
La vita, è vero, ferisce. Ma che si fa? Ci si può chiudere per non sentire il dolore. Si può diventare insensibili, si può costruire una corazza e un muro così da non sentire il dolore ma che ci terrà lontano da tutti.
Le persone a volte dicono: “Nessuno mi ama! Nessuno mi capisce! Nessuno mi vuole!”. No, amico, sei tu che ti sei chiuso. Oppure: “La vita è dura, difficile. Non ci si può fidare di nessuno. Non c’è nulla di bello”. No, amico, sei tu che sei morto dentro perché non vuoi lasciarti amare.
Cosa rimane da fare? Un’unica cosa: apriti.
Amavamo. Poi qualcosa ci ha ferito terribilmente. Così abbiamo detto: “Mai più!”. Chiudiamo il nostro cuore e buttiamo via la chiave. Poi anche ci convinciamo: “E’ meglio così, così non soffrirò più così tanto”. E così per non soffrire ci priviamo dell’intensità della vita e ci diciamo: “Bisogna accontentarsi”. No, amico, è che tu hai paura di farti amare. E quando l’amore si avvicinerà noi lo respingeremo perché sarà troppo pericoloso per noi. Così affamati d’amore, pieni d’amore, moriremo senza amore.
La testa, le esperienze del passato e le ferite dicono: “Non aprirti”. Ma Gesù ci dice: “Lasciati amare, fammi entrare”.
29 marzo - Venerdì Santo.
Fede: trovare il Tesoro della propria vita e non lasciarlo per nessun motivo. Puntare tutto su di lui. Credere in lui e non temere quando tutto sembra dice il contrario. Illusione: sbagliare tesoro. Superficialità: dire che il tesoro non c'è. Paura: dire che è troppo difficile. Menzogna: dirsi bugie e scambiare per tesoro un non tesoro. Sofferenza: non trovare il tesoro. Morte: perderlo. Resurrezione: trovare il tesoro della propria vita. Pace e bene!
giovedì 28 marzo 2013
Lasciati amare*
“Io ho visto ciò che puoi essere; io voglio che tu sia ciò che puoi essere e che tu non credi neppure di poter essere. Ma io so che tu lo sei. Anzi io so che tu lo sarai. Io voglio che tu possa vivere davvero”.
L’amore è questo: “Credo in te, aldilà dei tuoi sbagli, aldilà di ciò che fai, aldilà di ciò che si vede. Credo nella luce che c’è in te anche se vivi nella notte; credo nella vita che so che hai anche se vivi nella morte. E farò di tutto per mostrarti chi sei e cosa puoi essere. Perché io voglio che tu viva”.
Amare non è dare. Amare è essere aperti. Se si è aperti si riceverà amore e lo si darà. Perché non si può amare se non si ci lascia amare. Non si può dare quello che non si ha.
La vita, è vero, ferisce. Ma che si fa? Ci si può chiudere per non sentire il dolore. Si può diventare insensibili, si può costruire una corazza e un muro così da non sentire il dolore ma che ci terrà lontano da tutti.
Le persone a volte dicono: “Nessuno mi ama! Nessuno mi capisce! Nessuno mi vuole!”. No, amico, sei tu che ti sei chiuso. Oppure: “La vita è dura, difficile. Non ci si può fidare di nessuno. Non c’è nulla di bello”. No, amico, sei tu che sei morto dentro perché non vuoi lasciarti amare.
Cosa rimane da fare? Un’unica cosa: apriti.
Amavamo. Poi qualcosa ci ha ferito terribilmente. Così abbiamo detto: “Mai più!”. Chiudiamo il nostro cuore e buttiamo via la chiave. Poi anche ci convinciamo: “E’ meglio così, così non soffrirò più così tanto”. E così per non soffrire ci priviamo dell’intensità della vita e ci diciamo: “Bisogna accontentarsi”. No, amico, è che tu hai paura di farti amare. E quando l’amore si avvicinerà noi lo respingeremo perché sarà troppo pericoloso per noi. Così affamati d’amore, pieni d’amore, moriremo senza amore.
La testa, le esperienze del passato e le ferite dicono: “Non aprirti”. Ma Gesù ci dice: “Lasciati amare, fammi entrare”.
L’amore è questo: “Credo in te, aldilà dei tuoi sbagli, aldilà di ciò che fai, aldilà di ciò che si vede. Credo nella luce che c’è in te anche se vivi nella notte; credo nella vita che so che hai anche se vivi nella morte. E farò di tutto per mostrarti chi sei e cosa puoi essere. Perché io voglio che tu viva”.
Amare non è dare. Amare è essere aperti. Se si è aperti si riceverà amore e lo si darà. Perché non si può amare se non si ci lascia amare. Non si può dare quello che non si ha.
La vita, è vero, ferisce. Ma che si fa? Ci si può chiudere per non sentire il dolore. Si può diventare insensibili, si può costruire una corazza e un muro così da non sentire il dolore ma che ci terrà lontano da tutti.
Le persone a volte dicono: “Nessuno mi ama! Nessuno mi capisce! Nessuno mi vuole!”. No, amico, sei tu che ti sei chiuso. Oppure: “La vita è dura, difficile. Non ci si può fidare di nessuno. Non c’è nulla di bello”. No, amico, sei tu che sei morto dentro perché non vuoi lasciarti amare.
Cosa rimane da fare? Un’unica cosa: apriti.
Amavamo. Poi qualcosa ci ha ferito terribilmente. Così abbiamo detto: “Mai più!”. Chiudiamo il nostro cuore e buttiamo via la chiave. Poi anche ci convinciamo: “E’ meglio così, così non soffrirò più così tanto”. E così per non soffrire ci priviamo dell’intensità della vita e ci diciamo: “Bisogna accontentarsi”. No, amico, è che tu hai paura di farti amare. E quando l’amore si avvicinerà noi lo respingeremo perché sarà troppo pericoloso per noi. Così affamati d’amore, pieni d’amore, moriremo senza amore.
La testa, le esperienze del passato e le ferite dicono: “Non aprirti”. Ma Gesù ci dice: “Lasciati amare, fammi entrare”.
Etichette:
Amore,
Marzo 2013,
Meditazione,
Pasqua,
Riflessioni,
Vita
domenica 24 marzo 2013
Passione.
Passione è intensità, esserci dentro e non sottrarsi.
Vivo intensamente il giovedì santo: l'amore, il dono, la condivisione.
Vivo intensamente il venerdì santo: il dolore, l'abbandono, la ferita.
Vivo intensamente il sabato santo: il rialzarsi, la luce, la forza.
In ogni cosa ci sarò dentro e tutte le cose saranno dentro di me.
Vivo intensamente il giovedì santo: l'amore, il dono, la condivisione.
Vivo intensamente il venerdì santo: il dolore, l'abbandono, la ferita.
Vivo intensamente il sabato santo: il rialzarsi, la luce, la forza.
In ogni cosa ci sarò dentro e tutte le cose saranno dentro di me.
domenica 17 marzo 2013
L'amore salva.*
Forse solo perché non vedi quanto amore c’è in giro e ti soffermi solo sull’odio che c’è.
Perché dici che non vali nulla?
Forse solo perché non credi in te e neanche in Dio, visto che Lui ti ha creato per un compito ben preciso.
Perché giudichi gli altri?
Forse solo perché non conosci le loro sofferenze e i loro travagli.
Forse perché hai una trave nel tuo occhio e ti permetti di togliere la pagliuzza dagli occhi degli altri.
Neppure Dio è venuto per giudicare (Gv 3,17) perché lo fai tu?
L’amore salva. Il giudizio condanna.
L’amore ti salva. Il giudizio ti condanna.
Dio è una presenza.
La razionalità mi serve per capire cosa è l’amore, ma l’amore non è un pensiero ma è “sentire” l’altro.
Il pensiero mi serve per spiegare cosa mi succede e capire i processi che avvengono dentro di me, ma la gioia, lo stupore, la misericordia, la tenerezza, sono funzioni del cuore, non della mente.
Il pensiero mi spiega come si fa un buonissimo tiramisù ma mangiarlo e gustarlo fa parte del cuore.
Il pensiero mi aiuta a capire chi è Dio, ma Dio non è un pensiero bensì una presenza.
Nessuno si è mai riscaldato con la parola “fuoco” e nessuno si è mai ubriacato con la parola “vino”.
Il pensiero mi serve per spiegare cosa mi succede e capire i processi che avvengono dentro di me, ma la gioia, lo stupore, la misericordia, la tenerezza, sono funzioni del cuore, non della mente.
Il pensiero mi spiega come si fa un buonissimo tiramisù ma mangiarlo e gustarlo fa parte del cuore.
Il pensiero mi aiuta a capire chi è Dio, ma Dio non è un pensiero bensì una presenza.
Nessuno si è mai riscaldato con la parola “fuoco” e nessuno si è mai ubriacato con la parola “vino”.
lunedì 11 marzo 2013
Le relazioni finiscono perché non vogliamo cambiare.
Le relazioni non finiscono perché manca l'amore.
Le relazioni finiscono perché non vogliamo cambiare.
Conosciamo qualcuno, stiamo con qualcuno e gli attacchiamo un'etichetta: "Tu sei questo".
E' un bisogno dell'uomo definire le cose. L'altro è "questo" ma anche molto di più.
Così quando l'altro cambia o la relazione chiede di cambiare diciamo: "No, tu non sei questo; non ti riconosco più".
E' proprio questo il punto(!): si tratta di vedere cose che prima non si vedevano.
Le relazioni cambiano perché noi cambiamo.
I rapporti cambiano; se non cambiano muoiono o finiscono (che è la stessa cosa).
sabato 9 marzo 2013
domenica 3 marzo 2013
Chi castiga non ama.
La punizione non insegna niente: insegna solo la paura. Non fai più quella cosa non perché l'hai imparata, ma perché ne hai paura. La punizione e la violenza terrorizzano l'altro. Gli incutono una paura folle, per cui sarà un adattato, uno che vivrà obbedendo a tutto (è l'antica paura di prenderle) oppure una rabbia feroce (l'antica rabbia verso chi lo puniva) che lo farà sempre un irrequieto.
La punizione fisica non è mai educativa; stabilisce solo che io sono più forte e che tu mi dovrai obbedire perché altrimenti "te le prenderai". Ma, invece, è vero il contrario: "Chi castiga non ama". Chi ama non vuole mai il dolore, la sofferenza, l'umiliazione dell'altro.
Intere generazioni hanno così imparato che amare è soffrire, stare male, accettare l'impossibile. Per amore si accettava l'alcolismo, "le botte", le umiliazioni, i tradimenti, gli abusi. Perché "bisognava portare pazienza... perché se ne aveva merito davanti al Signore... perché si era dei bravi cristiani". È per questo che abbiamo accettato cose impossibili e quando ci chiedono oggi il perché, non sappiamo rispondere. L'unica cosa che sappiamo dire è: "E' sempre stato così; ci hanno insegnato così; ho imparato questo".
La punizione fisica non è mai educativa; stabilisce solo che io sono più forte e che tu mi dovrai obbedire perché altrimenti "te le prenderai". Ma, invece, è vero il contrario: "Chi castiga non ama". Chi ama non vuole mai il dolore, la sofferenza, l'umiliazione dell'altro.
Intere generazioni hanno così imparato che amare è soffrire, stare male, accettare l'impossibile. Per amore si accettava l'alcolismo, "le botte", le umiliazioni, i tradimenti, gli abusi. Perché "bisognava portare pazienza... perché se ne aveva merito davanti al Signore... perché si era dei bravi cristiani". È per questo che abbiamo accettato cose impossibili e quando ci chiedono oggi il perché, non sappiamo rispondere. L'unica cosa che sappiamo dire è: "E' sempre stato così; ci hanno insegnato così; ho imparato questo".
Etichette:
Amore,
Marzo 2013,
Meditazione,
Vita
Responsabilità.
Responsabilità (respondeo, rispondere, risposta) vuol dire che noi rispondiamo in prima persona della nostra vita, che non deleghiamo, che non scarichiamo le colpe della nostra vita alla società, agli altri, al passato, al mondo che è cattivo e che ce l'ha con noi. Responsabilità vuol dire che accettiamo che noi siamo al comando dell'auto della nostra vita e che questa va nella direzione che noi le diamo.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)










