“Io ho visto ciò che puoi essere; io voglio che tu sia ciò che puoi essere e che tu non credi neppure di poter essere. Ma io so che tu lo sei. Anzi io so che tu lo sarai. Io voglio che tu possa vivere davvero”.
L’amore è questo: “Credo in te, aldilà dei tuoi sbagli, aldilà di ciò che fai, aldilà di ciò che si vede. Credo nella luce che c’è in te anche se vivi nella notte; credo nella vita che so che hai anche se vivi nella morte. E farò di tutto per mostrarti chi sei e cosa puoi essere. Perché io voglio che tu viva”.
Amare non è dare. Amare è essere aperti. Se si è aperti si riceverà amore e lo si darà. Perché non si può amare se non si ci lascia amare. Non si può dare quello che non si ha.
La vita, è vero, ferisce. Ma che si fa? Ci si può chiudere per non sentire il dolore. Si può diventare insensibili, si può costruire una corazza e un muro così da non sentire il dolore ma che ci terrà lontano da tutti.
Le persone a volte dicono: “Nessuno mi ama! Nessuno mi capisce! Nessuno mi vuole!”. No, amico, sei tu che ti sei chiuso. Oppure: “La vita è dura, difficile. Non ci si può fidare di nessuno. Non c’è nulla di bello”. No, amico, sei tu che sei morto dentro perché non vuoi lasciarti amare.
Cosa rimane da fare? Un’unica cosa: apriti.
Amavamo. Poi qualcosa ci ha ferito terribilmente. Così abbiamo detto: “Mai più!”. Chiudiamo il nostro cuore e buttiamo via la chiave. Poi anche ci convinciamo: “E’ meglio così, così non soffrirò più così tanto”. E così per non soffrire ci priviamo dell’intensità della vita e ci diciamo: “Bisogna accontentarsi”. No, amico, è che tu hai paura di farti amare. E quando l’amore si avvicinerà noi lo respingeremo perché sarà troppo pericoloso per noi. Così affamati d’amore, pieni d’amore, moriremo senza amore.
La testa, le esperienze del passato e le ferite dicono: “Non aprirti”. Ma Gesù ci dice: “Lasciati amare, fammi entrare”.

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