sabato 1 dicembre 2012

Pregare vuol dire Vegliare.

Pregare vuol dire vegliare, non permettere cioè che il nostro cuore prenda sonno e non provi più la gioia per la vita, l'entusiasmo per le cose nuove, la passione per ciò che ama, lo stupore di fronte alla bellezza. 
Pregare vuol dire vegliare, non permettere cioè che la nostra anima non si assopisca e non senta più il richiamo di Dio, il richiamo della vita che ci chiama a definirci e a diventare
Figli dell'uomo. 
Pregare vuol dire vegliare, non permettere cioè che la nostra mente si lasci plagiare da filosofie e da idee o gestire dai sensi di colpa o manipolare dalle nostre paure.
Pregare vuol dire vegliare perché ciò che chiamiamo "Dio" sia Dio e ciò che chiamiamo "amore" sia amore e ciò che chiamiamo "male" sia male. Perché se si dorme, si scambiano le cose. 
Pregare vuol dire vegliare, in modo da esserci a questo mondo, da voler lasciare un segno, una traccia, un'impronta, in modo da far sentire a me e al mondo che io ci sono.

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