All'inizio della vita noi eravamo una cosa sola con nostra madre:
eravamo attaccati a lei. Era un tempo meraviglioso perché non c'era
nulla da fare. Tutto era pronto, tutto era garantito, tutto era a
disposizione. Il supermercato del cibo era incorporato con noi; non
c'erano problemi di relazione perché l'unica persona che c'era (nostra
madre) era in perfetta sintonia con noi; non c'erano pericoli perché
eravamo veramente dentro una campana di vetro che ci proteggeva.
Quando siamo nati c'era ancora quella donna lì, eravamo attaccati a lei,
alla sua pelle e questo ci dava sicurezza perché sentivamo che lei
c'era sempre. Eravamo attaccati al suo seno e così ogni problema di cibo
era garantito; eravamo attaccati alle sue "gonne" e così eravamo
tranquilli e al sicuro; eravamo attaccati al suo amore e questo riempiva
tutta la nostra fame d'amore.
C'era lei e tutto sembrava
garantito. Per questo divenne il nostro idolo, la nostra ricchezza:
bastava che ci fosse lei e tutto era a posto. Nostra madre è stato il
nostro idolo, la fantastica ricchezza della vita: c'era lei e tutto era
garantito. Non c'era da far fatica, da soffrire: ci pensava lei. Se
avevamo qualche problema bastava piangere; se avevamo fame bastava
piangere; se dovevamo essere puliti bastava piangere. Così dentro di noi
si è creata l'idea che esiste qualcosa che ci farà felici. Che se
troveremo quella cosa lì, quella persona lì, saremo a posto per sempre,
come con nostra madre.
E' il peccato dell'origine: credere che ci
sia qualcosa, che, una volta ottenuta, ci garantirà da tutto. La maggior
parte della gente passa tutta la vita a cercarla; a cercare ciò che non
c'è.
Ogni volta che noi ci attacchiamo a qualcosa o a qualcuno e lo
assolutizziamo noi perpetuiamo quel legame d'origine. Ci attacchiamo ad
una cosa e crediamo che senza di lei non potremo vivere. Ci attacchiamo
ad una cosa (o persona) e le diciamo: "Tu fammi felice". Era quello che
chiedevamo a nostra madre quando le eravamo attaccati. E' che adesso
siamo grandi e nessuno può più, né deve, farci da madre.
Questa
ricchezza ha molti nomi ma in definitiva è il tentativo di ritornare al
legame materno. Il problema è che cerchiamo qualcosa che doveva esserci
ma che oggi non c'è. Quindi la nostra ricerca è destinata tristemente a
fallire. Nessuno può saziarci di tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

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