Ad un povero calzolaio Gesù promette una visita l’indomani.
Con trepidazione fin dal mattino, mentre lavora nella sua botteguccia, egli lancia sguardi verso la finestra.
Gli capita di accorgersi della fatica e del freddo del vecchio spalatore di neve e lo invita a prendere un tè e a scaldarsi un po’ vicino alla sua stufa. E della fame di un’anziana, che ugualmente fa entrare e a cui offre una parte del suo pranzo. E della miseria di una giovane mamma con in braccio la sua piccina, che ugualmente ricevono premurosa assistenza dal ciabattino.
Ma intanto le brevi ore di luce di quella vigilia di Natale passano e cala il buio, senza che Gesù sia venuto. Immalinconito persuaso che quel sogno non era veritiero, il calzolaio si corica.
Ma nel sogno ecco ancora il Signore: “Mio Signore, vi ho atteso con trepidazione tutto il giorno, perché non siete venuto a trovarmi?”, chiede il calzolaio.
“Davvero non mi hai riconosciuto?”. Per tre volte ti ho fatto visita. E per tre volte tu mi hai accolto con grande amore!”.

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