"Anche se avessi l'eredità, anche se i tuoi magazzini fossero pieni, anche se ricevessi un raccolto maggiore delle tue aspettative, non ti serve a niente se non sei libero, non ti serve a niente se vivi per i soldi, se vivi per accumulare, per avere".
Tutto ha un tempo; tutto inizia, si svolge e finisce. Tutto passa. Io non sono eterno, tu neanche. Ciò che hai perso, lo hai perso per sempre. Ciò che è andato è andato e non torna più. Ciò che non hai gustato, non lo potrai fare più.
Ci si fa grandi fuori proprio perché dentro si è piccoli. Altrimenti non ce ne sarebbe bisogno! E allora costruisce fuori perché dentro non è costruito; si cresce fuori perché dentro non è mai cresciuto; si continua ad allargarsi fuori per bilanciare la piccolezza interna.
La vita per molte persone è una continua e ininterrotta frustrazione perché credono che identificandosi in qualcosa e avendola saranno felici, raggiungeranno quello che cercano. Dentro di sé dicono: "Quando avrò quella cosa allora sì, quando sarò così allora sì che mi amerò, quando possiederò quella donna allora sì che sarò un uomo, quando avrò quella casa allora sì che me la potrò godere, quando sarò sposato allora sì che sarò diverso, quando i figli saranno grandi allora sì che non avrò più queste preoccupazioni, quando sarò potente allora sì che sarò rispettato". La gente si attacca a delle cose da raggiungere: "Devo essere così, devo raggiungere questo, devo arrivare lì, altrimenti…" e così lotta, combatte, spende il proprio tempo e le raggiunge anche ma l'amara sorpresa è che non basta, che arrivati non si sa che farsene di quelle cose lì, perché ce ne sono altre di più grandi, che c'è qualcuno più in là di noi.
Quante persone dicono: "Senza di te non posso vivere". Allora ci si attacca a quella cosa. Se non la si raggiunge si è angosciati dall'averla; se la si raggiunge si è preoccupati dal trattenerla. Impara a vivere anche senza quella cosa e se l'avrai potrai gustarla. La gente che ha un sacco di denaro è quasi tutta angosciata: il grande problema, infatti, è come tenerlo. E' sempre su e giù per le banche, a contatto con promotori finanziari, in panico ad ogni movimento della borsa, disperata se cala l'indice di mercato. La gente che non ne ha, invece, è invidiosa di chi ce l'ha e vorrebbe averlo, e vorrebbe avere di quei problemi, perché così si sentirebbe qualcuno, si sentirebbe importante ricca, potente. E' lo stesso ragionamento: "Ah, se avessi...!".
Chi si angoscia per le ricchezze, si angosci pure! Molte persone passano tutta la vita ad ammassare, "avere" riconoscimenti di stima, non possono vivere senza questi, senza sentirsi dire dalla gente quanto siano bravi, forti, intelligenti, ricchi, bravi, simpatici. Altri, che non li hanno, passano tutta la vita a cercarli, a volerli; si sfibrano per questo, ma per gli uni come per gli altri è una corsa infinita.
utto quello che hai non aumenta neanche di un centesimo chi sei. "Rabbì, che cosa pensi del denaro?", chiese un giovane al maestro. "Guarda dalla finestra", disse il maestro. "Che cosa vedi?". "Vedo una donna con un bambino, una carrozza trainata da due cavalli e un contadino che va al mercato". "Bene. E adesso guarda allo specchio. Che cosa vedi?". "Che cosa vuoi che veda rabbì? Me stesso, naturalmente". "Ora pensa: la finestra è fatta di vetro e anche lo specchio è fatto di vetro. Basta un sottilissimo strato d'argento sul vetro e l'uomo vede solo se stesso". Basta davvero poco per non vedere più nulla se non che se stessi!

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