domenica 19 maggio 2013

Un'ala di riserva*

Voglio ringraziarti, Signore, 
per il dono della vita.
Ho letto da qualche parte
che gli uomini sono angeli con un'ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte nei momenti di confidenza 
oso pensare, Signore,
che anche Tu abbia un'ala soltanto,
l'altra la tieni nascosta...
forse per farmi capire
che Tu non vuoi volare senza di me.
Per questo mi hai dato la vita,
perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami allora a librarmi con Te
perché vivere non è trascinare la vita,
non è strapparla, non è rosicchiarla:
vivere è abbandonarsi come un gabbiano
all'ebbrezza del vento;
vivere è assaporare l'avventura della libertà,
vivere è stendere l'ala, l'unica ala
con la fiducia di chi sa di avere nel volo
un partner grande come Te.
Ma non basta saper volare con Te, Signore:
Tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello
e aiutarlo a volare.
Ti chiedo perdono, perciò,
per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi:
non farmi più passare indifferente
davanti al fratello che è rimasto con l'ala, l'unica ala,
inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine
e si è ormai persuaso
di non essere più degno di volare con Te.
Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi,
o Signore,
un'ala di riserva.

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