domenica 26 maggio 2013

Trinità: Esperienza di Dio, Relazione e Comunicazione.

Molte persone vogliono sapere chi è Dio, ma non vogliono far esperienza di Dio. Ma l’esperienza precede sempre la concettualizzazione, la definizione, altrimenti parli di una cosa che non sai, che non hai mai visto né percepito. Parli ma non conosci. 
Così molte persone parlano della vita, ma non vogliono vivere e altre parlano dell’amore ma non si lasciano coinvolgere. Quando invece hai vissuto un’esperienza, allora sì che sai che cos’è, allora sì che la comprendi, allora sì che ne capisci tutti i contorni, i limiti e la forza.


E’ il noi la nostra unità. E’ la relazione, il rapporto fra me e te la nostra forza. Null’altro. E’ quello che costruiamo fra me e te, la nostra “connessione” che sarà la nostra unità. E’ quello che c’è fra me e te che ci tiene uniti. Se non c’è niente il rapporto non terrà, è normale. Magari staremo insieme, ma è solo perché ci accontentiamo. E’ perché ci siamo abituati e non sapremo come vivere da soli. E’ perché abbiamo troppa paura di iniziare a vivere e preferiamo andare avanti (cioè alla deriva). E’ il noi che dice quanto ci amiamo. E’ lo spirito che c’è fra me e te che dice com’è il nostro rapporto.
L’intensità di un rapporto è data dalla capacità che le due persone hanno di uscire da sé (senza perdersi) e di creare un “noi”, uno spazio dove ci si può esprimere e accogliere. In questo senso i figli possono essere il “noi” della coppia: la nostra creatività, il nostro amore si espande, è così tanto, che esce da noi e crea (i figli). Ma se non ci parliamo mai, non c’è nessuna creazione, c’è solo prole!
La relazione è il modo necessario, lo stile, di ogni rapporto.
L’affettività dev’essere relazionale: dare e ricevere. Perché se io solo chiedo, divento una sanguisuga. 
E se io solo voglio dare, allora voglio gestire e controllare l’altro.

Io ho bisogno di guardare al mio modo di rapportarmi con gli altri. Io ho bisogno di guardarmi in faccia, di vedere come io mi relaziono, come io sono quando sto con gli altri.
La fisica ci dice che tutto è relazione. Se cambio un elemento qualsiasi, anche gli altri variano.
La comunicazione ci dice che tutto è in relazione: se cambio il mio modo di rapportarmi anche l’altro deve cambiare.
L’esperienza dice che veniamo da una relazione tra un uomo e una donna.
La natura ci dice che tutto è relazione: se tu cambi o alteri la natura, cambi e alteri anche la tua qualità di vita.
Le dinamiche familiari ci dicono che il benessere o il disagio sono frutto di determinate relazioni.
La bellezza della vita è data dalla capacità di avere relazioni significative, profonde, intense e durature.
L’amore è relazione, apertura nel dare e ricevere dove ci si incontra nelle profondità del corpi, dei progetti e delle anime.
La maturità personale è la relazione sana che io ho con me stesso.
La preghiera è la relazione, la comunicazione con Dio.
La fede è la relazione con l’Altissimo che permea la mia vita.
La relazione è la struttura non solo della materia, non solo delle persone, ma di ogni cosa. Tutto è in relazione. C’è una interdipendenza di tutte le cose. Noi siamo creature fatte per la relazione.
La Trinità ci ricorda che tutto è relazione.
La Trinità ci ricorda che il Tutto è Relazione.
La Trinità ci ricorda che Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo.

Nessun commento:

Posta un commento